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11/02/2020

di Maria Antonietta CossuwNORBELLOLa prima gara d’…

La Nuova Sardegna

di Maria Antonietta CossuwNORBELLOLa prima gara d'appalto per il rinnovo della gestione del campeggio comunale bandita dopo un'attività decennale è stata un flop. Nessun operatore economico si è candidato alla conduzione della struttura turistica che negli ultimi sei anni era stata adibita a centro di accoglienza per migranti e alla quale l'amministrazione comunale vorrebbe restituire l'originaria destinazione d'uso. Non è noto cosa esattamente non abbia funzionato nel tentativo di ripristinare la funzione per la quale il complesso era stato concepito, realizzato e affidato a terzi, ma è un dato di fatto che sulla successiva riconversione concordata con la prefettura avessero inciso, oltre alle politiche dell'accoglienza adottate dalla precedente amministrazione, anche le difficoltà di attrarre un flusso di clienti e visitatori tale da rendere economicamente conveniente continuare a esercitare l'attività ricettiva nella borgata di Sant'Ignazio.Prescindendo dai risvolti umanitari dell'operazione, c'è un dato positivo che era legato alla precedente apertura del centro migranti e cioè la creazione di posti di lavoro quali maestranze, cuochi, addetti alle pulizie e mediatori culturali e di un indotto che nei quattro anni precedenti il campeggio non era stato in grado di produrre.Tuttavia la scelta mai era stata condivisa dall'attuale gruppo di governo locale, che già al momento del suo insediamento si era ripromesso di rilanciare l'attività turistica nel sito. Lo scorso autunno quelle dichiarazioni d'intento hanno trovato riscontro nell'atto di indirizzo varato dall'esecutivo di Matteo Manca in vista del nuovo bando sull'affidamento in concessione del campeggio.A dicembre la gara d'appalto è andata deserta, ma la battuta d'arresto, non inusuale nei bandi per gli affidamenti di strutture pubbliche, non ha scoraggiato gli inquilini del palazzo di via Lussu, che ci stanno riprovando con un nuovo iter d'appalto. Per cercare di attrarre gli investitori è stato ritoccato il canone di concessione, che da un importo a base d'asta iniziale di 80mila euro per un periodo di dieci anni è stato ridotto a 64mila per lo stesso arco di tempo. Sarà una cifra convincente per avere imprenditori alle porte? L'amministrazione ci spera.