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di Marco BisiachIl contenzioso aveva riempito una …

15/03/2018

Messaggero Veneto

di Marco BisiachIl contenzioso aveva riempito una delle tante pagine della storia di un rapporto a dire il vero poco fortunato di Gorizia con i lavori pubblici. Erano, qualche anno fa, i tempi del cantiere chiamato a rinnovare la centralissima via Diaz: i tempi dovevano essere brevi e il risultato impeccabile, invece le cose andarono diversamente, i lavori si trasformarono in una piccola Odissea e via Diaz divenne a lungo una sorta di campo di battaglia, con la ditta che si era aggiudicata l'appalto e il Comune arrivati ai ferri corti. E oggi che quel cantiere è solo un ricordo, quel contenzioso è destinato a vivere un'appendice in Tribunale. La "Pessot Costruzioni Srl", tramite l'avvocato Orio De Marchi del Foro di Trieste, ha notificato un atto di citazione dinanzi al Tribunale di Gorizia. In buona sostanza l'impresa aveva avanzato le sue riserve al Comune di Gorizia, vedendo aumentare i costi del lavoro che stava svolgendo, ma l'amministrazione non le aveva ritenute congrue. Di qui la citazione. Il giudice si dovrà pronunciare in via principale in merito alla richiesta di riconoscimento delle riserve con conseguente condanna dell'ente comunale al pagamento della somma di 1.437.443 euro (più Iva ed interessi maturati), e in via subordinata per la dichiarazione di intervenuta risoluzione di diritto del contratto d'appalto, per il quale la ditta "Pessot" ha quantificato di aver subito un danno pari a 1.304.865 euro. Come aveva valutato di non dover pagare somme ulteriori allora, ovviamente il Comune sceglie di opporsi e resistere ora, e lo ufficializza con la delibera pubblicata all'albo. «È necessario provvedere in primo luogo a costituirsi in giudizio, contestando gli assunti e le richieste di controparte - si legge nel documento -, anche avvalendosi del supporto, già in questa fase iniziale, di un consulente tecnico di parte, valutando comunque pure eventuali ipotesi e proposte di accordi transattivi. Si ritiene quindi di incaricare della rappresentanza e difesa dell'Ente l'avvocato comunale Stefano Piccoli». A spiegare la scelta sono anche le parole dell'assessore comunale Guido Germano Pettarin: «Andremo per vie legali - dice -. L'impresa aveva lasciato i lavori incompiuti, ma per la parte che aveva svolto riteneva di aver sollevato delle riserve legittime. Noi attraverso i nostri tecnici avevamo fatto tutte le verifiche del caso, e contestato quindi la legittimità di quelle riserve così elevate, riconoscendo solo una somma di circa 100 mila euro. Ci costituiamo in giudizio convinti di essere nel giusto e fiduciosi nella magistratura». La palla passa dunque all'avvocato Piccoli che, come specifica la delibera di giunta, «potrà fin d'ora, con proprio provvedimento, qualora lo ritenesse opportuno e stante le complessità della questione da risolvere, individuare un consulente tecnico di parte che supporti il Comune fin dalle prime fasi del contenzioso». Le spese per la procedura giudiziaria trovano copertura nel bilancio 2018. Questo dunque il nuovo capitolo di una storia piuttosto agitata. Come detto l'impresa "Pessot" fu al centro dell'attenzione già per i lavori, interminabili, che paralizzarono via Diaz per anni, per una riqualificazione molto attesa in città. Il progetto non prevedeva solamente una semplice asfaltatura ma un vero maquillage che non avrebbe poi armonizzato la strada alla nuova via Garibaldi e al tratto di Corso Verdi pedonalizzato. Ma non solo. La stessa ditta si era occupata anche della realizzazione della rotonda in via San Michele, nel quartiere di Sant'Andrea, che a sua volta non ebbe una genesi particolarmente felice: dopo un primo stop al cantiere, i lavori si conclusero, ma la rotatoria si presentò agli automobilisti con una curva troppo stretta, e dunque pericolosa. Sarebbe ben presto stata "addolcita" e resa dunque percorribile, ma le polemiche si sprecarono e tennero banco a lungo in città. In quel caso comunque la colpa, come precisò il Comune, non fu di chi aveva realizzato i lavori, bensì di un progetto piuttosto carente. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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