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05/06/2019

Di Maio telefona a Salvini e ingoia lo Sblocca cantieri I gialloblù la sfangano

La Verita' - CLAUDIO ANTONELLI

RESA DEI CONTI
E Movimento: «Stop solo ad alcune parti del codice degli appalti». Ma, nei fatti, cede alla Lega. Conte si intesta la vittoria, il capo grillino al Quirinale: «Andiamo avanti»
• Dopo i ripetuti rinvii e lo stallo in Parlamento sui decreti Crescita e Sblocca cantieri, con il rischio che i due provvedimenti non venissero convertiti in legge, Camera e Senato spingono sull'acceleratore e si preparano a un tour de force di tre settimane. A rimettere in moto quasi in extremis l'iter dei due provvedimenti, fermi da giorni nelle rispettive commissioni, è l'intesa siglata ieri a ora di pranzo tra 5 stelle e Lega sulle norme relative al codice degli appalti, e l'accordo che potrebbe essere raggiunto sulla trasformazione delle misure cosiddette «Salva Roma» in azioni più generali a favore dei comuni in difficoltà. L'intesa raggiunta sul decreto Sblocca cantieri prevede la modifica del testo originario, firmato Lega, sullo stop di due anni al codice degli appalti, proposta osteggiata dai 5 stelle. Il nuovo testo dispone «la sospensione di alcuni punti rilevanti del codice degli appalti per due anni, in attesa di una nuova definizione delle regole per liberare da inutile burocrazia le imprese. Al contempo, sarà garantito il rispetto delle r.orme e del lavoro già fatto nelle commissioni parlamentari sull'argomento. In particolare saranno anche garantite le soglie già in vigore per i subappalti e salvaguardati gli obblighi di sicurezza per le imprese», hanno spiegato ieri i capigruppo gialloblù. La soluzione proposta è un tecnicismo e punto di caduta solo formale. Dal punto di vista politice, la Lega ha fissato il paletto e i 5 stelle si sono adeguati. Infatti, l'accordo nasce dopo una telefonata tra i due vice premier nella quale Luigi Di Maio (che ha alzato per primo il telefono) avrebbe perorato la mediazione pur di non far cadere il governo. Matteo Salvini lunedì sera aveva dato preciso mandato al viceministro Massimo Garavaglia di non desistere dal maxi emendamento che avrebbe previsto il congelamento delle norme sugli appalti e il ritorno alle precedenti disposizioni. Per la Lega tale novità sarebbe l'unico modo per accelerare veramente l'iniezione di capitali nel circuito delle infrastrutture. Di fronte a tale posizione, il premier, dopo aver incontrato Garavaglia a Palazzo Chigi intorno alle 22 di lunedì sera, si è detto contrario, sostenendo che i 5 stelle non l'avrebbero mai velato e che l'impianto sarebbe stato pure pieno di buchi e rischi «Da 30 anni faccio il giurista e questo super emendamento, dal punto di vista tecnico, rischia di creare il caos normativo. So che in sostanza, volendo congelare l'attuate codice degli appalti, propone una improbabile reminiscenza del secchio codice, che è ormai abrogato, quindi davvero ci awiamo a un caos», ha det• to Conte prima di partire partire per la due giorni in Vietnam. «Il super emendamento», ha proseguito, «ha portato con sé oltre 400 emendamenti, siamo a pochi giorni dalla conversione, dobbiamo passare alla Camera. Faccio un appello alla Lega: in questo decreto c'è tanto lavoro, ci sono le norme sui terremotati. Mi raccomando». Si è trattato di una presa di posizione durata un pugno di ore. E che alla luce di quanto è successo ieri mattina assume sempre più l'aspetto di un trabocchetto. Un gioco del quale Giuseppe Conte è solo la punta dell'iceberg che muove nella direzione della caduta del governo. Dietro c'è sicuramente il Pd e una parte dei 5 stelle, entrambi sembrano avere la benedizione del Colie. Conte potrebbe essere l'utile manovrato e guadagnerebbe l'incarico di premier tecnico. Solo che è stato subito scavalcato dalle dichiarazioni di Di Maio che ieri è salito al Quirinale a pranzo per ribadire la volontà del M5S di andare avanti. «Mattarella ha preso atto della volontà di Di Maio, ma ha chiesto chiarezza, esortando a riprendere l'attività di governo per rispondere ai gravi problemi del Paese. È nota la preoccupazione di Mattarella per l'andamento dell'economia e i conti pubblici», così recitavano alcune agenzie di stampa ieri sera. Una velina che spiega chiaramente quanto Ve trappole restino dietro l'angolo. In generale i tempi del Parlamento stringono sempre più. Il decreto Sblocca cantieri, all'esame del Senato, scade iì 17 giugno, e deve essere licenziato prima da Palazzo Madama e poi daila Camera, dove è atteso in Aula martedì prossimo. 1 capigruppo hanno deciso ieri di portare avanti una seduta notturna per portare in Aula il testo questa mattina. Il decreto Crescita, ora alla Camera, scade il 29 giugno, e anche in questo caso il provvedimento dovrà essere approvato prima da Montecitorio e poi al Senato, dove sarà ail'esame dell'Assemblea nella settimana dal 25 al 27 giugno. Ma a oggi i nodi del Salva Roma sono tutti irrisolti e dunque non sarà facile gestire la mediazione. Tempi strettissimi e testi «blindati» servono per evitare incidenti di percorso. Alla Camera, dei resto, si da per scontato il ricorso alla fiducia sul di Crescita. Stesso orientamento che sembra prevalere anche al Senato, viene spiegato da fonti di maggioranza, anche se al momento non è stata presa alcuna decisione in merito. Il tutto mentre aumentano le pressioni esogene ma anche endogene. «Come tutti i contratti deve essere interpretato ma non credo fossero previste adeguate clausole rescissorie», ha eternato ieri il numero due della Lega, Giancarlo Giorgetti. «L'ho detto in campagna elettorale e poi qualcuno fece polemica. O ci si da un metodo di lavoro o è veramente difficile perché le sfide che ha davanti il Paese sono serie e importanti, già da domani». © [(PRODUZIONE RISERVATA luigi di maio ansa LE ALTRE MINE GIORNO PER GIORNO I gialloblù hanno di fronte a sé una lunga serie di nodi da sciogliere sotto forma di prowed menti in scadenza 0 punti programmai ci cari alla Lega da rispettare. SICUREZZA £ TASSE La stretta sui taxisti del mare è pronta ma la data del Cdm continua a slittare. Sula fiat tax, il Carroccio punta a introdurla in manovra, applicandola alle Famiglie. AUTONOMIE È uno dei nodi più spinosi. Cavallo di battaglia dei governatori leghisti del Nord, il M5st3me che vada a intaccare Tur ita nazionale e fa muro. Conflitto di interessi, riforma del processo civile e penale. Sor o i desiderata del Movimento sai quali il livello di scontro con l'alleato e destinato ad aumentare.