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22/05/2020

Di Maio promuove il piano sugli appalti E il M5S si spacca: “Passare dall’Aula”

La Stampa - FEDERICO CAPURSO ILARIO LOMBARDO

L'ala ambientalista dei 5 Stelle critica: modifiche al Codice solo in Parlamento. Costa: "Rispettare norme Ue" I timori grillini sul modello Genova: "Saltano le valutazioni a tutela del territorio"
ROMA Dopo le anticipazioni di ieri de La Stampa sul piano di di Giuseppe Conte di sburocratizzazione dei cantieri, riemergono tutte le spaccature del M5S. Fino a qualche mese fa sentirsi dire «adottiamo il modello Genova» era un pugno nello stomaco per molti grillini. E anche ora è difficile digerirlo, persino se sono il presidente del Consiglio e i principali ministri del M5S a sostenerlo. Un punto sul quale i 5 Stelle vogliono un chiarimento è come verrà discussa la modifica del Codice degli appalti: «Noi - spiega con pacatezza il capogruppo in commissione Industria alla Camera Emanuele Scagliusi - auspichiamo che non entri nel decreto Semplificazioni, ma che ci sia un percorso parlamentare. Anche per evitare che decida tutto il governo. Vista l'emergenza abbiamo acconsentito alla proposta del nostro viceministro Giancarlo Cancelleri di velocizzare i cantieri di Anas e Rfi (109 miliardi di euro, ndr ), attraverso i commissari che opereranno con poteri speciali in deroga alle norme sugli appalti per tre anni. Ma ci auguriamo che per modificare il codice la discussione sia più lunga e avvenga alle Camere». Il problema resta sempre lo stesso per il M5S: fare i conti con la propria storia, contemperare l'esigenza di superare le lentezze burocratiche alla difesa di ambiente e giustizia. «Questo piano fa saltare troppi controlli, non ci convince», dice Giuseppe D'Ippolito, deputato in commissione Ambiente. «Con il modello Genova si saltavano le procedure della valutazione di impatto ambientale e della valutazione ambientale strategica. È un modello privo di garanzie di tutela ambientale». Che la sfida della semplificazione e dello snellimento delle procedure per gli appalti delle opere pubbliche sia complicata dalle resistenze interne alla maggioranza, Giuseppe Conte ce lo ha ben chiaro e nelle ultime ore non fanno che ripeterglielo gli sherpa che hanno il compito di convincere gli ambientalisti più duri tra i 5 Stelle. In vista dell'ok al decreto, che il premier promette di incassare in due-tre settimane, diventa però fondamentale evitare guerriglie e spaccature. Anche per questo ieri Luigi Di Maio ha scelto di intervenire in un dibattito interno riaperto dalla Stampa: «Va superato il Codice degli appalti, in modo da evitare lungaggini inutili - avverte il ministro degli Esteri - I cantieri devono essere completati in maniera spedita. E la realizzazione del ponte di Genova deve essere il modello. Meno burocrazia, meno scartoffie e meno passaggi intermedi». Parole che alle orecchie di diversi colleghi di partito sono suonate come troppo simili a quelle di Matteo Renzi. In tal senso, è indubbio - e a Palazzo Chigi non hanno timore ad ammetterlo - che su questo progetto si sia creato l'asse tra il premier, il leader di Italia Viva e un pezzo di 5 Stelle che ha lavorato alla bozza del viceministro delle Infrastrutture Cancelleri: «Al netto di qualche differenza, c'è una forte convergenza - ammette la renziana Raffaella Paita, autrice del piano di Iv -, soprattutto sul ruolo e sui poteri dei commissari. In soli sei articoli noi prevediamo una forte velocizzazione delle procedure su lavori per 120 miliardi. Oltre a ferrovie, autostrade, Anas, portualità interveniamo sul dissesto idrogeologico e sull'edilizia scolastica attraverso il ripristino delle unità di missione che avevano abolito leghisti e 5 Stelle. Infine acceleriamo sui ricorsi al Tar e riduciamo i livelli di progettazione». Tre mesi fa, prima del coronavirus, Di Maio ha incontrato i gruppi M5S, già sul piede di guerra per aver solo annusato che nel progetto di semplificazione si sarebbero ammorbiditi i vincoli ambientali. Disse che non si poteva fare altrimenti. A partire dal 13 marzo, nelle lunghe settimane di lockdown, si sono susseguiti vertici in videoconferenza e confronti anche franchi con Cancelleri. Il pacchetto finale sembrava abbastanza blindato, ma l'opposizione del ministro dell'Ambiente Sergio Costa ha riportato tutto a una fase interlocutoria. C'erano «troppe semplificazioni che bypassavano le tutele ambientali» e allora, con Cancelleri, si è aperto un canale di «confronto costruttivo» che ha portato ad alcune modifiche. Proprio ieri pomeriggio Costa si è riunito con il suo gabinetto per discutere del dl Semplificazione e per cercare di placare alcuni timori che restano, sottotraccia, sulle modifiche alla procedura per la valutazione di impatto ambientale. I tempi per Costa si possono accorciare, data l'emergenza economica e la necessità di ripartire, ma ci «si deve muovere all'interno del perimetro dettato dalla normativa europea». Il rischio di una procedura di infrazione, mostrato chiaramente da Costa a Cancelleri, dovrà essere evitato nella bozza definitiva. Bozza che non è ancora arrivata, ma che il ministro ha chiesto di poter «leggere approfonditamente». Segno, evidente, che la partita non è chiusa. - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ieri su La Stampa

Il piano di Conte sugli appalti è stato anticipato ieri con un articolo a firma di Ilario Lombardo. Nella bozza del decreto che dovrebbe essere pronto tra 15-20 giorni, ci sono molte novità tra cui norme più snelle per avviare i lavori, la nomina di commissari straordinari, la possibilità di ingaggiare trattative private per le piccole opere e più poteri in deroga alle stazioni appaltanti per le grandi opere. Nelle intenzioni del premier queste misure dovrebbero servire per rilanciare l'economia dopo lo stallo dovuto all'emergenza coronavirus. -

Foto: Il cantiere per la costruzione del nuovo Ponte Morandi a Genova. Dopo il crollo del 14 agosto 2018, l'opera è stata completata a tempo di record lo scorso 28 aprile


Foto: FABIO FERRARI/LAPRESSE