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02/12/2018

Di Maio promette: «L’autonomia del Veneto entro il Natale»

Il Mattino di Padova - Andrea Passerini

Il leader del M5S: «Si deve fare presto, il referendum va rispettato» E sulla Pedemontana: l'analisi costi-benefici calibrata sul territorio
LOVADINA DI SPRESIANO. L'autonomia del Veneto: in consiglio dei ministri arriverà sotto l'albero, prima di Natale, dono del governo gialloverde ai veneti. Con una mossa inattesa è il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio, nel cuore del Veneto leghista, a vestire i panni anticipati di Babbo Natale e a mettersi in sintonia con Matteo Salvini, l'altro vicepremier. E questo nonostante il caso che riguarda l'azienda di famiglia, le accuse di lavoro nero e persino le minacce di morte all'inviato autore dello scoop sui lavoratori in nero nell'impresa di famiglia in Campania. Tutto rimane fuori, per una mattina dedicata ad ambiente ed ecologia, industrie di riciclaggio hi-tech. Anche le fibrillazioni di governo. E a conferma del clima diverso, ecco l'apertura alla Ue, la prima da quando è nata la guerra con Bruxelles, sulla trattativa relativa alla manovra, a patto che non si tocchino pensioni e reddito (anche se il vicepremier conferma la cifra di 780 euro, non quella al ribasso, di 500 euro, che gira da due giorni). «L'autonomia del Veneto si deve dare il prima possibile, perché i veneti hanno votato un referendum che non deve essere disatteso», esordisce appena arrivato all'impianto della Contarina a Lovadina di Spresiano, perno dei sistema di trattamento rifiuti che il Movimento 5 Stelle ha voluto inserire nel contratto di governo come riferimento emodello per tutta Italia. «Non ci sono dubbi da nessuna delle due forze politiche che sostengono questo governo», continua Di Maio, chiaramente infastidito da chi continua a vedere nel comportamento dei 5 Stelle un "freno" al processo di autonomia, «stiamo lavorando con i ministri competenti per dare l'autonomia sulle materie richieste prima possibile, senza se e senza ma. Non perderemo o prenderemo tempo: i veneti avranno l'autonomia in tempi certi, si sono espressi in modo chiaro, ne hanno diritto, il referendum non può essere disatteso». A stretto giro di posta, un'ora dopo queste parole, arriverà il ringraziamento del governatore Luca Zaia, che per ragioni diplomatiche e bipartisan non trascura nemmeno Salvini, e il ministro alle autonomie regionali, la vicentina Erika Stefani. «Oggi è una bella giornata vedere i due vicepremier parlare della nostra autonomia, sempre stata a pieno titolo nell'agenda del governo», scrive Zaia, «Un'autonomia su cui i veneti si sono espressi con quasi 2,5 milioni di voti; passaggio dal centralismo verso il federalismo con un progetto innovativo, una pagina di storia, e questo è un governo che passerà alla storia con l'autonomia del Veneto». A Lovadina, invece, in missione per il Carroccio, c'era anche Dimitri Coin, parlamentare leghista: «Ostacoli per l'autonomia? Meno di quanto si dica, certo c'è un iter da rispettare con i vari ministeri, credo che non sia un mese in più o in meno a far cambiare la cose, su un traguardo storico atteso da tutto il Veneto». Dicono che un nodo sia il numero delle materie: eppure Zaia, nella sua nota, conferma le 23 materie, come la Lombardia (l'Emilia è a quota 15). Lo si capirà presto, questione di giorni. Il ministro Stefani dal canto suo rilancia: «Sono soddisfatta del lavoro fatto e del dibattito positivo innescato; autonomia significa semplificazione e responsabilizzazione, dare competenze a chi conosce i reali bisogni del territorio che amministra», diceva ieri, «le richieste arrivate e che ci arrivano vanno oltre i confini politici, l'autonomia ha il sostegno di questi tutte le forze politiche, segno ulteriore della bontà di una riforma epocale per il Paese» . Infine, Di Maio non si è sottratto nemmeno alla questione grandi opere, in Veneto la Pedemontana: «L'analisi costi e benefici del Governo sarà onesta, asettica, sganciata da ogni condivisione politica e calibrata sugli aspetti economici dei territori», ha concluso, «Facciamo le opere che servono per far soldi, ma non per spenderli (allusione alla costosissima formula del project financing? ndr). Ci saranno più benefici che costi? Non solo faremo le opere, ma semplificando codice degli appalti e altre norme accelereremo la loro realizzazione, molte vanno a rilento da troppo tempo». --Andrea Passerini BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

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