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11/12/2018

Di Maio a Salvini: «Io ho il tavolo più lungo»

La Verita' - SARINA BIRAGHI

DENTRO LA MANOVRA
Nuove punzecchiature fra i vicepremier. Dopo l'incontro fra il leghista e gli imprenditori, il grillino attacca: «Lui vede 10 sigle, io al Mise 30». Domani pomeriggio faccia a faccia a Bruxelles fra Juncker e Conte: «Non ci puniranno per uno zerovirgola» Il capo del Carroccio: «Varicostmilo l'asse tra la Germania e l'Italia» II presidente del Consiglio ieri ha convocato i principali sindacati
• Mentre Giuseppe Conte si prepara ad andare domani a Bruxelles, Luigi Di Maio e Matteo Salvini litigano sugli imprenditori e non si risparmiano «complimenti» che chissà se fanno bene all'alleanza gialloblu. Sullo sfondo restano la manovra, ancora piena di incertezze, e la trattativa con l'Europa. «Ci scusiamo per i ritardi. Ci incontreremo periodicamente. Ci sarà un tavolo che aggiorneremo», ha detto Conte ai sindacati durante il tavolo che si è svolto ieri a Palazzo Chigi, a cui hanno partecipato anche il scttosegretario al lavoro Claudio Durigon e quello allo sviluppo economico Davide Crippa. Ai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confsal e Cisal, il presidente del Consiglio ha assicurato che ci saranno incontri periodici anche con le altre sigle ieri non presenti. Oltre ai tavoli continui con le parti sociali, Conte ha preso impegni importanti: una cabina di regia per gli investimenti, la riforma del codice degli appalti dei contratti pubblici, la legge delega per le semplificazioni, il codice della crisi di impresa che interverrà in maniera preventiva prima dei fallimenti, la digitalizzazione della Pa e un piano di ammodernamento delle infrastrutture. «Il nostro obiettivo è un patto fiscale con i cittadini, una vera alleanza», ha detto Conte, sottolineando che «non saremo tolleranti» sull'evasione. Poi ha aggiunto: «Vogliamo intervenire sulle pensioni d'oro, farlo è una misura di equità sociale». Conte ha anche ricordato che l'obiettivo del governo è ottenere un sistema delle pensioni equilibrato. Infine ha aggiunto: «II reddito di cittadinanza è una riforma che mi rende orgoglioso». Una spiegazione chiara dei capisaldi della legge di bilancio che ha iniziato ieri il suo iter al Senato e che dovrà trovare la «quadra» entro il 19 dicembre: potrebbe essere necessario tagliare qualche miliardo di spese per far sì che il rapporto deficit Pii cali, anche se non sotto il 2% (si parla di 2,2 o 2,1%) per portare a termine con successo la trattativa in Europa e allo stesso tempo allontanare lo spettro di una nuova recessione. Ieri notte a Palazzo Chigi c'è stata una riunione fra il premier e il ministro dell'Economia Giovanni Tria per parlare del rilancio degli investimenti, uno dei probabili punti caldi della trattativa. Fra le ipotesi sul tavolo, c'è quella di strappare più flessibilità usando per il rilancio dell'economia tutto il deficit in più oltre la soglia del 2%. Domani pomeriggio, prima del Consiglio europeo, a Bruxelles ci sarà l'incontro fra Conte e il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, nel quale il premier italiano dovrebbe illustrare il documento finale. «Mi rifiuto di pensare che per uno zerovirgola Bruxelles voglia davvero avviare la procedura, con tanto di sanzioni e impegni vincolanti a un piano di rientro ammazza crescita», ha detto Conte. Intanto ieri c'è stato un altro round tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Domenica il ministro degli Interni e leader della Lega ha incontrato i rappresentanti di una quindicina di sigle imprenditoriali guadagnandosi gli apprezzamenti (dopo molte critiche) del presidente di Confmdustria Vincenzo Boccia. Ieri il miniatro dello Sviluppo economico e del Lavoro e capo del M5S ha ribattuto a distanza in modo piccato: «Tutti i ministri hanno il dovere di incontrare le imprese come ha detto il presidente Boccia. Ora ci aspettiamo i fatti e i fatti si fanno al Mise perché si occupa delle imprese. Ieri hanno fatto le parole. Noi domani incontriamo oltre 30 sigle, ieri erano poco più di dieci». Salvini ha risposto: «A me interessa la sostanza, io incontro, ascolto, trasferisco, propongo, miglioro poi a me interessa che il governo nel suo complesso aiuti gli italiani. Ognuno fa il suo». Ma intanto ieri ha aggiunto un altro tassello di possibile scontro dicendosi non contrario alla possibilità di un referendum sul Tav nel caso in cui «dall'analisi costi benefici sull'alta velocità non dovesse arrivare una risposta chiara. L'importante è avere dei sì 0 dei no. Io tifo sì. Se i tecnici ci dicessero no 0 forse sì possono ascoltare i cittadini», ha ribadito. In un incontro con la stampa estera, ieri Salvini ha anche parlato dell'incontro di domani: «Lavoriamo per trovare un accordo con l'Ue», ha detto, senza però far mancare una stoccata: «II dialogo deve essere a due, ma sono positivo fino all'ultimo». Il leader leghista non ha fatto mancare un attacco a Emmanuel Macron: «Ci sentiamo in dovere di investire sulla paca sociale, per evitare le scene francesi e aiutare gli ultimi in difficoltà. A chi c'era prima di noi tutto era concesso, e non capisco in cambio di cosa. Io l'ho detto: l'unica cosa che non possiamo permetterci è l'incertezza. Se la Grecia sta come sta, se in Francia ci sono delle barricate per le strade, se l'economia in Germania da segnali di rallentamento, è evidente che a Bruxelles c'è qualcosa che non funziona». Il segretario del Carroccio ha poi rilanciato il tema dei nuovi equilibri da trovare in Europa: «La Lega, con tutta l'umiltà possibile, sta cercando di dare vita a un nuovo rinascimento europeo. E in sei mesi segnali positivi ne abbiamo dati», ha detto. «Sono convinto che l'asse tra Italia e Germania sia da ricostruire».

Foto: NEMICI AMICI Luigi Di Maio e Matteo Salvini durante il giuramento al Quirinale del governo Conte il 1° giugno scorso


Foto: [LaPresse]

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