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09/07/2020

di Alessandro PirinawSASSARIAppalti più veloci per…

La Nuova Sardegna - di Alessandro Pirina

di Alessandro PirinawSASSARIAppalti più veloci per fare ripartire l'Italia. E anche la Sardegna. La parola d'ordine di Conte e del suo governo è semplificare. E dunque rendere più semplice la vita alle amministrazioni che potranno riaprire i cantieri finora bloccati o ancora fermi ai box. Ma in questo modo sarà resa la vita più semplice anche alle imprese che, di fronte alla peggiore crisi del secolo, hanno un'enorme necessità di ripartire e dunque di una spinta dello Stato. Ed è stata proprio questa la filosofia del governo Conte. Semplificazione dei procedimenti amministrativi, superamento degli iter burocratici, digitalizzazione della pubblica amministrazione, sostegno alla green economy e all'attività di impresa. Contratti ed edilizia. Proprio per favorire la riapertura dei cantieri il provvedimento prevede l'affidamento diretto per i lavori di importo inferiore ai 150mila euro (finora il limite era di 40mila). Invece, per le opere dal valore inferiore ai 5 milioni di euro non ci sarà alcun bando e la gara sarà negoziata. E ancora sopra i 5 milioni la regola resta la gara ma con un'abbreviazione dei termini, salvo che subentri una causale Covid e in questo caso si procede con la procedura negoziata e gli inviti.Silenzio-assenso. Per la maggior parte degli adempimenti burocratici, scaduti i termini previsti dalla legge, varrà la regola del silenzio-assenso, con inefficacia degli atti successivi. Inoltre, il decreto ha introdotto la conferenza di servizi semplificata, con la compressione dei tempi: tutte le amministrazioni coinvolte dovranno rispondere entro 60 giorni. Quanto alla responsabilità degli amministratori pubblici, si prevede, fino al 31 luglio 2021, la limitazione della responsabilità per danno erariale al solo dolo per quanto riguarda le azioni, mentre resta invariata per quanto riguarda le omissioni, in modo che i funzionari siano chiamati a rispondere in misura maggiore per eventuali omissioni o inerzie, piuttosto che nel caso di condotte attive.Le reazioni. I sindaci, per bocca di Emiliano Deiana, presidente dell'Anci Sardegna, plaudono alle scelte del governo, ma ne sottolineano anche i limiti. «Da una prima lettura del decreto vediamo finalmente uno sforzo del governo a svolgere una vera attività di agevolazione - soprattutto su servizi, forniture e lavori pubblici - dei procedimenti di gara», dice il numero uno dei sindaci sardi, che però avrebbe preferito più coraggio. «Le Conferenze di servizio devono essere ulteriormente snellite nei tempi e nelle modalità, le valutazioni di impatto ambientale non devono avere una data di scadenza ma devono valere per tutta la durata dell'opera - spiega Deiana - . Per autorizzare un'opera di un Comune un ente come la Regione deve esprimersi con una voce sola: Genio civile, Agenzia del distretto idrografico, Ufficio tutela, e via dicendo. Ci deve essere un organismo della Regione che faccia sintesi dei suoi diversi organismi che magari si esprimono in maniera difforme uno dall'altro. Senza tralasciare le azioni delle Sovrintendenze con giudizi di merito che nulla hanno a che fare con la liceità o meno della proposta progettuale». I rischi. Lo snellimento degli iter burocratici vede il favore di Deiana, che però sugli affidamenti diretti fino a 150mila euro chiede regole chiare. «Rotazione delle imprese, tetto massimo annuale alla stessa, short-list delle imprese che prefiguri anche una black-list di quelle che operano fuori dalle regole sulla qualità degli interventi, sul rispetto delle norme sul lavoro e della sicurezza dei lavoratori - dice il presidente Anci -. Vanno resi obbligatori il rafforzamento delle azioni di trasparenza e i patti di legalità legati a ogni singola opera, soprattutto quelle sottosoglia. Manca, in tutto il decreto, soprattutto per i comuni di più ristrette dimensioni demografiche una riflessione sul contesto legato alle leggi Bassanini che, a mio avviso, andrebbero riscritte di sana pianta».Edilizia scolastica. Questo è l'ambito in cui i sindaci hanno davvero dei poteri commissariali, che sono stati attribuiti loro dal governo proprio di fronte alla emergenza Covid. «È l'unico caso in cui il sindaco può davvero fare cose concrete - dice Deiana -. C'è un bando aperto dal ministero per l'edilizia leggera, come interventi per le palestre o per il riscaldamento».