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31/07/2020

Deroghe al codice appalti Soluzione per le baracche

MF - Elisabetta Raffa

LE CHIEDE IL SINDACO DI MESSINA CATENO DE LUCA
«Una legge speciale che deroghi al codice degli appalti, che semplifichi le procedure ambientali e che conferisca poteri speciali anche sotto il profilo dell'ordine pubblico». A chiederlo è Cateno De Luca, il sindaco di Messina, audito martedì in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati in merito al problema delle 72 baraccopoli che dal secondo dopoguerra in poi contribuiscono in maniera determinante al degrado della città dello Stretto. Una folla di 8-10 mila persone (il numero esatto non è mai stato determinato anche a causa di strane manovre del passato rispetto agli elenchi degli aventi diritto) che da oltre 70 anni vive in condizioni estreme tra amianto, fogne a cielo aperto, sudiciume e disagi inimmaginabili. A febbraio scorso la parlamentare forzista Matilde Siracusano ha presentato una proposta di legge che è stata sottoscritta anche dai capigruppo di Forza Italia a Montecitorio Maria Stella Gelmini e di Fratelli d'Italia Francesco Lollobrigida, dal vicecapogruppo della Lega alla Camera Alessandro Pagano e da altri parlamentari di FI, Lega e FdI. «Ho spiegato ai componenti la Commissione Ambiente le motivazioni del fallimento della legge regionale 10 del '90 e delle risorse destinate alla città di Messina per risolvere il problema delle baracche che si trascina da quasi cento anni», ha poi commentato De Luca, «purtroppo, gran parte di queste risorse è stata persa per l'incapacità di tradurre in azione le nobili previsioni normative della Legge 10. Mi auguro che al di là delle posizioni politiche il Parlamento approvi questa legge, che consentirà di chiudere una delle peggiori vergogne sociali di inaudita crudeltà». Oltre a De Luca, sono stati ascoltati anche l'assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone e il presidente dell'Agenzia comunale per il risanamento e la riqualificazione urbana della città di Messina Marcello Scurria. «Sindaco, assessore e presidente hanno rappresentato le criticità della situazione abitativa nella città dello Stretto, l'interesse delle istituzioni locali e della cittadinanza a superare queste storiche questioni -spiega la deputata Siracusano. Hanno auspicato l'approvazione con tempi certi di una legge nazionale con deroghe alle procedure ordinarie e una dotazione finanziaria adeguata per poter sbaraccare e bonificare le aree e consegnare alloggi dignitosi agli oltre 8 mila cittadini messinesi che vivono da decenni in condizioni indecenti perché, nonostante gli sforzi encomiabili profusi da Regione e Comune di Messina, è emerso con chiarezza che non vi è alcun dubbio sulla necessità di un intervento del Parlamento e del Governo. Per Forza Italia, era presente anche la capogruppo Gelmini, quella sulle baraccopoli di Messina è una priorità. Continueremo con serietà e abnegazione il nostro lavoro in Parlamento per raggiungere un obiettivo che non deve avere alcun colore politico ma che può e deve rappresentare il punto di partenza per il rilancio di un'intera comunità». «Credo che questa convocazione possa sortire effetti significativi», ha puntualizzato l'assessore Falcone, «ai commissari abbiamo spiegato che servono risorse imponenti, la proposta di legge prevede intorno ai 250 milioni di euro da spendere entro il 2022, per trovare nuovi immobili e investire in demolizione, riqualificazione rigenerazione urbana. I principi di questo ddl sono quelli dell'inclusione sociale». Al termine dell'audizione il presidente dell'ARisMe Scurria ha consegnato al presidente della Commissione Ambiente Alessandro Benvenuto un pezzo del tetto in eternit di una delle tante baracche messinesi. (riproduzione riservata)