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14/09/2021

Depurazione illegale L’ inchiesta prosegue e la difesa affila le armi

Gazzetta del Sud

Cosenza P rovinc ia San Nicola Arcella, operazione "Archimede"
La Procura di Paola nei giorni scorsi ha chiuso le indagini
Mirella Molinaro SAN NICOLA ARCELLA Non si fermal' inchiesta sulla presunta gestione illecita della depurazione sull' Alto Tirreno cosentino. Le difese sono già prontea produrre documenti necessari per dimostrarel' estraneità degli indagati dell' operazione"A rchimede". Infatti, nei giorni scorsi, la Procura di Paola (guidata da Pierpaolo Bruni) ha chiuso le indagini nei confronti dei 17 indagati. Chiusura in tempi rapidissimi.I provvedimenti sono stati notificati nei giorni scorsi agli indagatie ai loro difensori. Nell' inchiestaè indagata anche il sindaco di San Nicola Arcella, Barbara Mele (destinataria di un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria). Oltrea lei, il gip del Tribunale di Paola, Rosamaria Mesiti, aveva dispostoi domiciliari per Tiziano Torrano, 49 anni (responsabile dell' Ufficio tecnico del Comune di Diamante); Pasqualino De Summa, 57 anni, (gestore dell' impianto di depurazione di Buonvicino; Giuseppe Maurizio Arieta, 57 anni (responsabile del servizio Lavori pubblici del Comune di San Nicola);l' imprenditrice Maria Mandato, 57 anni. Era stata disposta la sospensione dall' esercizio del pubblico ufficio per 12 mesi per Albina Rosaria Farace, 43 anni (responsabile Ufficio tecnico del Comune di Sangineto)e per il tecnico dell' Arpacal Francesco Fullone, 43 anni. Mentre, divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per gli imprenditori Enzo Ritondale, 41 anni,e Renato La Sorte, 54 anni, rispettivamente per 12e sei mesi. Infine perl' assessore del Comune di Belvedere Vincenzo Cristofaro era stato disposto il divieto di esercitare la professione di ingegnere per 12 mesi. Altre persone erano invece solo indagate. I reati contestati,a vario titolo, sono: turbata libertà del procedimento di scelta del contraente; frode nelle pubbliche forniture; falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici; rivelazione di attid' ufficioe la violazione della legge sugli appalti. Su questa inchiesta, coordinata dal procuratore Brunie dal sostituto Rossana Esposito, ci sarebbe anche l' ombra della massoneria. Infatti, uno dei dieci destinatari delle misure cautelari, risulta iscritto alla stessa loggia massonica, spuntata nell' altra inchiesta sulla gestione degli appalti nell' Alto Tirreno cosentino nella qualea tre indagati veniva contestata anche la violazione della Legge Anselmi. Nell' inchiesta"A rchimede" sotto la lente degli inquirenti sono finiti in particolare gli appalti per la gestione dei depuratori di San Nicola Arcellae Buonvicino. Le difese, ora, hanno venti giorni per poter depositare memorie difensiveo altro materiale utile per smontare le accuse. © RIPRODUZIONE RISERVATA "A rchimede" Le indagini si sono concentrate sul depuratore di San Nicola Arcella