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12/10/2018

Depurazione dei fanghi e idrolisi Il mega appalto passato ai raggi X

Il Tirreno - GABRIELE BALDANZI

Nel 2015 fu affidato alla Newlisi l'impianto di Ponte a Tressa Le aziende del territorio chiamate attraverso la procedura "negoziata" le dITTe coinvolte
GROSSETOSono 5 le società coinvolte nell'inchiesta Black Water: la Newlisi di Milano con sede operativa a Monteroni d'Arbia, la Ecospurghi Amiata di Piancastagnaio, la Ecospurgo di Emanuele Casprini di Poggibonsi, la Autospurghi Labianca di Grosseto e la ditta Fratelli Marconi, anch'essa di Grosseto, ma che nulla ha a che fare con gli autospurghi e i fanghi di depurazione. Il Tirreno, ieri, ha cercato di capire quando e come queste società siano entrate in contatto con Fiora. NEWLISIAll'inizio del 2015 (siamo a conclusione del mandato del presidente Tiberio Tiberi), Fiora affida a Newlisi la gestione dell'impianto di Ponte a Tressa, in provincia di Siena. La società si occupa della riduzione e valorizzazione delle sostanze solide che permangono nei residui di depurazione, i reflui. Rifiuti costosi da smaltire. Nel senese si sperimenta il sistema della idrolisi termochimica del cosiddetto "fango di supero", una frazione di sostanze organiche non completamente degradate e sostanze inorganiche non degradabili presenti nei liquami. Al depuratore di Ponte a Tressa, che "ripulisce" le acque di centomila persone, la Newlisi promette la riduzione dei volumi di fango di supero, delle quantità e, di conseguenza, dei viaggi con i tir. Nel 2016 la Newlisi abbatte di oltre il 70 per cento la produzione dei fanghi: circa 1.415 tonnellate rispetto alle 4.600 degli anni precedenti; si contano 90 camion in uscita anziché 300. Il risparmio sulla spesa corrente è notevole. Un matrimonio talmente ben riuscito - quello tra Fiora e Newlisi - che tra il 2017 e il 2018, viene perfezionato un nuovo appalto, per altri tre anni, per una cifra di poco superiore a 4 milioni di euro. «I risultati della sperimentazione sono così validi che non si poteva fare diversamente» - dichiarano soddisfatti il presidente del Fiora Emilio Landi e l'ad Aldo Straqualursi. Altrettanto felice è Antonio Capristo, amministratore delegato di Newlisi: «Garantiamo meno materiale da inviare in discarica, riduzione dei mezzi di trasporto, assenza di batteri e virus contaminanti, prezzo bloccato, più sicurezza». LE DITTE DI AUTOSPURGO I rapporti di economia tra Acquedotto del Fiora e le tre ditte locali di autospurgo coinvolte nell'inchiesta appaiono quisquilie nel confronto con i quattro milioni in ballo con la Newlisi. Gli incarichi di questo tipo, negli ultimi anni, sono passati spesso dal nuovo codice degli appalti e dalla procedura negoziata "semplificata" dell'affidamento diretto - entro i 40 mila euro - per lavori, servizi e forniture. Ogni volta la legge impone un'adeguata motivazione e il presidio del rup (il responsabile del procedimento), che è chiamato a strutturare un iter amministrativo rispettoso dei principi di economicità, efficacia, tempestività e correttezza, libera concorrenza, trasparenza, etc. FRATELLI MARCONIÈ una ditta storica di Grosseto, che si occupa di idraulica industriale (pozzi, trivellazioni, realizzazione, manutenzione e adeguamento di impianti e condotte) e che fa parte da anni dell'indotto di Acquedotto del Fiora. -- GABRIELE BALDANZI

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