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21/01/2021

Depuratori e gas abuso d’ufficio arrestato dirigente

Il Mattino

Ai domiciliari il responsabile dell'area tecnica del Comune La Procura: «Dall'indagine emerge gestione quasi privatistica»
CUSANO MUTRI
Gianluca Brignola
Nella mattinata di ieri, all'esito di un'indagine coordinata dalla Procura di Benevento, i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale e quelli del Nipaf del gruppo forestale hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare, con misura degli arresti domiciliari, emessa dal Gip, a carico di Nicola Russo, 49 anni, di Apollosa, responsabile dell'area tecnica urbanistica - lavori pubblici dei Comuni di Cusano Mutri e di Durazzano nei cui confronti sono stati ravvisati gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati di abuso d'ufficio, falsità ideologica e materiale in concorso.
«L'attività investigativa svolta anche con l'ausilio di attività tecniche - scrive in una nota il procuratore Aldo Policastro -, ha fatto emergere una gestione quasi privatistica della cosa pubblica con plurime condotte ritenute in contrasto con la normativa vigente in materia di edilizia, appalti e contratti pubblici, orientate alla realizzazione di un interesse collidente con quello pubblico, a compiere deliberati favoritismi e procurare ingiusti vantaggi a persone e ditte conosciute».
In particolare Russo, ha spiegato la Procura, dopo appena un mese dal proprio insediamento a capo dell'ufficio tecnico, avrebbe procurato al legale rappresentante di una cooperativa di servizi ambientali di San Giorgio del Sannio un ingiusto profitto, consistente nell'affidamento diretto dei lavori relativi alla gestione e manutenzione dei depuratori del Comune di Cusano Mutri, omettendo di valutare un'offerta più vantaggiosa presentata da altra ditta.
Per evitare di ricorrere alle doverose procedure concorsuali avrebbe frazionato artificiosamente l'appalto originario unitario dell'importo di 75mila euro, approvando, in assenza di adeguata motivazione, un nuovo capitolato speciale di appalto della durata annuale da 25mila euro, per poi affidare il servizio alla stessa coop e prorogandolo, illegittimamente, per 2 anni.
Accertamento che avrebbe riguardato un ulteriore abuso d'ufficio, commesso, in concorso con l'amministratore unico di una cooperativa con sede a Pomigliano d'Arco, affidataria nel 2016 dell'appalto in concessione dell'impianto di distribuzione del gas naturale per l'importo di 8 milioni e 140mila euro con un imprenditore di Cusano quale subappaltatore. In questo caso il responsabile dell'ufficio tecnico del borgo titernino avrebbe provveduto all'aggiudicazione definitiva e alla successiva stipula del contratto di appalto, in assenza della certificazione antimafia attestandone falsamente l'esistenza procedendo, in violazione del bando e disciplinare di gara, a un contratto di subappalto con l'imprenditore locale, genitore di un assessore cittadino che aveva, peraltro, approvato il progetto esecutivo relativo al project financing affidato alla ditta aggiudicataria.
L'indagine ha consentito, infine, di accertare molteplici condotte illecite poste in essere soprattutto nel settore dell'edilizia, concretizzatesi nel rilascio di più titoli autorizzativi illegittimi da parte del responsabile dell'area tecnica-lavori pubblici dei Comuni di Cusano Mutri e di Durazzano, sulla base di atti istruttori ideologicamente falsi, propedeutici e funzionali al rilascio dei permessi a costruire, ad esempio, per nuove costruzioni in realtà realizzate parecchi anni prima, oppure concessioni in sanatoria per abusi in realtà non sanabili. Attività illecita che avrebbe procurato intenzionalmente a diversi soggetti proprietari degli immobili, che dovranno risponderne in concorso, un ingiusto vantaggio patrimoniale.
«Non siamo sorpresi - le parole del leader dell'opposizione di Scegliamo Cusano Vincenzo Basile -. Proprio in relazione a un certo modus operandi abbiamo abbandonato l'ultimo consiglio comunale in dissenso rispetto all'aggiudicazione di una gara d'appalto che presenta delle evidenti zone d'ombra, minacciando le nostre dimissioni quale extrema ratio rispetto a una gestione pubblica che è ormai l'emblema del malgoverno e il simbolo di una commistione feroce tra interessi pubblici e privati. A tal proposito abbiamo richiesto l'accesso agli atti e molto presto informeremo i cusanesi su tutta la vicenda».
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