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02/10/2021

Depuratore, il Broletto con i Comuni «ribelli»

Corriere della Sera - Valerio Morabito

Ricorso Contro la decisione del commissario
Il ricorso al Tar da parte dei quattro comuni di Montichiari, Gavardo, Muscoline e Prevalle ha spinto la Provincia ad appoggiare questa battaglia legale. La questione del depuratore del Garda sta per spostarsi da piazza Paolo VI alle aule di Tribunale. Si, perché come confermato nella tarda mattinata di ieri dal presidente della Provincia di Brescia Samuele Alghisi «il Broletto ha deciso di costituirsi in giudizio con i quattro comuni che hanno notificato il ricorso relativo al nuovo collettore». In sostanza il Broletto affianca i quattro comuni nel ricorso contro la decisione commissariale. a pagina 3

Il ricorso al Tar da parte dei quattro Comuni di Montichiari, Gavardo, Muscoline e Prevalle ha spinto la Provincia ad appoggiare questa battaglia legale, anche se questo non comporterà «un muro contro muro tra Broletto e Commissario». La questione del depuratore del Garda sta per spostarsi da piazza Paolo VI, dove si stanno susseguendo presidi e manifestazioni, alle aule di Tribunale. Sì, perché come confermato nella tarda mattinata di ieri dal presidente della Provincia di Brescia Samuele Alghisi «il Broletto ha deciso di costituirsi in giudizio con i quattro comuni che hanno notificato il ricorso relativo al nuovo collettore». Si tratta di Montichiari, Gavardo, Muscoline e Prevalle (con i sindaci Marco Togni, Davide Comaglio, Giovanni Benedetti e Damiano Giustacchini) che tramite un pool di avvocati nei giorni scorsi hanno presentato un ricorso al Tar per bloccare l'iter dell'opera avviata dal Commissario con il provvedimento del 23 luglio scorso. «Non entro nel merito della questione - ha dichiarato Samuele Alghisi - visto che la posizione della Provincia è più tecnica che politica. In sostanza abbiamo scelto di costituirci in giudizio per capire come si svilupperà la questione nelle aule di Tribunale». «Questa scelta - ha concluso Alghisi provando a evitare polemiche - non deve far pensare che la Provincia prenda una posizione pro o contro il Commissario. E non è neanche una scelta pro o contro un progetto specifico». In sostanza si tratta di un atto formale, tramite il quale la Provincia monitorerà l'evolversi della vicenda in prima persona nelle aule del Tribunale. Al centro della discussione c'è il ricorso al Tar dei quattro Comuni. Infatti secondo i sindaci di Montichiari, Gavardo, Prevalle e Muscoline il Commissario starebbe travalicando le proprie prerogative. «Quando lo Stato decide che occorre far presto, concentra nelle mani di un solo soggetto tutti i poteri che la legge attribuisce a differenti amministrazioni - hanno messo in evidenza i quattro sindaci -. Il decreto di nomina del commissario indica anche quali leggi può eccezionalmente derogare. Ebbene, il commissario può derogare soltanto alle norme sugli appalti. Non è titolare né dell'incarico, né del potere di scegliere dove installare gli impianti. Men che meno può derogare alle norme rigorose che impongono l'effettuazione della valutazione ambientale e sanitaria sull'area scelta per ospitare l'impianto».


Tra l'altro i sindaci hanno contestato la scelta del fiume Chiese come recettore dei reflui (depurati) del Garda. «L'ipotesi del fiume Chiese quale recettore finale non è frutto delle valutazioni scientifiche previste dalla legge», hanno concluso i quattro sindaci. Intanto, nella serata di mercoledì, l'Aula consiliare di Montichiari ha votato a maggioranza la richiesta di dimissioni del presidente di Ato e Acque Bresciane per la gestione inerente il depuratore del Garda. L'opposizione si è spaccata: il Partito Democratico non ha partecipato al voto, la lista Area Civica Monteclarense ha votato contro la mozione che in sostanza ha chiesto di sfiduciare i vertici di Ato e Acque Bresciane e altre due liste civiche si sono astenute.


V. Mor.

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La protesta

Il presidio sotto la prefettura e la sede della Provincia del comitato contro la realizzazione del depuratore sul Chiese