scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
28/09/2021

Depuratore e rete fognaria appalto da 85 milioni di euro

Corriere del Veneto - Federico Murzio

Da realizzare l'impianto di Casale e il collettore sud di Vicenza
Si avvicina a grandi passi il termine ultimo per la consegna delle offerte per la realizzazione - attesa da anni - del «nuovo» sistema fognario e depurativo del capoluogo berico e dei comuni limitrofi. La cui genesi, per inciso, è iniziata ormai nel lontano 2016, quando ancora Viacqua (guidata fino a giugno da Angelo Guzzo e oggi presieduta da Giuseppe Castaman) non esisteva. Ma esistevano Acque Vicentine e Alto Vicentino Servizi, che verosimilmente ognuna per conto proprio si erano poste il problema dell'efficientamento del sistema idrico. Di certo questa gara rappresenta una sorta di «rivoluzione» per le reti e impianti berici, sia sotto il profilo dell'innovazione, sia sotto il profilo della tecnologia degli impianti richiesti dal progetto. Una «rivoluzione» anche sotto il profilo del valore dell'appalto che si avvicina a 85 milioni di euro e che prevede che l'aggiudicatario garantisca quattro anni di gestione e manutenzione. Il ruolo centrale di committenza spetta a Viacqua, dopo un accordo raggiunto con Veneto Acque (leggi Regione) che hanno concretizzato così un appalto congiunto. Dopo la validazione dei due progetti di Viacqua e di Veneto Acque a maggio e la firma dell'accordo tra i due enti, il consiglio di amministrazione di Viaqua presieduto da Guzzo ha indetto l'appalto per un totale di 84.933.788 euro (di cui 14 milioni per conto di Veneto Acque). La consegna delle offerte da parte delle aziende è fissata per il 30 novembre. Imponente la mole dei lavori dell'opera - suddivisa in due stralci - che porteranno a costruire il nuovo polo di depurazione a Casale e il cosiddetto collettore sud fognario di Vicenza. A questo si aggiunge la realizzazione della nuova condotta acquedottistica (a cura di Veneto Acque). Ad una lettura meramente progettuale i lavori interesseranno non solo la città, ma il capoluogo sarà al centro di un'opera infrastrutturale che parte da ovest e si concluderà a est, sostanzialmente da Brendola a Piazzola sul Brenta, in provincia di Padova. Da punto di vista tecnico si tratta di un appalto integrato, che prevede la «responsabilizzazione» delle aziende vincitrici anche, o meglio soprattutto per quanto concerne la progettazione esecutiva, la bonifica bellica, la realizzazione delle opere e, come visto, l'assistenza alla gestione. Difficile pensare a qualcosa di diverso di un cambiamento epocale per la rete e gli impianti nel Vicentino. Anche alla luce della problematica ambientale legata all'inquinamento da Pfas che hanno avvelenato parte della provincia (il Basso Vicentino in particolare - ma anche il Veronese e, se pur, con numeri inferiori, il Padovano). Parte integrante dell'appalto, infatti, prevede la «messa in sicurezza delle fonti idropotabili contaminate da sostanze perfluoro-alchiliche».

Foto: Rendering Il futuro depuratore di Casale