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16/09/2018

«Demolire subito l’opera Diversi da M5S. Toninelli? Stia lontano dai plastici»

Il Messaggero - Emilio Pucci

L'intervista Edoardo Rixi
e il ponte non viene demolito e rifatto in tempi brevi non si salva né la Regione, né il Comune, né il governo». Edoardo Rixi è viceministro alle Infrastrutture, ma soprattutto genovese ed è stato anche assessore allo sviluppo economico. Ed è proprio lui a lanciare l'avvertimento: «Si vince o si perde tutti insieme. Il ponte vale 250 milioni di euro, se non facciamo bene sarà l' Italia a fare brutta figura. Il mondo ci guarda, Genova è ormai un simbolo. Bisogna riuscire ad avere un'unità di intenti. I genovesi vogliono che le istituzioni e le forze politiche e il paese siano tutti uniti». Ma le divisioni ci sono state soprattutto tra Lega e M5s. «Abbiamo solo sensibilità diverse, noi abbiamo una storia di gestione amministrativa più profonda. Governiamo Regioni e diversi enti locali: dobbiamo dare subito delle risposte: basta tensioni inutili, pensiamo al risultato». Da dove si deve partire? «Intanto il vero tema è la demolizione di quello che resta del ponte Morandi. C'è il rischio che passi in secondo piano. La Procura nel giro di poco tempo darà il permesso per entrare nella zona rossa. Penso che tra una ventina di giorni si potrebbe cominciare, ma se c'è un dibattito infinito la Procura prenderà tempo. Per questo motivo bisogna tenere separate la vicenda della demolizione dalla quella delle ricostruzione. Stiamo cominciando a perdere traffico come porto e la città risente delle difficoltà relative alla viabilità. Tutti, anche all'interno del governo, e non mi riferisco a nessuno in particolare, devono ricordare che il porto di Genova è il primo del Paese. Qui arriva l'80% dell'autotrasporto italiano. Per questo servono subito soluzioni concrete». Però non è solo l'opposizione a dire che al momento il decreto urgenze è vuoto. «Il governo deve dialogare con gli enti locali, non può imporre. Noi abbiamo fatto la scelta di consultare le amministrazioni. Si tratta di un metodo giusto, certo il governo deve ora decidere». Quindi le distanze con M5s sono superate? «Il M5S ha posizioni molto dure su alcuni temi e diverse cose le condivido. In passato sulle concessioni ci sono state troppe mani libere e il sistema dei controlli non ha funzionato, ma ora dalla filosofia bisogna passare a al pragmatismo. Sul tema delle concessioni deve essere portato avanti un gran lavoro ma il costo di questo lavoro non può essere pagato da Genova. Per quanto riguarda il tema della demolizione, ad esempio, ci deve essere anche il contributo di Autostrade. Ma, appunto, sulla demolizione bisogna partire subito». Più che altro M5s, Lega e gli enti locali sembrano divisi sul nome del commissario. «L'importante è che sia una scelta condivisa con gli enti locali. Martedì ci sarà l'incontro a Palazzo Chigi e discuteremo di tutti i dettagli del decreto. Il problema non è il nome del commissario ma il metodo. Nessuno può dire "se non sono io c'è il diluvio universale"». Quali poteri avrà il commissario? «Avrà poteri molto forti, non aspetteremo i tempi dettati dal codice degli appalti non solo sul ponte ma anche su tutte le opere intorno al porto di Genova. A lui spetterà la decisione se ricostruirà solo Fincantieri o anche Autostrade. La ricostruzione sarà a carico completamente di Autostrade che dovrà dare i soldi al commissario per procedere ad appaltare l'opera. La prima fase è stata giocoforza un po' caotica e non tutti i ministeri hanno risposto prontamente, però la stesura finale del decreto darà risposte chiare. Ci saranno corridoi logistici agevolati, misure a sostegno del traffico portuale. Ci saranno aiuti per l'autotrasporto e poi c'è il tema degli indennizzi che non sono stati ancora quantificati». Intanto sui social divampano le polemiche per quei sorrisi del ministro Toninelli durante la puntata di Porta a Porta. «Mi passi una battuta: a tutti suggerisco di stare lontano dai plastici... A parte gli scherzi tutti si stanno attivando al massimo. Piazza dei Ferrari piena ad accogliere il premier Conte e gli altri componenti del governo è un messaggio importante per tutto il Paese. L'Italia in questo momento deve essere unita: mi rivolgo anche all'opposizione che a volte ha sfruttato questa tragedia per fare un po' di sciacallaggio politico».

IL VICEMINISTRO ALLE INFRASTRUTTURE: GENOVA È UN SIMBOLO E IL PORTO PRINCIPALE DEL PAESE. LA SCELTA PEGGIORE È NON DECIDERE

MARTEDÌ STABILIREMO I DETTAGLI DEL DECRETO IL COMMISSARIO DECIDERÀ SE ALLA RICOSTRUZIONE PARTECIPERÀ ANCHE AUTOSTRADE


Foto: Edoardo Rixi


Foto: (Foto ANSA)

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