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09/10/2021

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Brescia Oggi

PNRR La cabina di regia blinda per il Sud il 40% degli investimenti. Carfagna: «Non faremo gli errori
scuola riparte dal Recovery In arrivo 18 miliardi, 3 agli asili Il bando per i primi 5 miliardi a novembre. Per la ricerca altri 9 miliardi Bianchi: «L'istruzione al centro del futuro[ del Paese». Plauso dei presidi
Domenico PalesseROMALa nuova scuola parte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza che dedicherà all'istruzione 18 miliardi di euro, ai quali si aggiungeranno anche i 9 destinati alla ricerca. Riforme e investimenti sono le parole d'ordine del ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, che a Palazzo Chigi ha esposto, insieme alla collega dell'Università Maria Cristina Messa e al premier Mario Draghi, i punti del Piano così come sono stati predisposti dalla cabina di regia di qualche ora prima. «Come governo - le sue parole - abbiamo voluto cominciare il cammino del Pnrr dalla scuola, dall'università e dalla ricerca. L'istruzione è al centro del futuro del Paese: è il segnale che stiamo dando all'Italia». Un plauso arriva anche dai presidi, che più volte hanno espresso critiche o perplessità sull'operato del ministero ma che parlano di «segnale importante che va nella giusta direzione». « Forse - spiega il presidente Antonello Giannelli -, è la volta buona in cui si passa dalle parole ai fatti».I fatti, come ha spiegato lo stesso Bianchi, arriveranno già nelle prossime settimane. Entro novembre, infatti, sarà pronto il primo bando per 5 miliardi di euro, definito dal ministro «un punto fondamentale per sostenere la ripartenza del Paese». Di questi, gran parte - cioè 3 miliardi - sarà assegnata agli asili nido e alle scuole dell'infanzia. «Altri 400 milioni - ha detto Bianchi - per le mense, 300 milioni per le palestre, 800 milioni per nuove scuole e 500 per la ristrutturazione degli istituti e la messa in sicurezza». Investimenti importanti che avranno al centro «studenti e docenti», fornendo loro istituti all'avanguardia e sicuri, oltre a una nuova didattica per quella che lo stesso Bianchi ha definito la «scuola 4.0». Le riforme, invece, punteranno all'«estensione del tempo pieno, la riduzione dei divari territoriali, la riforma degli Its, la didattica digitale integrata e la formazione digitale di tutto il personale e le nuove competenze e nuovi linguaggi». Ma il Pnrr interesserà anche il settore dell'Università e della Ricerca, con un investimento totale di 9 miliardi, di cui 6 dedicati alla ricerca in filiera. «Nell'attuare queste misure - ha annunciato la ministra Messa - terremo conto di vari principi: recupero del gap di genere e generazionale, recupero dei divari territoriali e il principio di merito». Particolare attenzione, poi, sarà posta alla parità di genere. «Nelle misure - ha sottolineato la ministra - ci sarà una quota del 40% riservata alle donne. Inoltre tutti coloro che parteciperanno al bando dovranno dimostrare di avere al proprio interno un bilancio di genere o una valutazione o un programma della parità di genere».La cabina di regia, infine, ha «blindato» la destinazione del 40% dei fondi per il Sud. «Questo ci consentirà di evitare l'errore del marzo scorso, con il bando di 700 milioni predisposto da chi ci ha preceduto - ha detto la ministra per il Sud Mara Carfagna - quel bando vincolava al Sud una quota già bassa, il 34%, pari alla percentuale della popolazione, e per di più la assegnava con criteri facilmente eludibili».