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23/06/2020

Degli interventi sulla SS 51 a fine 2019 ne risult…

Il Gazzettino

Degli interventi sulla SS 51 a fine 2019 ne risultavano completati 16, altri 14 erano in corso. Quanti di questi sono terminati?
«Stiamo portando avanti il potenziamento viario per Cortina con grande impegno e dei 38 interventi 22 sono stati completati. Per i 16 restanti sono terminate le procedure di affidamento e i lavori sono in corso».
Rimanendo agli interventi della 51, i progetti sono tutti approvati?
«I progetti del Piano di viabilità lungo la statale 51 sono tutti approvati, fatto salvo per le quattro varianti relative all'attraversamento degli abitati di Tai di Cadore, Valle di Cadore, San Vito di Cadore e Cortina i cui progetti devono ancora ricevere la formalizzazione dell'esito della Valutazione d'Impatto Ambientale da parte dei Ministeri competenti».
Parliamo quindi delle quattro varianti. Avete notizie dalla commissione Via sull'avanzamento dell'approvazione? Secondo alcuni parlamentari mancherebbe il solo decreto, mentre tutte e quattro sono già state approvate.
«Le confermo che la Commissione Tecnica Via, la Direzione Generale del Ministero per i Beni Culturali e la Regione Veneto hanno completato le rispettive istruttorie tecniche per verificare se i quattro progetti avessero potenziali impatti ambientali significativi. I distinti pareri della Commissione di Via sono stati trasmessi alla Direzione generale per la crescita sostenibile e la qualità dello sviluppo competente che sta provvedendo alla predisposizione dello schema di provvedimento di Via da sottoporre alla firma del Ministro dell'Ambiente e del Ministro per i Beni Culturali per la successiva adozione. Manca quindi all'appello l'atto finale, ovvero il Decreto di concerto dei due Ministri, senza il quale non è possibile procedere con la riconvocazione delle conferenze di servizi, l'approvazione degli stralci e quindi lo sviluppo della progettazione esecutiva».
Che tempi ci sono per appalti e realizzazione?
«Auspico che l'iter di competenza ministeriale si concluda entro l'estate in modo da attivare tempestivamente la progettazione esecutiva, che contiamo di ultimare entro il primo trimestre del 2021, e a stretto giro mandare in gara i lavori. Si tratta di opere particolarmente articolate che hanno un valore complessivo superiore a 142 milioni di euro. Per la complessità dei progetti, che prevedono lo sviluppo dei tracciati per buona parte in galleria con tempi di lavoro di circa 36 mesi, prevediamo di arrivare a concludere le quattro varianti nel 2024».
Quali opere non saranno pronte prima del 2021?
«Ci aspettiamo di concludere tutte le opere approvate entro il 2021, indipendentemente dal possibile slittamento in avanti della competizione sportiva. Ho costituito un gruppo di lavoro dedicato esclusivamente allo sviluppo del Piano che da anni lavora in sinergia su tutti gli aspetti di avanzamento, sia amministrativi che tecnici. Ci lavoriamo a tempo pieno proprio per arrivare a completare gli interventi entro i tempi fissati inizialmente. A giorni, ad esempio, consegneremo i lavori di realizzazione del ponte di Crignes sul torrente Boite, frutto del lavoro di squadra con il Commissario dei Giochi. Ultimato il progetto, Anas curerà la direzione dei lavori e prevediamo di renderlo percorribile entro l'anno».
Nel caso i mondiali dovessero slittare al 2022, con 12 mesi in più, quali opere si potrebbero aggiungere alla lista di quelle completate?
«In caso di slittamento della competizione sportiva prevediamo già l'esecuzione di alcuni interventi ulteriori non ricompresi nel Piano ma attualmente allo studio. Mi riferisco in particolare ad alcuni lavori sulle statali 51 bis e 52 che potranno essere conclusi entro l'anno 2021».
In una strategia di lungo periodo quali sono gli ulteriori investimenti che possono migliorare la viabilità lungo la Alemagna?
«Bisogna considerare che il Piano di potenziamento che abbiamo sviluppato tiene già conto delle necessità di miglioramento dei collegamenti locali e costituisce di per sé una svolta per la viabilità sull'Alemagna. Detto questo, guardando al lungo periodo, magari in vista delle Olimpiadi di MilanoCortina del 2026, che torneranno ad interessare nuovamente la viabilità del bellunese, un intervento già proposto e ritenuto prioritario da Anas è la realizzazione della variante di Longarone. Ulteriori interventi, meno impattanti rispetto alla costruzione di un nuovo tracciato ma comunque finalizzati a elevare gli standard di servizio delle statali, sono allo studio dei nostri professionisti e troveranno concretezza nel prossimo futuro».
E sul fronte dell'intermodalità ci sono progetti in vista?
«Il potenziamento della linea ferroviaria fino a Calalzo costituisce un ulteriore stimolo a completare gli interventi di miglioramento della statale 51 bis, parte dei quali - lo abbiamo accennato - sono ricompresi nei piani per Cortina 2021 mentre altri sono in fase di programmazione».
Parliamo della SS52 i cui 7 interventi erano stati annunciati a parte, ci sono previsioni sui tempi di realizzazione?
«A inizio giugno ho approvato il quinto stralcio del Piano che ricomprende proprio i 7 interventi sulla statale 52 oltre ad ulteriori quattro interventi sulla 51 bis, per un investimento complessivo che ammonta a 16,1 milioni di euro. Prevediamo di avviare i lavori di tutti i lotti entro agosto e di completarli entro la fine dell'anno. E' un corpo di interventi particolarmente denso che prevede il miglioramento di innesti con la viabilità locale, la realizzazione di opere di protezione marginale, il risanamento della pavimentazione e del corpo stradale e l'installazione di nuove barriere di sicurezza. Inoltre, nei prossimi giorni approverò anche il sesto e il settimo stralcio del Piano. Il sesto stralcio comprende un corpo di ulteriori interventi per un valore di 11 milioni di euro, mentre il settimo stralcio prevede un programma di lavori per un investimento complessivo di circa 3,5 milioni».
Da quale politico o amministratore locale ha ricevuto il maggior numero di telefonate o lettere per chiederle conto dei tempi?
«C'è stata in generale una grande attenzione, come è giusto che sia, da parte di tutto il Territorio. La Struttura Commissariale con il fattivo supporto di Anas è stata fortemente impegnata nel mantenere le aspettative. E' però del tutto evidente, e questo è chiaro anche al Territorio, che c'è un problema di sistema nel processo realizzativo delle opere».
A cosa si riferisce?
«Spesso la stazione appaltante, ancorché in regime commissariale, non è messa nelle condizioni di poter finalizzare al meglio gli investimenti. Ad oggi il processo realizzativo delle infrastrutture risente di un eccessivo appesantimento burocratico. In generale Anas è infatti costretta a tornare anche 23 volte dalla stessa amministrazione per avere il via libera ai progetti. Tra il concepimento dell'opera e l'affidamento dei lavori, possono trascorrere mediamente 5 anni e in alcuni casi anche di più. In questo percorso le attività che coinvolgono direttamente una stazione appaltante come Anas rappresentano meno di un terzo dei 5 anni, mentre i restanti due terzi sono necessari per le attività svolte da Enti terzi come Ministeri, Enti Regionali, Comuni, Autorità ecc. E' quindi necessario, soprattutto in questa fase di rilancio, accelerare la fase autorizzativa».
Quindi modello Genova per tutti?
«Il modello Genova è di tutta evidenza che abbia funzionato. E' altrettanto noto che, da parte del decisore politico, non ci sia univocità sull'estensione di questo modello su vasta scala. Infatti va detto che i controlli e le verifiche di ciascun Ente e i rispettivi Codici regolamentari sono fondamentali per l'approfondimento conoscitivo di un progetto, per valutarne l'impatto e la corretta realizzazione».
Quindi cosa suggerisce?
«Molto del rallentamento deriva in particolare dal doppio passaggio autorizzativo Ministeri Enti locali. Su questo aspetto è necessario riflettere per individuare percorsi di velocizzazione e armonizzazione. In sostanza si tratterebbe di accentrare i soggetti deputati alle verifiche, una sorta di Autorizzazione unitaria. Un tale percorso consentirebbe di alleggerire la fase autorizzativa e delle connesse prescrizioni da applicare in fase realizzativa, riducendo quindi anche i tempi di messa a terra dell'opera».
Ma c'è anche il problema del contenzioso con le imprese
«Il contenzioso è un altro problema serio per il Paese. Da molti anni la litigiosità degli operatori del settore blocca moltissime opere causando così ritardi gravissimi nei lavori a danno dei cittadini che ne hanno bisogno. Parlo anche del contenzioso che origina in fase di gara-aggiudicazione che determina un forte rallentamento nell'assegnazione dei lavori. A questo riguardo, in media le imprese presentano ricorsi su circa il 20% delle gare sopra i 30 milioni. Questa litigiosità scende al 7% quando gli importi di gara sono inferiori, dal momento che un ricorso anche solo per essere avviato ha costi legali di un certo rilievo. E' bene ricordare che Anas vince mediamente in circa l'80% dei casi. Sebbene sia un risultato positivo, che testimonia il corretto agire della stazione appaltante, comporta comunque un enorme dispendio di tempo che danneggia non solo la stazione appaltante ma anche le imprese e la collettività che attende la realizzazione dell'opera».
Come si risolve?
«Anche in questo caso una semplificazione normativa sarebbe auspicabile poiché potrebbe ridurre il numero degli appigli legali per presentare ricorsi».
Il governo sta pensando ad un commissario per le opere viarie delle Olimpiadi, ha senso secondo lei legare la carica alla presidenza di una società? Se dovessero chiederglielo è disponibile?
«Non entro nel merito della decisione sul Commissario, sottolineo che il potenziamento delle infrastrutture di collegamento con Milano e Cortina è un aspetto fondamentale per la riuscita dell'evento e deve avere un ruolo prioritario per mantenere le aspettative della platea mondiale che parteciperà alle Olimpiadi».
Andrea Zambenedetti
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