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18/09/2018

Decreto senza coperture E Conte rinvia la nomina

Il Messaggero - Simone Canettieri

L'emergenza Genova IL RETROSCENA
Dubbi sulla parte economica del testo L'asse Tria-premier sul commissario Oggi Toti e Bucci a Palazzo Chigi Il governatore: i poteri vanno divisi IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO «NON ABBIAMO ANCORA L'INDETIKIT» LEGA E M5S SPINGONO PER UNA FIGURA POLITICA: NO DEL VICEMINISTRO RIXI
R O M A Si riparte dal «salvo intese». Ma è proprio quest'ultima parola che manca sulla vicenda Genova: non c'è ancora un accordo all'interno della maggioranza di governo su chi dovrà essere il commissario per la ricostruzione. E, soprattutto, nel decreto approvato giovedì scorso in Consiglio dei ministri mancano ancora le coperture per il "dopo Morandi". Un busillis non da poco sul quale stanno lavorando gli uffici legislativi di Palazzo Chigi. Perché la versione «tanto lo pagherà Autostrade» è semplice da enunciare su Facebook, ma molto più complicata da mettere nero su bianco, visto che poi il provvedimento sarà "bollinato" dal Quirinale. E poi sottoposto al via libera dell'Unione europea per chiedere la deroga sul codice degli appalti. Dunque l'incontro di questa mattina tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il governatore Giovanni Toti e il sindaco Marco Bucci sarà all'insegna della condivisione, certo. Ma con tanti nodi ancora da sciogliere. Si parte dal commissario. Si fa strada l'ipotesi che gli amministratori liguri facciano parte di un comitato di coordinamento e che il commissario sia una figura tecnica con competenze di logistica e di economia. Raccontano dal governo: «La partita ponte d'altronde vale 1 miliardo di euro». La linea di Conte, che tanti attriti ha prodotto in questi giorni, rimane quella di virare su un tecnico facendo sponda con il ministro dell'Economia Giovanni Tria. In questo modo non ci sarebbe un commissario più politico come Toti (che piace alla Lega) o come un esponente legato al M5S. Proprio Conte ieri è stato abbastanza chiaro: «E' previsto che il commissario sia nominato con decreto del presidente del Consiglio entro 10 giorni dall'entrata in vigore del decreto per Genova. Alto, bello, biondo, occhi blu? Vediamo, aspettiamo ancora». La verità, am` mette l'inquilino di Palazzo Chigi, è che «non abbiamo ancora l'identikit preciso ma sarà sicuramente colui che ci garantirà di realizzare il ponte quanto prima: ci interessa il risultato». E qui si ritorna al piano d'azione. Anche perché in maniera non proprio laterale c'è tutta la vertenza aperte con Autostrade. Affermano fonti governative che in questo decreto non ci saranno provvedimenti sulla revoca della concessione ad Autostrade. Sarebbe troppo rischioso e bloccherebbe, per via dei ricorsi, la ricostruzione. Al massimo potrebbe spuntare un accenno alla decadenza della concessione, ma sarebbe più che altro un vessillo politico da far sventolare al M5S. In verità la maggioranza è ancora abbastanza divisa su tutto. L'unica linea comune riguarda chi rifarà il nuovo ponte. E non sarà Autostrade (assicurano in coro Lega e M5S) che però potrebbe intanto pensare alle demolizione dei tronconi rimasti. Il lavoro del viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi che ha rifiutato il ruolo di commissario - e del titolare Danilo Toninelli va verso la creazione di un consorzio di imprese che sarà capitanato da Fincantieri. Ma sono appunto progetti che ancora devono essere fissati sulla carta, visto che ormai tra versioni originali e apocrife del decreto ne sono girate a bizzeffe. IL GOVERNATORE In questa partita Giovanni Toti va all'attacco. E questa mattina proporrà a Conte la «divisione dei poteri dei commissari», visto che il governatore al momento ha anche la delega all'emergenza. Per fare in modo che la figura scelta da Palazzo Chigi non lo esautori nelle competenze. Il clima tra Toti e il governo è comunque abbastanza teso. Si spiega anche così la battuta su Danilo Toninelli: «Ogni sorriso è fuoriluogo», in riferimento appunto alla gaffe di qualche giorno fa in tv vicino al plastico del Morandi. La tensione è forte. Anche perché sia Lega sia M5S sanno che intorno al ponte si gioca l'autorevolezza del governo e qualsiasi ulteriore passaggio a vuoto potrebbe essere utilizzato in campagna elettorale. E oggi Toti porterà con sé a Palazzo Chigi un simpatico cadeau: il progetto della Gronda, infrastruttura da sempre avversata dal M5S. La demolizione Secondo le indicazioni di massima di vari periti e del sottosegretario alle Infrastrutture Edoardo Rixi 1 Alleggerimento moncone est smontaggio dei collegamenti tra i piloni strallati esistenti linea ferroviaria 2 Microcariche esplosive sui 2 piloni rimasti abitazioni Calcestruzzo rimosso o da rimuovere 80.000 mc per liberare le linee ferroviarie prima possibile linea ferroviaria rinuncia a par te delle abitazioni sottostanti al pilone 10 (mantenerle richiede un'opera di alcuni mesi) 3 Tecnica mista smontaggio/ microcariche esplosive possibili più cantieri contemporaneamente Abbattimento moncone ovest Ansaldo Energia in accordo con le esigenze di Ansaldo Energia

Foto: Il governatore della Liguria, Giovanni Toti


Foto: (foto ANSA)

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