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25/08/2020

Decreto semplificazioni nel mirino dell’Apit: deve essere modificato

Il Tirreno - R.G.

Il coordinatore provinciale dell'Associazione Partite Iva si rivolge ai partiti: «Contiene una norma denigratoria» normativa sugli appalti
MontecatiniL'Apit, Associazione Partite Iva Toscana, torna a farsi sentire. Sotto accusa il Decreto Legge nr. 76 del 2020, e in particolare all'articolo 8 comma 5, entrato in vigore lo scorso 17 luglio, meglio conosciuto come "Decreto semplificazioni". In pratica si legge che un'impresa può essere esclusa da una gara d'appalto qualora riceva un accertamento fiscale o dall'Inps, precludendo alla stessa la possibilità di contestare la legittimità degli addebiti, a meno che non dimostri di aver pagato prima del termine per poi poter partecipare alla gara d'appalto.«A questo proposito - dice il coordinatore dell'Apit Pistoia e Valdinievole, Ugo De Simone - ribadiamo l'appello a tutte le forze politiche di varia appartenenza partitica, ma con lo stesso ideale di giustizia, alle quali è stato inviato un memorandum e che ci hanno dimostrato attenzione e disponibilità ad essere portavoce delle nostro richiese al Governo. Perché è di primaria importanza modificare quanto prima questa norma denigratoria».«Colgo l'occasione - prosegue - per ringraziare il comitato scientifico di Pin, Partite Iva Nazionali, e in particolare molti dei professionisti che ne fanno parte, in primis l'avvocato Matteo Sances, attento alle "sviste" legislative e fiscali del distratto Governo».« È stato lui - spiega ancora Ugo de Simone - a individuare la pericolosità di tale articolo, che da una parte concede una rischiosa discrezionalità agli enti appaltanti di escludere le aziende per il solo fatto di aver ricevuto un accertamento fiscale o contributivo (tra l'altro anche non definitivo). E e dall'altra costringe inoltre le imprese a non contestare gli accertamenti anche quando ritengono di aver ragione». Uno speciale ringraziamento - conclude il coordinatore Apit Pistoia e Valdinievole - va anche all'avvocato Salvatore Donadei presidente della Camera civile salentina, che ha denunciato l'incoerenza legislativa. Ed infine al nostro presidente regionale Massimo Gervasi, sempre in prima linea nella difesa degli interessi della nostra categoria». --R.G.