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05/03/2020

Decreto, già vacilla l’unità nazionale La Lega dice no. Doccia fredda da Fi

Avvenire - ANGELO PICARIELLO

Coronavirus: la politica
Roma Sale la preoccupazione sul fronte sanitario nel governo e si fa più in salita anche il cammino che attende il governo per il nuovo decreto, che ora si punta a varare già domani, o venerdì. La cifra è nota: 3,6 i miliardi messi in campo dal governo, per bocca del ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, che si dice certo del sì della Ue. Si tratta di «misure di sostegno dal punto di vista del lavoro, della cassa integrazione, della liquidità delle imprese», annuncia il titolare del Mef. E non solo per le "zone rosse". Il vertice di maggioranza con i capi delegazione nel pomeriggio ha portato alla luce una certa compattezza del governo. Italia Viva con Luigi Marattin parla di «buona scelta», anche se «probabilmente ci sarà bisogno» di altri fondi. Ma la sola maggioranza, pur compatta, non avrà vita facile, la prossima settimana: in base all'art. 81 della Costituzione sull'equilibrio di bilancio, l'autorizzazione allo scostamento dagli obiettivi previsti per fare più deficit deve avvenire con la maggioranza assoluta dei componenti delle due Camere (il Cdm dovrebbe avviare pure questo iter). Il contributo dell'opposizione, almeno in una certa misura, diventa, alla luce della delicatezza della situazione, quasi indispensabile. Ma ci sono diverse gradazioni, hanno fatto capire i capigruppo convocati a Palazzo Chigi. E al termine Andrea Marcucci, del Pd, ha detto che servirà «una successiva riunione». Nessun partito di opposizione è disponibile, a ora, a votare il decreto così com'è. Si va da Matteo Salvini che alza l'asticella a 50 miliardi, che equivale in sostanza a dire "no", a Fratelli d'Italia che vuol guardarci dentro e avanza sue proposte (per sostenere il sistema sanitario, le forze dell'ordine e il tessuto produttivo), a Forza Italia - che era data per favorevole - che ora invece esclude un sì a scatola chiusa. «Salvini dovrebbe essere l'ultimo a parlare, ha lasciato nel momento in cui doveva assumersi le responsabilità, quando dovevamo varare una manovra», è la risposta del capo politico del M5s, Vito Crimi. Il premier Giuseppe Conte ha provato a dare un'accelerazione, con una serie di vertici a Palazzo Chigi. Ma non solo Italia Viva, anche il Movimento 5 Stelle spinge per impegni maggiori. «Oltre al deficit - ha detto la viceministra all'Economia, Laura Castelli - ci sono strumenti esterni, penso ai fondi della Bei europea, 25-30 miliardi, che si possono coordinare con il mondo della partnership pubblicoprivato». Matteo Renzi ha chiesto «una sorta di anno sabbatico del mutuo e dei debiti aziendali, ma anche per le famiglie», cioè che «l'Ue permetta alle banche di non far pagare le rate per tutto il 2020 a chi non ce la fa. Si può fare: l'Ue vive una stagione piena di liquidità». Ma è dall'opposizione che arrivano le dolenti note. Salvini e Forza Italia incrinano il fronte politico finora tendenzialmente unitario sull'emergenza. «Sicuramente non votiamo una cosa che non serve al Paese», avverte il leader della Lega, che ha incontrato le associazioni di impresa e ha alzato il prezzo con il governo, fino - come detto - a 50 miliardi. Ma anche l'azzurra Mariastella Gelmini frena: «Non voteremo alcun decreto a scatola chiusa». Intanto in commissione ci sono state scintille anche sul primo decreto, con il M5s che ha definito «grave e pericolosa una proposta avanzata dalla Lega di eliminare la previsione dell'arresto fino a tre mesi per chi non segnala all'azienda sanitaria di rientrare in Italia proveniente da zone a rischio ». Il governo intanto lima le misure del nuovo decreto. Gli obiettivi sono tre: rafforzare gli ammortizzatori sociali in tutta Italia, dare un primo ristoro alle attività produttive più penalizzate, e sostenere il servizio sanitario. Gli strumenti allo studio sono un credito d'imposta per chi ha perso il 25 per cento del fatturato e il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, con l'estensione a tutto il Paese della Cig in deroga. Per l'emergenza il governo ha anche allo studio di dare più risorse alla sanità, a partire dal personale, accelerando i concorsi, in modo da assumere nuovi medici e rafforzare i reparti di terapia intensiva. Sul tavolo ci sono anche le proposte del M5s, tipo inserire norme speciali per gli appalti pubblici, seguendo il modello Genova, e ampliare gli incentivi agli investimenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

CONFRONTO

Conte vede tutti i partiti, ci sarà un'altra riunione Renzi: stop di un anno dei mutui in tutta Italia Salvini chiude: «Così non votiamo, servono 50 miliardi, la Ue ci aiuti». Anche Fi e Fdi chiedono più fondi stanziati

Foto: A Palazzo Chigi la riunione dei capidelegazione di maggioranza presieduta dal capo del governo, Giuseppe Conte.


Foto: (Ansa/Ufficio stampa Palazzo Chigi/Filippo Attili)