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02/02/2021

Decreti ingiuntivi per 659mila €

QN - Il Giorno

Appalto rifiuti
MONZA Mentre si aspetta l'avvio del nuovo maxiappalto dei rifiuti bisogna fare ancora i conti con quello vecchio. Ed è di 659.548,75 euro, più Iva, interessi e spese legali, il conto che l'impresa Sangalli ha presentato a metà dicembre al Comune per farsi saldare delle fatture che riguardano gli anni 2018 e 2019. Sono pagamenti per cui l'azienda monzese di servizi ambientali ha presentato a novembre un decreto ingiuntivo al tribunale di Monza perché l'Amministrazione comunale non li ha saldati nonostante rientrino, secondo la Sangalli, nelle prestazioni di raccolta, trasporto rifiuti solidi urbani e pulizia della rete stradale previste nel contratto di appalto da 127milioni attivo dall'ottobre 2009, scaduto a settembre 2018 e in proroga in attesa dell'entrata in funzione di quello nuovo. E' un'ingiunzione che però l'Amministrazione respinge e verso cui settimana scorsa ha dato mandato all'avvocatura comunale di presentare in tribunale opposizione al pagamento perché «la pretesa avversaria appare ingiusta», si legge nella delibera di giunta. Quindi proseguono gli strascichi del contenzioso aperto tra Comune e Sangalli su vecchio appalto finito nel 2013 nell'inchiesta per corruzione «Clean City» e per cui si era tentata una revisione del capitolato che aveva portato nel 2015 a un accordo da 6 milioni tra municipio e impresa, ma non risolutivo per tutte le clausole contrattuali. Questioni portate in tribunale e per cui lo scorso marzo c'è stata la sentenza in parte a favore del Comune e, su cui, proprio a inizio dicembre, si è rinunciato di procedere in appello. Sembrava fosse il gesto di «pace legale» fatto per chiudere i conti col passato proprio alla vigilia dell'avvio del nuovo maxiappalto da 111milioni che riassegna alla Sangalli i servizi ambientali di Monza. E invece non è così, con il vecchio appalto che proseguirà ancora un po' in tribunale. Martino Agostoni