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09/02/2021

Decalogo Giù le tasse, via i pasticcioni, stop ai dpcm: le proposte per governare con Draghi

La Verita' - DANIELE CAPEZZONE

• CONTRATTO PER PALAZZO CHIGI
Il premier incaricato non deve sbandare a sinistra. Ci liberi di Arcuri, Tridico e Parisi, che ha fallito con il reddito di cittadinanza. Sul Recovery, meno fuffa verde e più lavoro
• È il caso di provare a ragionare su ciò che potrebbe evitare a Mario Draghi la spiacevole disavventura di ritrovarsi schiacciato a sinistra, e quali punti potrebbero invece aiutarlo ad aprire un serio canale di dialogo con il centrodestra basato su programmi e riforme concrete. La Verità ha provato a ipotizzare dieci percorsi di lavoro. fFuori Arcuri, dentro vaccini e cure. La gestione commissariale di Domenico Arcuri si è rivelata un fiasco, sia nella prima ondata (mascherine, respiratori) sia nella seconda (scuola, banchi a rotelle, terapie intensive, assunzioni ritardate). Ora che il fallimento rischia di investire la campagna di vaccinazione, è indispensabile voltare pagina con assoluta urgenza, sollevandolo almeno da questo incarico: basta primule e operazioni di facciata, coinvolgere subito farmacisti e medici di base nel piano di somministrazione, ottenere il supporto di chi davvero conosce la logistica. Quanto all'approvvigionamento, il grosso dei vaccini arriverà ad aprile, ma nel frattempo si può per un verso andare sul mercato autonomamente e per altro verso prendere accordi per produrre in Italia. Inoltre è doveroso integrare la campagna vaccinale con le altre terapie, privilegiando le cure a casa: i medici tornino a fare davvero i medici. 2Dpcm addio. Un anno di Costituzione aggirata e ignorata, per non dire travolta, è un'eccezione che non può proseguire né ripetersi. È impensabile che si continuino a comprimere le libertà costituzionali di fatto attraverso atti amministrativi (con la tenue copertura di qualche decreto legge). E, al di là della forma, resta la sostanza: occorre superare la logica del lockdown strisciante, che uccide l'economia, e mettere in campo (ovviamente, nel rispetto di precauzioni e distanze) protocolli che aiutino una sollecita riapertura in sicurezza di imprese, negozi, attività. Servono poche regole chiare, limitate, accettabili e verificabili, basate su valutazioni politiche (la politica non si nasconda dietro gli algoritmi) e indicatori trasparenti. fPrevidenza: via Tridico e il reddito di cittadinanza, niente crociate contro pensionati e pensionandi. Mutatis mutandis, vale per il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, ciò che abbiamo detto per Domenico Arcuri: avendo incarnato una stagione, non può essere protagonista di una fase diversa. Nel merito, occorre evitare gli eccessi della legge Fornero e ogni atto che abbia il sapore di una crociata contro pensionati e pensionandi. Semmai, visto che se ne parla da decenni, si colga l'occasione per separare finalmente la previdenza dall'assistenza. Contestualmente, via il reddito di cittadinanza: serve lavoro vero, e il lavoro vero lo creano le imprese. E, di conseguenza, via l'inutile e costoso Mimmo Parisi, che avrebbe dovuto trasformare il reddito di cittadinanza in uno strumento per trovare un posto ai disoccupati e, invece, l'ha usato solo per dare stipendio e benefit a sé stesso. 4Cambio di paradigma in economia: no bonus, sì sostegno a imprese e settore privato. È il momento di voltar pagina rispetto alla politica dei bonus e alle logiche grilline. Semmai, come lo stesso Draghi scrisse nel suo intervento di fine marzo sul Financial Times, occorre fare in modo che le perdite del settore privato siano in qualche modo assorbite dalla mano pubblica per evitare una catena di fallimenti. Guerre e altre emergenze impongono esattamente questo: che gli stati usino il proprio bilancio per proteggere i cittadini e l'economia contro gli choc di cui il settore privato non è responsabile e che non potrebbe sostenere. Contemporaneamente, occorre porre fine al blocco dei licenziamenti: è un altro fattore che può indurre centinaia di migliaia di imprese a saltare. 5Svolta antitasse. Sempre in quell'intervento sul Ft, Draghi pose l'accento sulla necessità di rinviare il pagamento delle tasse. Dunque, si faccia scattare un anno bianco fiscale, come ripetutamente proposto dal centrodestra, e si promuova una pace fiscale vera, risolvendo il problema delle cartelle dell'Agenzia delle entrate in partenza. No a qualunque ulteriore patrimoniale, a qualsiasi aumento di tasse, alla riforma del catasto, ai cosiddetti prelievi di solidarietà. jrtS Recovery pian: Ji|jfe meno fuffa verde, E E più lavoro. Discussione sull'Ue senza dogmi. Il valore della scelta di Draghi sta innanzitutto nella sua credibilità in Europa: dunque, usiamola per indirizzare le risorse dove servono a noi e non agli altri: industria, lavoro, infrastrutture, scuola, sanità, evitando che l'operazione Recovery fund, di per sé sopravvalutata, finisca per ridursi a un elenco di voci legate a green e digitale, con priorità imposte altrove. Su un altro piano, si promuova una discussione senza dogmi sull'Ue, per una riforma di ciò che non funziona in questa Unione: si apra una discussione laica e senza pregiudizi sulla rinegoziazione dei trattati, e sulla ricerca delle necessarie alleanze per cambiare in modo ragionevole le regole di questa Ue. E intanto si dica no al ritorno dei vecchi parametri e del patto di stabilità. 7Riscrivere il codice degli appalti. È stato il Pd, con Graziano Delrio, prim'ancora dei grillini, a rendere ancora più intricata la matassa burocratica rispetto alla realizzazione di nuove opere. Si riscriva il codice degli appalti in una logica di velocizzazione e semplificazione. Le infra-' strutture possono essere il modo più rapido per creare lavoro e reddito, potenziando anche il sistema dei trasporti. Sì a bond per il rilancio. Si riprenda l'idea, lanciata a suo tempo dal direttore della Verità, Maurizio Belpietro, di un grande prestito volontario per contribuire a finanziare il rilancio del Paese. Si offra una nuova opportunità al risparmio degli italiani. 9Fiat tax. La fiat tax al 15% sulle partite Iva è stata in parte smontata dal governo giallorosso, e soprattutto è stata bloccata nella parte in cui il governo gialloblù ne aveva progettato il potenziamento e l'espansione. È dunque necessario che si riparta da lì, e anno dopo anno si allarghi lo spazio di un'imposizione più bassa, portando il maggior numero possibile di contribuenti (persone fisiche e imprese) a pagare un'aliquota del 15%. R i f o r m a della giustizia civile. Non c'è ® report internazionale, di istituzioni pubbliche o di investitori privati, che non chieda all'Italia di porre rimedio alle incertezze e alle lungaggini della giustizia civile. La vera misura per attrarre risorse e investimenti è proprio questa, accanto all'abbattimento della pressione fiscale. Su un piano diverso, si scrivano regole liberali in materia di lobbying, basate non su divieti antistorici ma sulla necessaria trasparenza delle attività e dei finanziamenti. Trasparenza indispensabile anche rispetto alle influenze internazionali.

Foto: ESPLORAZIONE Mario Draghi sta sondando la disponibilità (e le condizioni) delle forze politiche [Ansa]