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21/11/2019

De Micheli: regolamento appalti più snello entro il 19 dicembre

Il Sole 24 Ore - Mauro Salerno

contratti pubblici
Cantone: Sblocca cantieri schifezza da abrogare, i commissari non funzionano
Partito il conto alla rovescia per il nuovo regolamento appalti. C'è giusto un mese per arrivare a una bozza consolidata del provvedimento chiamato a dare una bussola operativa alle migliaia di imprese e amministrazioni che agiscono nel mercato dei contratti pubblici: settore che smuove 139 miliardi all'anno. «Contiamo di presentare un testo definitivo entro il 19 dicembre» ha detto la ministra Paola De Micheli. Al momento la bozza «conta circa 250 articoli, ma la commissione che sta lavorando al testo proverà anche a snellirlo».

De Micheli ha parlato alla presentazione del volume sul decreto Sblocca-cantieri curato dal consigliere dell'Anac Michele Corradino presso la sede di Confcooperative a Roma. Dove poco prima aveva preso la parola Raffaele Cantone che, da ormai ex presidente dell'Anac, si è scagliato contro il provvedimento approvato poco prima delle sue dimissioni. «Quel decreto è stata una delle ragioni per cui ho deciso di lasciare in anticipo l'Anticorruzione - ha detto il magistrato -. Andrebbe chiamato blocca-cantieri: è una schifezza, che andrebbe abolita subito con un altro decreto legge». Nel mirino soprattutto le norme sui commissari straordinari, incluso il Mose. «Vediamo come funzioneranno, a Genova è andata bene perché nessuno si è sentito di fare ricorsi, ma sono curioso di capire chi si prenderà la responsabilità di aggiudicare le gare sulla base di quelle deroghe, con l'obbligo di rispettare al contempo i principi europei» di trasparenza, concorrenza e parità di trattamento.

«Conto di usare pochissimo i commissari - ha replicato De Micheli -. Solo dove strettamente necessario. Ricordo che sono un ministro che ha votato contro il decreto Sblocca-cantieri». Sul regolamento la ministra ha aggiunto che «ci sarà spazio per i temi sulla sicurezza del lavoro» e che i provvedimenti attuativi del codice saranno il modo con cui «il Governo proverà a fare ordine nel sistema degli appalti, senza nuovi interventi legislativi a breve». Dovrà aspettare anche la soluzione del rebus-subappalti, nonostante i ripetuti inviti arrivati dall'Europa a far saltare tutti i vincoli sui subaffidamenti (il tetto ora è al 40% dell'appalto principale). «È oggettivamente un problema - ha detto la ministra -. L'Europa ci chiede di liberalizzare, ma abbiamo specificità di cui tenere conto. Il 2 dicembre sarò a Bruxelles, parleremo anche di questo tema».

Dalle imprese arriva la richiesta di fare chiarezza in fretta semplificando le norme di riferimento. «Gli appalti potrebbero rappresentare uno straordinario moltiplicatore di Pil - ha detto Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative - invece la complicazione normativa zavorra le imprese gravate da 31 miliardi di euro di costi della burocrazia. Le aziende impiegano 238 ore, oltre 6 settimane di lavoro, per i 14 principali adempimenti fiscali. Abbiamo una macchina statale idrovora di risorse che diventa vincolo allo sviluppo». «Siamo preoccupati per questo stato di confusione - ha aggiunto Massimo Stronati - presidente Confcooperative Lavoro Servizi -. Vogliamo un mercato con le regole, coordinato da stazioni appaltanti qualificate. Si sta invece affermando un modello di statalizzazione dei servizi (vedi pulizie nelle scuole)».

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