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16/06/2020

DE MICHELI: «NON ABBIAMO MAI SMESSO DI INVESTIRE E PROPORRÒ PER IL DEF UN PIANO DA 196 MILIARDI»

Economy - Sergio Luciano

Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture è al centro dei lavori sulla semplificazione degli appalti e delle operazioni di rilancio dell'economia del Paese, per le quali la logistica è un fattore abilitante irrinunciabile: «Snelliremo le procedure del Codice e riformeremo la continuità territoriale»
«REALISMO E CONCRETEZZA. CON ALCUNI PUNTI FERMI. I GRANDI CANTIERI NON HANNO MAI CHIUSO, NEMMENO UN GIORNO, DURANTE TUTTA LA FASE DI LOCKDOWN, PERCHÉ ABBIAMO DATO REGOLE CHIARE E FATTO UN PATTO SULLA SICUREZZA CON IMPRESE E LAVORATORI. Il 48 per cento dei cantieri di opere pubbliche non si è fermato. E poi non abbiamo mai smesso di investire risorse nello sviluppo del Paese»: Paola De Micheli, ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, è stata coinvolta ogni giorno dalla gestione dell'emergenza della crisi Covid-19, per quanto non apparisse davanti alle telecamere con la frequenza di altri ministri, perché il sistema dei trasporti e della logistica è tra quelli che non solo non si sono mai fernati ma, al contrario, hanno dovuto procedere tra mille complicazioni e ristrettezze. Ed oggi, in piena fase 2, è più che mai, per le deleghe che ha, al centro dei lavori sulla semplificazione degli appalti e delle operazioni di rilancio dell'economia del Paese, per le quali la logistica è un fattore abilitante irrinunciabile. Operazioni di rilancio sulle quali naturalmente restano incognite - in primis, l'evoluzione della pandemia - e non poche polemiche. Ministra, dal settore delle infrastrutture è attesa una spinta decisiva alla ripresa economica dopo la gravissima crisi del virus. Quali principi ispiratori guideranno la sua azione di governo in questo senso? Dal mio insediamento abbiamo già sbloccato oltre 11 miliardi tra cantieri e finanziamenti agli enti locali, nei prossimi mesi abbiamo un piano per mettere a terra altri 15-20 miliardi di cantieri. Subito lavori per 6 miliardi sulle ferrovie. Abbiamo inaugurato solo pochi giorni fa il cantiere del terzo megalotto della nuova Statale 106 Jonica, 38 chilometri che collegano le dorsali tirrenica e adriatica e aprono a nuovi collegamenti e nuove opportunità. Lavori per 1,3 miliardi di euro che occupano più di 1500 persone. In particolare, approfondendo il tema della sostenibilità, considera possibile e a quali condizioni che il rilancio delle infrastrutture ne scandisca anche una marcata riqualificazione ambientale? Dobbiamo fare in modo che tutte le opere, grandi o piccole, siano sostenibili non solo dal punto di vista economico ma anche da quello ambientale. Con il collega Costa, con il quale abbiamo molte tematiche comuni, stiamo lavorando anche su questo tema in un'ottica di lungo respiro e che riguarda il tipo di Paese che vogliamo diventare. E l'esperienza drammatica del Covid19 deve spingerci ancora di più in questa direzione. Il successo italiano della ricostruzione del ponte Morandi nasce anche da una decisa modifica degli iter burocratici normali, dettati da un'emergenza che in Liguria non aveva mai avuto un precedente simile. Cosa ci insegna questa vicenda che sia applicabile in tutta Italia? A Genova c'erano delle condizioni particolari e sostanzialmente irripetibili, ma da quell'esperienza abbiamo imparato molto e utilizzeremo molte delle procedure che sono state messe in campo. Dobbiamo semplificare con i fatti e non con gli slogan. Con la consapevolezza che non si può derogare su tutto: come sui protocolli che evitino infiltrazioni mafiose o di aziende con capitali di provenienza illecita. Il che significa anche difendere il diritto a una sana concorrenza fra imprese sane. E ancora non rinunceremo a un'attenzione maniacale alla sicurezza sul lavoro. Soltanto così si possono costruire buone infrastrutture. Il trasporto pubblico appare destinato per molti mesi a venire ad un ridimensionamento perché la prudenza suggerirà a tutti di preferire mezzi di trasporto individuali. Come prevenire che questo comporti più inquinamento, costi e pericoli? La mobilità delle persone va ripensata nel suo complesso e anche in chiave di sostenibilità ambientale. Per questo abbiamo introdotto un bonus per incentivare l'uso di mezzi e servizi a impatto zero o quasi, fruibile da chiunque, per l'acquisto di biciclette, tradizionali o a pedalata assistita, e tutti quei mezzi della cosiddetta micromobilità elettrica, o per l'acquisto di servizi di sharing degli stessi mezzi. Parliamo di 500 euro, che possono arrivare a coprire fino al 60% della spesa. Per favorire al massimo l'uso di queste alternative al mezzo pubblico e al mezzo privato a motore, abbiamo previsto modifiche al codice della strada per rendere più semplice realizzare le cosiddette "bike lane" Il codice degli appalti è praticamente dal suo varo al centro di critiche costanti un po' da tutti gli ambienti coinvolti. Cosa pensa della possibilità di modificarlo? Il Decreto Semplificazione a cui stiamo lavorando ha come obiettivo lo snellimento delle procedure a più livelli, intervenendo in tutte le fasi del processo di realizzazione di un'opera pubblica dalla decisione al collaudo. L'approccio che vogliamo mantenere nei confronti di una materia come il codice degli appalti è fondato sul realismo e sulla reale efficacia del risultato. Non di posizionamento politico o ideologico. Ridurre il tutto a una formula retorica distrugge la potenza e la complessità del tema e rischia di lasciare tutto come è. Dentro al codice ci sono già strumenti per fare le gare veloci, ma i cantieri vanno protetti anche dal punto di vista della legalità e della sicurezza del lavoro. Lei ha parlato di un grande "piano di rammendo" del nostro Paese, quali priorità vede per esso? Sono parole di Renzo Piano, ma che faccio mie in pieno condividendone il senso. Vede, nel nostro Paese c'è questo eterno dibattito, un po' trito, tra chi vuole più risorse per le manutenzioni ordinarie e straordinarie, e chi pretende di finanziare nuove grandi opere, senza magari sapere neanche quali... La situazione è invece molto più semplice. Abbiamo un sistema di infrastrutture importante, che va mantenuto e integrato con alcune opere già definite. La vera questione è decidere quanto vogliamo investire per completare le altre opere - soprattutto medie e piccole - in grado di migliorare la qualità della vita e di ridurre le disuguaglianze del Paese, e che potrebbero farci diventare in pochi anni all'avanguardia per le infrastrutture. Noi proporremo nell'allegato infrastrutture al Def un piano da 196 miliardi. Il dossier Autostrade: che tempi si dà per una soluzione? Il dossier autostrade è stato chiuso dal mio Ministero, ora è necessario il confronto e la decisione che prenderemo a livello di governo. L'eterna questione delle autostrade del mare: quali interventi prevede? Siamo più che mai determinati sulla strada dello spostamento delle merci dalla strada ad altri modi di trasporto, incentivando lo spostamento in mare e su ferro con marebonus e ferrobonus. Entrambe le misure sono state rifinanziate con la Legge di Bilancio e ulteriori risorse sono state previste anche nel Decreto Rilancio. La continuità territoriale con le isole maggiori: sono ipotizzabili riforme radicali? Al momento siamo ancora in una situazione di forte limitazione alla mobilità, anche e soprattutto verso le isole maggiori, sia marittima che aerea. Nella fase di emergenza abbiamo previsto la proroga della continuità territoriale ma con la ripresa provvederemo ad avviare una riflessione per una sua riforma complessiva.

Foto: DALL'INSEDIAMENTO DEL MINISTRO SONO STATI SBLOCCATI 11 MILIARDI DI EURO TRA CANTIERI E FINANZIAMENTI E ALTRI 20 ARRIVERANNO


Foto: Paola De Micheli, ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture,


Foto: In alto a Genova, all'inaugurazione del nuovo ponte. Al centro, con il premier Conte. Qui a fianco, sul cantiere della Statale 106


Foto: ADESSO DOBBIAMO S EMPLIFICARE CON I FATTI E NON CON GLI SLOGAN, CON LA CONSAPEVOLEZZA CHE NON SI PUÒ DEROGARE SU TUTTO IN ITALIA VA MANTENUTO IL SISTEMA DI INFRASTRUTTURE INTEGRANDOLO CON ALCUNE OPERE CHE POTREBBERO PORTARCI ALL'AVANGUARDIA