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30/11/2019

De Micheli e Boccia: «L’Alta Capacità, un nuovo inizio»

Il Mattino

Valle Ufita, il ministro sui cantieri con il governatore De Luca
Gianni Colucci
Inviato a Grottaminarda
«Siamo ad un nuovo inizio in Italia - dice il ministro De Micheli in visita a Grotaminarda - ci sono tanti cantieri c che sono fermi nonostante ci siano i finanziamenti. Quello che ha voluto fare la Regione Campania è encomiabile. Per fare le infrastrutture bisogna decidere di farle. Anche in condivisione con i territori, e qui pare che ci sia questo processo virtuoso. Il problema della burocrazia e delle procedure esiste dappertutto. Ma non cambiamo ancora una volta il codice degli appalti. Mi pare che sia uno splendido esempio quello di una Regione che si fa carico di una responsabilità che era del governo, pur di fare le cose».
Un De Luca soddisfatto che sta per uscire dal commissariamento della sanità e vuol avviare un mega piano di opere pubbliche per il rilancio del Mezzogiorno. Accoglie il ministro delle Infrastrutture De Micheli a Grottaminarda sul cantiere della Lioni-Grotta, spiega, insieme al presidente del Consiglio D'Amelio, che si è assunto l'onere di sbloccare l'opera (che sarebbe stata invece bloccata dai Cinque stelle) e si fa bello con l'Ad di Ferrovie dello Stato e il commissario dell'Alta capacità Napoli Bari pronti a far partire i lavori dell'Alta Capacità e della stazione Hirpinia. Alla fine, dopo aver detto peste e corna dell'abuso d'ufficio che inibisce le firme di tecnici e funzionari pubblici e blocca le opere, se ne esce con un suo vecchio slogan di un decennio addietro: «Imprenditori arricchitevi». Una citazione di Deng Xiaoping che esortava così i cinesi nel 1979, ma pare che anche Luis Guizot, ministro di Luigi Filippo d'Orleans, fece la stessa esortazione ai francesi ai primi dell'800.
E il presidente degli Industriali italiani Vincenzo Boccia, aggiunge: «Siamo alleati con chi pensa al futuro del Paese senza pensare al consenso di domani mattina. Guardando le stelle, con i piedi per terra». Lui cita Oscar Wilde.
La De Micheli si complimenta ma forse non sa che i parlamentari della sua maggioranza, i compagni di viaggio dei Cinque stelle presenti, dissentono totalmente dalla ricostruzione di De Luca. Il quale va giù duro: «Lo so che fai parte di quella maggioranza, e devi espiare».
«Questo è uno de i tanti cantieri bloccati- dice De Luca - sulla Circumvesuviana abbiamo riaperto 14 cantieri. E aprire un cantiere bloccato da 10 anni è più difficile che aprirne uno nuovo». In realtà quello della Lioni-Grotta va avanti da un pezzo al ritmo di 500 metri l'anno e il commissario è stato rimosso dal governo Conte per quel motivo.
Ma De Luca racconta un'altra storia: «Eravamo in una situazione allucinante, a dicembre dello scorso anno scade il commissariamento e se ne vanno tutti. La stazione appaltante era il provveditorato alle opere pubbliche. Le aziende non avevano un interlocutore». Il ministro ascolta il racconto: «Ci siamo caricati la croce», dice De Luca.
Assiste alla scenetta il presidente degli industriali italiani Vincenzo Boccia che era stato invitato per l'occasione dal suo collega irpino Pino Bruno, duramente attaccato anch'egli dai Cinque stelle.
Chissà se la De Micheli conosce i particolari dello scontro di un membro del governo di cui fa parte (il sottosegretario Carlo Sibilia) con chi la ospita a Grottaminarda.
«Certo sono qui anche perchè amica di De Luca ma se la mettiamo sull'istituzionale la realizzazione dell'Alta Capacità risponde alle esigenze di migliorare e rafforzare le aree interne con infrastrutture dedicate. Da un decennio siamo a rischio spopolamento e quindi le strategia che si stanno pensando si basano sulla necessità di servire i 25 milioni di italiani che vivono nella aree interne italiane meno dotate di chi vive nelle aree metropolitane.
E tra le infrastrutture di cui ha bisogno il Paese ci sono «le ferrovie. Sul ferro siamo in ritardo in tutta Italia perché negli anni si è deciso di investire su gomma», aggiunge.
«Nei primi giorni di governo sono stata ridicolizzata - dice il ministro - perchè ho parlato di manutenzione straordinaria e ordinaria, altra grande opera che vale un miliardo. Lo sviluppo non passa solo per scelte di 15 anni fa, ma dobbiamo ricalibrarle nel mondo nuovo, con la sostenibilità e con quello che serve a persone e imprese».
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