scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
17/04/2021

De Luca vuole nuove regole per gli appalti ma non ha fatto i conti con i magistrati…

Il Riformista

In Campania è guerra a burocrazia e abuso d'uffi cio
Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, è tornato su uno dei suoi cavalli di battaglia e l'altra sera, in giunta, ha portato una proposta di legge da sottoporre al Parlamento nazionale per riformulare l'abuso di ufficio e rivedere il sistema dei ricorsi al Tar. L'occasione è la rifl essione sul Recovery Fund. L'obiettivo dichiarato è, in estrema sintesi, sburocratizzare il Paese per dare nuovo impulso all'economia. Come? Secondo la proposta del governatore, andrebbe prevista l'istituzione del risarcimento economico per le imprese che presentano ricorso contro le aggiudicazioni dei lavori pubblici ritenendo che siano i ricorsi amministrativi a bloccare per mesi i cantieri. Per cui, spiegano dalla Regione, «si prevede che si vada avanti nelle opere oggetto di contenzioso con un risarcimento economico al ricorrente che dovesse vincere in sede di giustizia amministrativa». Di fronte a una simile proposta, pronta è arrivata la replica dell'Associazione nazionale magistrati amministrativi. «Una riforma del genere porterebbe a ridurre il controllo effettivo sulla scelta dell'appaltatore, anche a costo di pagare le opere due volte e danneggiare due volte i cittadini e le imprese», ha spiegato la presidente dell'Anma Gia Serlenga. «Della proposta fatta - afferma - è sbagliata già la premessa, ovvero che sarebbero i ricorsi amministrativi a bloccare per mesi i cantieri. Gli appalti non sono affatto bloccati dai ricorsi al Tar». «È singolare - aggiunge la rappresentante dei magistrati amministrativi - il fatto che, quando la politica decide di intervenire con urgenza sui blocchi degli appalti, lo faccia guardando sempre e solo alla fase dell'aggiudicazione e alla conseguente eventuale fase dei ricorsi al Tar contro l'aggiudicazione stessa, sebbene i dati dicano altro. Meno del 2% delle gare bandite è oggetto di impugnazione e il giudice amministrativo è veloce nelle decisioni, come dimostrano i risultati quotidiani, compreso il periodo dall'inizio della pandemia ad oggi, che ha bloccato l'intero Paese ma non ha rallentato le attività dei Tar». «Quello che semmai si registra - osserva Serlenga - è l'autosospensione da parte della stazione appaltante, ma questo è un altro tema. Inoltre nessuno dice che alle aggiudicazioni defi nitive non corrispondono altrettanti cantieri esecutivi, cioè che lo stallo avviene spesso nella fase dell'esecuzione». «Mi chiedo - conclude Serlenga - quanto sia ragionevole proporre una riduzione di tutela per le imprese, con un aggravio notevole dei costi per le tasche dei cittadini, quando la soluzione dovrebbe andare in un'altra direzione: cambiare il controllo sulla fase esecutiva e individuare soluzioni per migliorare la q Pubblica Amministrazione e la qualità delle norme». Vivilan