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30/06/2020

De Luca: «Si apra un’ inchiesta in commissione antimafia»

Gazzetta del Sud

Il deputato regionale critico così come il sottosegretario Villarosae la collega all' Ars Zafarana
«Nonè più rinviabile una seria analisi sulla concessione: aggiornamentoo revoca, come ipotizzato anche dal viceministro Cancelleri». Il sottosegretario all'E conomia Alessio Villarosae il parlamentare Paolo Ficara (M5s) puntano al cuore del problema, chiamando in causa il governo regionale. «Sul Cas ha tenuto sin qui un atteggiamento strabico. Ma non può nascondersi oltre l'esistenza di un problema.E che nessuno lo riduca eventualmentea mera questione morale dei singoli. Abbiamo evidenziatoa più riprese, con diversi atti parlamentari,i ritardi continuie le inadempienze del Cas, così come puntualmente annotate dal Mit ad una giunta regionale sorda, mutae cieca sul tema. Nonè bastato per scuotere dal torpore Musumeci edi suoi assessori, che invece ritengono il Cas un modello di funzionalità». L' inchiesta giudiziaria, «i continui episodi di corruttele,i troppi cantieri infiniti dimostrano che sul Cas ci sono troppe ombre che pesano sulle taschee sulla vita dei siciliani. Solol' assessore Falcone lo qualifica come un gioiello di famiglia, dato che ad oggi il fallimento è sotto gli occhi di tutti. Chiedo che si apra un' inchiesta in commissione antimafia».A dichiararloè il deputato regionale del Movimento5 Stelle Antonio De Luca, mentre la collega Valentina Zafarana sottolineal' urgenza di «mettere ordine in un Consorzio che viene gestito come un carrozzone che non adempie ai più elementari compiti per cuiè nato, come la manutenzione delle stradee che per di più ha accumulato debiti per milioni di euro». Per la Uiltrasporti Messina non è il caso che «si generalizzi sparando nel mucchio sui tanti lavoratori del Cas che sono le prime vittime di un carrozzone che necessita di un radicale cambio passo- dichiarano Michele Barresie Angelo Passari-e che hanno più volte scioperato per reclamare una trasformazione radicale ed il rilancio dell' ente. Invitiamo la politica regionalea procedere nella trasformazione del Cas in ente economico dando in aula il via definitivo al disegno di legge presentato dall' assessore Marco Falcone da poco approvato in Giunta». Il segretario generale della Fillea Cgil Sicilia Mario Ridulfo rileva come «gli arrestie le indagini aperte sul giro di malaffare attorno agli appalti di importanti opere pubbliche conferminol' esistenza in Sicilia dei pericolosi virus della corruzione e delle infiltrazioni mafiose. Per questo bisogna impedire ai teorizzatori del fare prestoe con meno regole, di aprire alle deroghe selvagge al codice degli appalti». Infatti, «faccendieri, corrotti, corruttorie mafiosi rappresentano un serio problema, un virus che in Sicilia impedisce che il corretto sviluppo dei progettie dei cantieri diventino opere finitee strumenti di sviluppo per la nostra comunit à». Maricetta Tirrito, portavoce del Comitato collaboratori di giustizia (Cogi), fa notare che «la corruzioneè il pane del malaffaree non conosce confini». A giudizio dell' assessore regionale Falcone, «è bene chei fari della magistratura restino puntati su un ente che deve lasciarsi definitivamente alle spalle le epoche di malagestione, clientelee inefficienza».L' esponente della giunta Musumeci formula un plauso perl' accurato lavoro inquirente compiuto da Procurae Dia di Messina riguardoi presunti affidamenti truccati al Consorzio autostrade sicilianee tienea ribadire chei fatti contestati da ultimo riguardano il 2015». r.d.

Foto: Uiltrasporti: il Cas è stato un carrozzone, ha bisogno di un cambio di passo. Cgil: la corruzioneè un virus