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05/06/2019

De Luca evita de Magistris e avverte gli industriali “È la Regione che investe”

La Repubblica - Dario Del Porto

All'assemblea degli imprenditori alla Mostra d'Oltremare è ancora gelo tra sindaco e governatore Il presidente della giunta campana: "Linea 6 e Bagnoli, troppi ritardi sulla spesa: fondi Ue a rischio" "Palazzo Santa Lucia ha stanziato oltre 8 miliardi: dalle strade all'Eav ai porti. Dietro c'è uno sforzo immane perché noi non battiamo moneta"
Gelido con il sindaco, polemico con gli industriali. «Il presidente della Regione non saluta, ma fa un intervento», esordisce Vincenzo De Luca prendendo la parola all'assemblea pubblica dell'Unione e si capisce subito che non ha intenzione di lasciarsi andare a convenevoli. Il governatore interviene subito dopo l'articolata relazione del padrone di casa, il presidente Vito Grassi. E non gli risparmia stilettate. Non solo perché più volte, durante il discorso, lo chiamerà «Grasso», ma perché già dalle prime battute avverte: «Quando parlano gli uomini delle istituzioni, la politica non esiste, esistono le istituzioni. Lo dico a Vito Grassi: bisogna parlare chiaro, con nomi e cognomi, perché questo aiuta i responsabili a tracciare il rendiconto, non a fare poesie».
Mentre De Luca elenca gli investimenti della giunta regionale, rivendicandone l'impegno finanziario, il sindaco Luigi de Magistris è già andato via. Dunque anche all'assemblea organizzata nel centro congressi della Mostra d'Oltremare, come in altre occasioni ufficiali, i rappresentanti delle due principali istituzioni cittadine, Comune e Regione scelgono di evitarsi accuratamente. Per dirla in altre parole, si dribblano. Quando il governatore entra in sala, il sindaco è già sul palco e racconta di una città che ha «grande voglia di mettersi in gioco e fare squadra». Al suo arrivo, Vincenzo De Luca non si siede subito nel posto che gli è stato riservato in prima fila, ma più indietro, tra il pubblico, al punto che quando il presidente dell'Unione industriali Grassi inizia la relazione, saluta il presidente della Regione «che sarà qui fra qualche minuto», invece è già in platea. Poi De Luca prende regolarmente posto fra le autorità, accanto al presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Ma per una circostanza fortuita, governatore e sindaco restano separati da una sedia vuota, quella riservata al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Stefano Buffagni. Così la distanza politica fra i due diventa, per un caso, anche fisica. De Magistris è il primo a intervenire: «Tocca a me rompere il ghiaccio», scherza. Appare disteso, ostenta la consueta sicurezza.
Ringrazia il mondo delle imprese, perché, ricorda, «chi investe nel nostro territorio sta facendo qualcosa di importante non solo per il privato, ma anche per il pubblico»; ribadisce la preoccupazione per le sorti della Whirlpool, contesta i tagli agli enti locali e poi si appella all'orgoglio: «Napoli non è la zavorra del Paese. Non siamo quelli che vanno in giro con il cappello in mano o si lasciano andare a lamentele.
Se mi guardo attorno, avverto un clima di coesione, voglia di fare ed energia che non vedo da nessuna parte». E su uno dei nodi cruciali del dibattito politico, quello dell'autonomia, azzarda: «Lanciamo pure questa sfida, ma facciamo un'autonomia seria, non quella che rischia di costringere anche i medici ad andare via, non solo gli ammalati». Il sindaco ascolta con attenzione la relazione di Grassi, poi si allontana appena tocca a De Luca. Il presidente della Regione elenca gli investimenti di Palazzo Santa Lucia «che ci sono costati lacrime e sangue, perché i fondi europei hanno sostituito le altre risorse e rappresentano di fatto il bilancio della Regione». Stanziamenti per oltre 8 miliardi di euro complessivi, dalle strade, all'Eav, ai porti «senza i quali la Regione sarebbe già affondata. Dietro questi risultati c'è uno sforzo immane, anche perché la Regione non batte moneta», chiosa sferzante alludendo al sindaco. Poi avverte: «Sulla linea 6 della metropolitana è partita una procedura di infrazione perché il cantiere è in ritardo, rischiamo un definanziamento di 100 milioni di euro. E rischiamo anche su Bagnoli, per altri 60 milioni di euro», legati ai progetti mai completati che, come tali, non possono essere rendicontati.
Ma al governatore proprio non va giù che alcune iniziative siano state «presentate come orfane. Le Universiadi, ad esempio, che invece sono il frutto della scelta della Regione di investire da sola 200 milioni di euro. E il polo di San Giovanni a Teduccio, che non esisterebbe senza i 100 milioni investiti da noi.
E la Apple, senza i sei milioni stanziati ogni anno per le borse di studio, se ne tornerebbe in America».
La platea applaude. Nel lungo discorsi di De Luca c'è spazio anche per battute sul ministro dell'Interno leghista Matteo Salvini («volevo venire qui con un rosario e un giubbino»), per un affondo contro il codice degli appalti («demenziale») e l'abuso in atti d'ufficio disciplinato dalla legge Severino: «un oltraggio giuridico». De Magistris ha lasciato la sala da un pezzo. La campagna elettorale è già iniziata, e sarà molto lunga.

Foto: kSottosegretario Stefano Buffagni sottosegretario


Foto: Separati Luigi de Magistris e Vincenzo De Luca all'assemblea degli industriali: ancora gelo divisi da una poltrona