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05/09/2018

Ddl corruzione il Pd accusa «Solo annunci»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

IL PROVVEDIMENTO
l ROMA. Il vice premier Luigi Di Maio scende in campo per la legge anticorruzione del guardasigilli Alfonso Bonafede e su facebook lancia l'hashtag «Legge SpazzaCorrotti!», pubblicando una lettera-avvertimento, in cui dice: «Cari corrotti, cari corruttori, non avrete più scampo». Il provvedimento è, di fatto, la prima, importante disposizione governativa firmata M5S e presto dovrà passare l'esame del Consiglio dei ministri. Un appuntamento previsto per «questa settimana», assicura Di Maio. Al ministero i tecnici stanno limando il testo e lavorano anche sulle eventuali misure premiali per chi collabora. Il ddl è sicuramente molto strutturato sul piano repressivo. Ma per i magistrati è fondamentale la collaborazione di chi si «pente». La bozza del testo circolata contiene però degli interventi in questa direzione, prevedendo la non punibilità per chi prima di essere indagato o entro 3 mesi da quando ha commesso il fatto, lo denuncia spontaneamente e fornisce indicazioni utili alle indagini. Non solo: il pubblico ufficiale deve mettere a disposizione l'utilità o il denaro percepiti. Il provvedimento non lascia molte vie d'uscita ai destinatari di daspo, cioè coloro che si vedano inflitte condanne sopra i due anni per corruzione e reati affini e siano così espulsi per sempre dal sistema degli appalti pubblici. Neppure i percorsi riabilitativi e la messa alla prova ai servizi sociali bastano perché il daspo sia ritirato. Di Maio annuncia anche un'altra novità: il ripristino della perseguibilità d'ufficio per alcune ipotesi di appropriazione indebita aggravata, «norma cancellata da Gentiloni - afferma - di cui si sono avvantaggiati anche i cognati di Renzi, che non essendo stati denunciati dall'Unicef la passano liscia». Il riferimento è ai tre fratelli Alessandro, Andrea e Luca Conticini e a un'inchiesta sull'utilizzo di fondi diretti all'organizzazione umanitaria. E la bozza del testo prevede in effetti la procedibilità d'ufficio, senza querela, per la corruzione tra privati - misura che potrebbe andare ad aumentare il carico di lavoro dei pm. Ma gli annunci non bastano a placare il Pd, che con l'ex ministro Andrea Orlando ha messo a segno la precedente stretta anti-corrotti. «La lotta alla corruzione - dice il responsabile giustizia del partito, Walter Verini - è una cosa seria. Gli annunci enfatici e furbastri del ministro Bonafede di provvedimenti poi rinviati dal Consiglio dei Ministri confermano da un lato l'ennesima divisione nel Governo e dall'al tro la tendenza a fare di ogni tema una occasione di propaganda».

Foto: VICEPREMIER Luigi Di Maio