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03/03/2021

Dalle nuove scuole e al trasporto pubblico Recovery fund, ecco i progetti a rischio

QN - La Nazione

di Olga Mugnaini FIRENZE «Una moratoria delle norme sugli appalti pubblici che non siano previste dalle direttive europee» . Il sindaco Dario Nardella conferma e rilancia la sua idea sul codice degli appalti, tornando a precisare che riguardo al cosiddetto 'Gold Plating', «se non semplifichiamo ulteriormente le procedure amministrative, il Recovery Fund rischierà di fallire sotto il peso insopportabile della burocrazia». Ma che cosa rischia di saltare dalla tabella di marcia di una città come Firenze? O meglio, cosa potremmo finanziare, qualora riuscissimo a rispettare i tempi imposti dalle procedure del "Recovery"? L'elenco dei progetti che in linea generale si posso mettere in pista con i soldi dell'Europa sono molti e distribuiti sulle diverse linee di finanziamento. E ai primi posti ci sono gli interventi per la mobilità, fra cui le nuove linee della tramvia. «Dato che per ora i soldi del Recovery Fund non ci sono stati assegnati - si spiega da Palazzo Vecchio -, è un po' difficile dire in quali settori rischiamo di perderli. Detto questo però, si può fare un ragionamento generale sui progetti che verosimilmente potrebbero rientrare tra quelli finanziabili. E in primis ci sono le grandi opere pubbliche come le tranvie». Tenendo conto del criterio legato alla "resilienza", Firenze si candida poi ad ottenere fondi per realizzare opere puntuali come la costruzione di nuove scuole e le riqualificazioni di edifici già esistenti. E ancora strade e piste ciclabili. «Queste opere puntuali prevedono aste all'offerta economicamente più vantaggiosa - spiegano ancora di dirigenti del Comune - che hanno un tempo medio di circa dodici-quindici mesi. Siccome i progetti del Ricovery devono essere appaltati entro il 2023, significa che entro settembre 2022 devono essere redatti i progetti esecutivi. Chiudere gli esecutivi per quella data sarà oggettivamente difficilissimo in molti casi. Basta quindi un mese in più nella procedura di gara e arrivando con aggiudicazione 2024 perdiamo i finanziamenti che potremmo avere dal Recovery Fund». Tra i progetti che si vorrebbe portare al finanziamento europeo, c'è il "masteplan delle acque", un piano da 200 milioni di euro per la modernizzazione della rete idrica, acquedotto e fognature di tutta l'area metropolitana. Tra gli interventi strategici ci sono poi le casse di espansione e rinaturalizzazione delle aree sui torrenti Ema e Greve, per un importo di circa 30 milioni. Tornando alle tramvie, nel dossier Recovery ci potrebbe essere l'ampliamento della rete tramviaria con le linee 3.2.2 per Campo di Marte - Rovezzano; della tramvia per Campi Bisenzio (secondo lotto della linea 4), e la tramvia per il Polo scientifico di Sesto Fiorentino, come prosecuzione della linea 2. Sul fronte della mobilità c'è ancora la realizzazione dei "Bus Rapid Transport" da Firenze per il Chianti, per un importo di 70 milioni di euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA