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27/02/2021

Dalla pasticciera alla parrucchiera: le donne imprenditrici ci credono

Il Gazzettino

ARTIGIANI
PADOVA «Quello che mi spinge è il desiderio di indipendenza». Arianna Simioni, 27 anni, aprirà a maggio un salone di parrucchiera tutto suo a San Giorgio in Bosco. In tempo di Covid, con la crisi attuale? Le hanno chiesto in molti.
Ma non è l'unica. Ci sono 17.600 imprese con a capo una donna e in molte hanno fatto richiesta di adesione al bando della Regione che mette a disposizione 1,5 milioni di euro per investimenti di diverso genere, fino ad un massimo del 40 per cento della spesa sostenuta.
«Le domande potevano pervenire fino al 24 febbraio e ne stiamo gestendo davvero tante spiega Gian Carla Tasso, presidente della categoria benessere di Cna Padova e componente del Comitato imprenditoria femminile della Camera di commercio Nello scenario attuale, difficile per tutti, le imprese femminili soffrono in modo particolare. In questo senso il bando regionale rappresenta una grande opportunità e un supporto per le donne, soprattutto per tutte coloro che vogliono mettersi in gioco e sviluppare un'idea innovativa. Non solo, quindi, per chi vuole rinnovare i propri locali o semplicemente acquistare macchinari, ma soprattutto per chi decide di cogliere la sfida della digitalizzazione, o introdurre innovazioni che vanno nella direzione della sostenibilità ambientale».
Simioni ha ottenuto a dicembre l'abilitazione e a maggio realizzerà il suo sogno di avere un salone di proprietà. «Tutti mi dicono che il momento non è dei migliori, ma sembra che ogni volta ci sia un motivo valido per non aprire. Quello che mi spinge è il desiderio di indipendenza, la voglia di cercare una mia strada personale. Essere liberi in questo mestiere, che è molto creativo, per me è fondamentale. Il finanziamento regionale potrebbe essere un aiuto in più per coprire le spese degli arredi del nuovo salone».
Come lei anche Sandy Astrali, 33 anni, ha fatto richiesta di partecipare al bando, per un motivo diverso. Astrali ha aperto nel 2017 una pasticceria a San Martino di Lupari e nel 2019 ha vinto il premio di Cna come miglior giovane imprenditrice. Ora vuole buttarsi a capofitto sull'e-commerce.
«Aver aperto un laboratorio e un'attività mia è stato un modo per esprimermi liberamente racconta Sandy Per me il bando regionale è un'opportunità per stare al passo coi tempi, un input in più per avere un sostegno che mi permetta di evolvermi. La mia intenzione è quella di investire per potenziare la vendita online, creando una piattaforma di e-commerce visto che il settore è in fortissima espansione. Ma sto valutando anche altri ambiti di crescita».
Secondo i dati forniti dall'ufficio studi di Cna Padova nella nostra provincia un'attività su cinque è gestita da donne, dando lavoro a 50 mila addetti. La presenza femminile è maggiore nel settore del commercio (4.600 attività) e segue il settore dei servizi alla persona come saloni di parrucchiera o centri estetici (1.700). Nel Padovano ci sono 565 imprese tra pasticcerie, gelaterie, ristoranti e pizzerie con a capo una donna e 700 tra bar e caffetterie. Da non sottovalutare anche l'apporto al mondo dell'agricoltura che vede 2.800 imprese a guida femminile.
Questo bacino si è visto ridotto di circa 150 attività a causa del passaggio del Covid. I contraccolpi peggiori li hanno sentiti le donne imprenditrici nella ristorazione, nel commercio e nelle attività agricole e anche se le perdite non possono definirsi elevate in termini assoluti, secondo Cna, c'è preoccupazione se la crisi economica continuerà a durare nel tempo.
Si.Mo.
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