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09/09/2020

DALLA CRISI ALLA RIPARTENZA: NODI DA SCIOGLIERE E RUOLO DEL LEGALE

Legal - Federica Chiezzi

INDAGINE
Dal lavoro al diritto penale, dagli appalti alle ristrutturazioni. Con esiti più o meno negativi, il Coronavirus ha messo alla prova tutti i settori legali, che per la ripresa chiedono più chiarezza normativa e meno burocrazia
Contenzioso, restructuring e lavoro sono le practice che hanno tratto maggiore profitto dalla crisi causata dal Covid-19. Lo stop delle attività, infatti, ha moltiplicato le liti per inadempimenti contrattuali e le richieste di assistenza nella gestione della crisi di impresa, oltre a generare caos in tema di ammortizzatori sociali, sicurezza sui luoghi di lavoro e responsabilità di aziende e imprenditori. In crescita anche i settori direttamente collegati alla tipologia di emergenza, quali il farmaceutico e sanitario, e il tech, spinto dalla crescente esigenza di digitalizzazione dei servizi. A subire le peggiori conseguenze del blocco dell'operatività sono stati l'm&a, il real estate, i trasporti, le infrastrutture e il turismo. Per sostenere l'economia e far ripartire gli investimenti nel nostro Paese, serve una iniezione di liquidità, oltre a una burocrazia più snella e a norme più chiare; per le aziende è tempo di ridefinire gli obiettivi e le strategie sulla base dei nuovi rischi e delle nuove modalità di lavoro. Questo è, in sintesi, ciò che emerge dalle parole di avvocati d'affari, penalisti, giuslavoristi e general counsel, che interpellati da Le Fonti Legal hanno tracciato un bilancio sugli impatti dell'emergenza sanitaria nel mercato dei servizi legali e sulle prospettive di ripartenza. Gli impatti della crisi economica sui settori legali Come anticipato, secondo Stefano Simontacchi , Presidente di BonelliErede, le practice tradizionalmente anticicliche, ovvero il contenzioso, il restructuring e il lavoro, sono quelle che continueranno a essere in crescita, affiancate da quei settori che l'emergenza sanitaria ha spinto particolarmente, tra cui l'healthcare: «Penso anche all'importanza sempre più strategica che ha assunto l'accelerazione verso la digitalizzazione, che richiede quindi una grande focalizzazione su alcuni ambiti come per esempio la cybersecurity e l'intellectual property. Dall'altra parte, invece, i contraccolpi più forti riguardano i settori maggiormente collegati alla mobilità, come il turismo e le infrastrutture dei trasporti. Inoltre, la crisi ha impattato negativamente anche il settore del real estate e ha prodotto un rallentamento nell'm&a, anche se con differenze a seconda dei comparti di riferimento». Sven Von Mensenkampff , partner di Pavia e Ansaldo, fa un distinguo tra gli impatti visibili nel breve periodo e quelli a medio e lungo termine: «Nel futuro imminente, vi sarà, come è già visibile, una crescita dei settori direttamente interessati dalla crisi, quali il diritto del lavoro, la sicurezza sul lavoro e compliance. Un effetto "positivo" a breve termine è da aspettarsi nei settori del contenzioso nonché nel corporate e commerciale per le questioni di forza maggiore nei contratti commerciali. Negativamente colpiti nell'immediato possiamo notare l'ambito m&a e le operazioni straordinarie in generale nonché il corporate e societario. Nel medio e lungo termine ci aspettiamo sicuramente una crescita nei settori delle ristrutturazioni societarie e fallimentare nonché nel settore finanziario. Prospettiamo anche una ripresa, presumibilmente anche forte, delle operazioni m&a e straordinarie in generale, con crescita anche nei settori del diritto della concorrenza e procedure screening nell'ambito di investimenti stranieri diretti (foreign direct investments). La recessione economica causata dalla crisi Covid-19 avrà invece con tutta probabilità ripercussioni su tutte le aree del diritto commerciale, con una riduzione del flusso del lavoro causata da un generale rallentamento dell'economia». A detta di Von Mensenkampff fra i settori industriali interessati dalla crisi vi sarà il turismo nonché il commercio con una forte contrazione, mentre è atteso uno sviluppo positivo nei settori del farmaceutico nonché del "tech" in generale. Più cauto è Luca Picone , country managing partner di Hogan Lovells in Italia, il quale ritiene sia difficile fare previsioni per la forte instabilità del mercato: «Il lockdown, così esteso, era qualcosa di assolutamente imprevedibile, e temo che gli effetti si produrranno in un periodo abbastanza lungo. Possiamo però confermare che, nell'immediato, abbiamo notato un incremento nel supporto legale collegato, direttamente o indirettamente, alla legislazione d'urgenza derivante dallo stato di emergenza sanitaria e siamo certi che dopo questa fase iniziale, in cui il lavoro si concentra specialmente sugli aspetti corporate, commerciale, contenzioso e regolatorio, si aggiungerà probabilmente una seconda fase in cui gli investimenti esteri nonché la ricerca di nuove forme di finanziamento torneranno centrali per l'economia nazionale e questo porterà ad una nuova richiesta nel mercato legale. L'esperienza ci insegna infatti che i periodi di crisi rappresentano grandi opportunità per quegli operatori che le sanno cogliere. Ci aspettiamo, quindi, nel medio periodo, una ripresa di operazioni straordinarie (acquisizioni, fusioni) con integrazioni societarie volte a meglio affrontare le sfide che da questa crisi deriveranno». Ripartenza e ruolo del legislatore Per poter dare nuova linfa al paese e assicurare la sopravvivenza delle imprese, il compito del legislatore è quello di iniettare liquidità e formulare riforme atte a rinforzare la modernizzazione delle imprese nonché a facilitare l'ottenimento e l'utilizzo di capitali. Ne è convinto Von Mensenkampff, secondo il quale «dovrebbe aggiungersi un rafforzamento dell'attività di riforma già tentata in passato, quali, per esempio, le riforme dell'amministrazione, della fiscalità e della giustizia nonché il contrasto all'economia sommersa. Tutto questo al fine di creare un clima economico favorevole all'investimento, in grado di attirare investimenti anche dall'estero». Semplificazione della burocrazia, maggior chiarezza del diritto fiscale e penale e una maggior velocità nella tutela in giudizio dei diritti, sono, per Picone, aspetti indispensabili per aiutare gli imprenditori e incentivare gli investimenti in Italia. «Contemporaneamente però», prosegue l'avvocato «è necessaria una particolare attenzione alla tutela delle aziende italiane operanti in settori strategici dalle scalate ostili da parte di gruppi esteri così come indicato nella nuova norma sul Golden Power». Clienti a caccia di chiarezza «Non solo i clienti italiani ma soprattutto quelli stranieri che per la prima volta si "affacciano" all'Italia vedono molto critica la mancanza di riforme nei settori della giustizia, della fiscalità e dell'amministrazione pubblica», spiega Von Mensenkampff. «Problemi in questi ambiti molto spesso sono in grado di creare dubbi su un investimento futuro o impegno in Italia e possono costituire ostacoli allo sviluppo positivo dell'economia italiana. Anche il sistema bancario italiano, che molte volte rende l'ottenimento di finanziamenti difficile, se non impossibile, attualmente non sta svolgendo il suo ruolo come procuratore di "aria finanziaria" per il sistema imprenditoriale e, pertanto, andrebbe riformato per riprendere questo ruolo. Risposte dal punto di vista normativo dovrebbero interessare riforme proprio in questi settori al fine di eliminare gli ostacoli, la lentezza e l'incertezza del sistema». Di scarsa chiarezza parla anche Picone: «Una prima criticità deriva dalla selva di leggi, norme e regolamenti adottati, con poca chiarezza e pochissima sistematicità, dal legislatore per affrontare la crisi derivante dall'emergenza sanitaria. Spesso è proprio difficile comprendere il dettato normativo e capirne la portata all'interno di sistemi esistenti. Una seconda criticità deriva dalla crisi di liquidità che molte aziende stanno affrontando per effetto della crisi: al riguardo i rimedi adottati non sembrano sufficienti per poter permettere alle azienda di ripartire in serenità. Una terza area di criticità è collegata a quello che è un problema cronico del nostro sistema: la lentezza della tutela giudiziaria. I procedimenti civili durano troppo e le incertezze normative non aiutano a tutelare i propri diritti». Simontacchi aggiunge la necessità, per le imprese, di garantire la sicurezza per i propri dipendenti, la continuità del business e la corretta gestione dell'impresa, e tra le prime criticità da gestire ci sono quindi le tematiche legate al lavoro e alla corporate governance. «Inoltre, i numerosi cambiamenti normativi messi in atto a seguito dell'emergenza sanitaria hanno accresciuto la difficoltà da parte delle aziende a districarsi nella complessità delle novità apportate e delle riforme approvate. Infine, la nostra consulenza si è rivolta ad assistere le aziende nell'accesso al credito, per supportare i clienti nel comprendere le opzioni a disposizione, nella valutazione dei vantaggi e delle modalità di accesso ai finanziamenti». Studi legali, partner strategici per la ripresa «Fin dalle primissime settimane, la diffusione del Covid-19 ha avuto forte impatto sulle aziende generando dubbi e incertezze anche sotto i profili legali e fiscali», racconta Simontacchi. «La nostra risposta alla crescente esigenza di una guida nell'interpretazione dei provvedimenti emanati dalle autorità italiane, e che tuttora sono soggetti a modifiche ed evoluzioni, è stata rappresentata dalla costituzione di una Task Force multidisciplinare volta a rispondere a quesiti, generali o specifici, su tutti gli ambiti del diritto. Una consulenza rapida, flessibile e multidisciplinare, unita a un'attività di dialogo e aggiornamento costante tramite l'invio di contenuti ad hoc, l'utilizzo dei nostri canali social e l'organizzazione di webinar e altri momenti di incontro, seppur virtuali, sono stati alla base del nostro modus operandi nelle settimane, inaudite, della crisi. Con lo stesso approccio ci apprestiamo oggi ad affiancare le aziende nella ancora più delicata fase della "ripartenza", nella quale sarà centrale per le law firm non solo fare chiarezza nell'impianto normativo ma essere in grado di svolgere il ruolo di partner delle imprese nella ricerca di soluzioni sostenibili per la ripresa delle attività produttive, dei servizi e degli investimenti, per la crescita e lo sviluppo anche in chiave tecnologica». Von Mensenkampff ribadisce l'importanza degli studi legali nell'affiancare il cliente nelle sue attività e nell'analisi della situazione normativa e organizzativa. «In periodi di forti cambiamenti come quello attuale, con una moltitudine di iniziative legislative previste, studi full service come Pavia e Ansaldo sono in grado di fare squadra con il cliente al fine di individuare e analizzare potenzialità e criticità degli sviluppi del paese interessato, in tutte le aree di diritto e industriali coinvolte, nonché sviluppare strategie su come affrontare i problemi e trarre benefici dalle potenzialità derivanti dalla crisi e dalla seguente ripartenza». In un periodo storico così delicato, a detta di Picone il ruolo degli studi legali «è fondamentale» per aiutare i propri clienti. «Lo studio legale si deve porre quale "partner strategico" a fianco del cliente: il professionista deve essere all'avanguardia, esperto conoscitore non soltanto delle più recenti novità legislative, ma anche del mercato nel quale opera il cliente. Solo in questo modo lo studio legale può essere un vero e proprio consulente strategico che porta un effettivo valore aggiunto al cliente: il consulente legale non soltanto deve saper dire al cliente se una cosa si può o non si può fare, ma soprattutto deve saper guida re il cliente e indicare la strada migliore per raggiungere quel determinato obiettivo che il cliente si è prefisso. Diventa sempre più cruciale una comunicazione specifica per ogni esigenza e la proposta di una serie di servizi a valore aggiunto che vadano oltre l'assistenza tecnica legale di alto livello, che è alla base del nostro ruolo. Ad esempio, la presenza internazionale di Hogan Lovells fornisce al cliente l'opportunità di accedere a informazioni comparabili tra le diverse giurisdizioni relative alla stessa area del diritto o settore industriale e questo fattore di immediatezza e conoscenza approfondita è uno dei valori su cui lo studio punta per lo sviluppo delle attività post-emergenza. A tutto questo si aggiunge un'intensa attività di innovazione tecnologica, client listening e client training che ci permette di conoscere approfonditamente le esigenze dei nostri clienti dandoci la possibilità di supportarli al meglio soprattutto nei momenti di particolare instabilità come quello in essere». Covid e mercato del lavoro: verso una "nuova normalità" Uno dei settori maggiormente colpiti dalla crisi è stato il mercato del lavoro, «ingessato a causa del blocco prolungato dei licenziamenti», denuncia Aldo Bottini , partner di Toffoletto De Luca Tamajo. «Ciò ha impedito addirittura uscite già concordate e ostacolato spesso un fisiologico ricambio. In molti hanno rilevato un fondato dubbio di costituzionalità di questo provvedimento, destinato ad aggravarsi in caso di ulteriore proroga, tanto più se sganciata dalla concessione di ulteriore cassa integrazione. Incostituzionalità a parte, prolungare il blocco significherebbe nella migliore delle ipotesi semplicemente rinviare il problema, nella peggiore (e più probabile) aggravare la situazione già difficile delle imprese, bloccando le riorganizzazioni e caricando le aziende di costi non più sostenibili, con il risultato di alzare il livello di rischio occupazionale. Alla stessa (distorta) logica protezionistica risponde la norma che impone alle aziende che ricorrono al credito garantito dallo stato di gestire le eccedenze occupazionali solo con il placet del sindacato. Importanti criticità si sono poi riscontrate nella gestione della cassa integrazione "emergenziale", caratterizzata da norme farraginose e procedure complesse e talvolta oscure, che richiedono continui (e talvolta contraddittori) aggiustamenti in corsa, e appesantiscono non poco il lavoro degli Hr e dei loro consulenti». Per permettere alle imprese di uscire dalla crisi, secondo Bottini è necessario rimuovere il blocco dei licenziamenti, «evitando forme di "accanimento terapeutico" che mantengano artificialmente in vita posti di lavoro che non esistono più. Molto meglio operare per potenziare la Naspi e per mettere in campo tutti i possibili provvedimenti che favoriscano la ricollocazione dei lavoratori licenziati (formazione, riqualificazione, agevolazioni contributive e fiscali per chi assume)». È imprescindibile poi, secondo il giuslavorista, la rimozione dei vincoli introdotti dal Decreto Dignità a contratti a termine e somministrazione, in una situazione di incertezza sulla prospettive future, in cui le aziende non sono nelle condizioni di programmare più di tanto assunzioni a tempo indeterminato. A giudizio di Bottini, ciò che attende il mercato del lavoro è una "nuova normalità" basata su modalità di esecuzione (smart working) in cui la valutazione si sposta dal tempo al risultato: «Alcuni lavori del prossimo futuro saranno probabilmente "ibridi", e si svolgeranno in parte in ufficio e in parte da remoto, a decisione del prestatore di lavoro. Questo comporterà un cambiamento di mentalità e di atteggiamento tanto dei manager quanto dei lavoratori, che si ripercuoterà sul mercato del lavoro, soprattutto per le professionalità più elevate. Anche i meccanismi retributivi, sempre più orientati a premiare i risultati, influiranno sull'incontro tra domanda e offerta di lavoro, così come le politiche di welfare aziendale, che le aziende stanno aggiornando sulla base delle nuove esigenze emerse in questo periodo». Per quanto riguarda le relazioni industriali, infine, secondo il giuslavorista l'esperienza di questi mesi ha dimostrato la centralità delle relazioni sindacali e della contrattazione a livello aziendale: «Basti pensare all'applicazione dei protocolli di sicurezza, all'organizzazione del lavoro, alla cassa integrazione, ai premi di risultato e al welfare. Tutte tematiche che non possono che essere affrontate nella sede più vicina agli interessi in gioco, cioè quella aziendale. La spinta al decentramento contrattuale non nasce certo oggi e non riguarda solo l'Italia, ma l'emergenza e le necessità della ripresa saranno un potente acceleratore di questa tendenza. A partire dal rafforzamento del legame tra retribuzione e produttività, indispensabile per rilanciare la competitività delle nostre imprese». Covid e giuristi di impresa: nuovi rischi e responsabilità L'emergenza Coronavirus ha colpito anche gli uffici legali interni alle società, che hanno dovuto prima interpretare e poi applicare le sempre nuove disposizioni in tema di compliance, sicurezza e salute dei dipendenti. Anche il rapporto con gli studi legali esterni è cambiato: «Soprattutto nella prima fase dell'emergenza Covid», racconta Ugo Ettore Di Stefano , group general counsel e Dpo di Mondadori, «direzioni legali e studi esterni hanno cercato di capire insieme cosa si doveva e poteva fare e come farlo. Nuovi modi e tempi per comunicare, se possibile ancora più immediati e informali, ma senza pregiudizio per la qualità del servizio al cliente. A mio parere una prova per lo più superata e che ha mostrato il vero valore e capacità organizzativa di ciascuno e la differenza delle due figure professionali (in house legale e studi legali esterni) complementari ed entrambe indispensabili». Il ruolo assegnato al general counsel durante il periodo emergenziale a detta di Di Stefano è stato duplice: «un medico di prima linea, chiamato ad intervenire ovunque per accompagnare il business nell'operatività quotidiana (stravolta) e un punto fermo, con una visione trasversale e prospettica, pronto a fungere da riferimento soprattutto per la normativa emergenziale». Come per gli studi legali, anche gli inhouse devono affrontare nuove tipologie di rischi "figli" dell'emergenza sanitaria, che secondo Di Stefano fanno capo all'assenza di strumenti per affrontare nuove esigenze del business e nuove domande mai poste in precedenza. «Ogni novità», prosegue Di Stefano «impone di rapportarsi ad essa con l'uso dell'esperienza ma applicata, grazie ad una profonda conoscenza dell'azienda, con i principi fondamentali della normativa che siano linee guida, dimenticando il tecnicismo specialistico a favore della managerialità». Secondo il giurista per favorire la ripartenza è necessario ricostruire il team e ridefinire obiettivi e modalità di lavoro in coerenza con i cambiamenti, spesso, radicali, del cliente; avere grandi capacità di visione per accompagnare l'imprenditore nell'assunzione di rischio delle scelte di business; guardare sempre più al futuro interpretando la normativa nel nuovo contesto e implementare la formazione continua propria e della propria squadra.

Il compito del legislatore è quello di iniettare liquidità e facilitare l'ottenimento di capitali

Flessibilità e innovazione, le chiavi della ripartenza
Cambiamenti in vista per lavoratori e azienCambiamenti in vista per lavoratori e aziende. de. Francesco Amendolito Francesco Amendolito , di Amendolito , di Amendolito & Associati, spiega a Le Fonti Legal i futuri & Associati, spiega a Le Fonti Legal i futuri scenari del mercato del lavoro e le regole scenari del mercato del lavoro e le regole necessarie per farlo ripartire. necessarie per farlo ripartire. Quali sono le principali criticità connesse Quali sono le principali criticità connesse all'emergenza Covid? all'emergenza Covid? Le criticità emerse in questo periodo hanno Le criticità emerse in questo periodo hanno messo in luce le falle normative del nostro messo in luce le falle normative del nostro sistema del lavoro. Basti pensare al sistema sistema del lavoro. Basti pensare al sistema assolutamente inadeguato e troppo settoassolutamente inadeguato e troppo settoriale della disciplina in materia di ammortizriale della disciplina in materia di ammortizzatori sociali; all'indebolimento delle forme zatori sociali; all'indebolimento delle forme di "flessibilità regolare" (somministrazione di "flessibilità regolare" (somministrazione di manodopera e contratti a termine) a tutto di manodopera e contratti a termine) a tutto vantaggio dei contratti meno tutelanti e più vantaggio dei contratti meno tutelanti e più esposti al rischio di abusi; alla mancata regoesposti al rischio di abusi; alla mancata regolamentazione e disciplina di ogni e qualsiasi lamentazione e disciplina di ogni e qualsiasi forma di lavoro di fatto esistenti nelle orgaforma di lavoro di fatto esistenti nelle organizzazioni imprenditoriali ed economiche; nizzazioni imprenditoriali ed economiche; allo stop dei licenziamenti anche di fronte a allo stop dei licenziamenti anche di fronte a situazioni di crisi aziendale (parziale) preesisituazioni di crisi aziendale (parziale) preesistente al periodo di pandemia. stente al periodo di pandemia. Di quali nuove regole necessita il mercaDi quali nuove regole necessita il mercato del lavoro per uscire dalla crisi? to del lavoro per uscire dalla crisi? Quello che sta accadendo nel nostro Paese Quello che sta accadendo nel nostro Paese dimostra la necessità di un immediato dimostra la necessità di un immediato intervento del legislatore che, dettando intervento del legislatore che, dettando nuove regole per l'intero mercato del lavoro, nuove regole per l'intero mercato del lavoro, garantisca una flessibilità, tutelata e regolagarantisca una flessibilità, tutelata e regolamentata, che possa consentire alle imprese mentata, che possa consentire alle imprese di uscire dalla crisi. Già prima dell'inizio della di uscire dalla crisi. Già prima dell'inizio della pandemia ci si continuava a confrontare su pandemia ci si continuava a confrontare su come le organizzazioni dovessero cambiare come le organizzazioni dovessero cambiare per adeguarsi alle nuove forme di digitalizzaper adeguarsi alle nuove forme di digitalizzazione e robotizzazione, e ciò' anche in riferizione e robotizzazione, e ciò' anche in riferimento al futuro della gestione del personale. mento al futuro della gestione del personale. Quale sarà la "nuova normalità"? Quale sarà la "nuova normalità"? Lo smart working oggi può essere visto Lo smart working oggi può essere visto come una nuova fi losofi a manageriale come una nuova fi losofi a manageriale fondata sulla restituzione alle persone di fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia a fronte di una magflessibilità e autonomia a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati. Ma giore responsabilizzazione sui risultati. Ma per dare una "nuova normalità" al mercato per dare una "nuova normalità" al mercato del lavoro è necessario intervenire sulle del lavoro è necessario intervenire sulle politiche occupazionali (e non assistenziali), politiche occupazionali (e non assistenziali), sui controlli delle prestazioni, sul sistema sui controlli delle prestazioni, sul sistema retributivo e sugli inquadramenti, sul temretributivo e sugli inquadramenti, sul tempo e luogo della prestazione lavorativa, in po e luogo della prestazione lavorativa, in materia di cessazione del rapporto di lavoro, materia di cessazione del rapporto di lavoro, tutto quanto sempre in un'ottica garantistica tutto quanto sempre in un'ottica garantistica della cosiddetta flessibilità organizzativa e della cosiddetta flessibilità organizzativa e gestionale. gestionale. Nascerà una "nuova normalità" anche Nascerà una "nuova normalità" anche per le relazioni industriali? per le relazioni industriali? Al sindacato verrà richiesto meno conflitto e Al sindacato verrà richiesto meno conflitto e più collaborazione strategica; oggetto della più collaborazione strategica; oggetto della contrattazione collettiva non potrà più essere contrattazione collettiva non potrà più essere soltanto il salario, la regolamentazione delle soltanto il salario, la regolamentazione delle dinamiche del rapporto di lavoro dipendente dinamiche del rapporto di lavoro dipendente e la tutela del lavoratore in termini di stabilità e la tutela del lavoratore in termini di stabilità occupazionale, ma l'attenzione si dovrà prooccupazionale, ma l'attenzione si dovrà progressivamente spostare su altri aspetti. In tal gressivamente spostare su altri aspetti. In tal senso, la contrattazione collettiva dovrà forsenso, la contrattazione collettiva dovrà fornire risposte concrete in termini di flessibilità, nire risposte concrete in termini di flessibilità, produttività, nuove mansioni e nuove forme produttività, nuove mansioni e nuove forme di classifi cazione del personale, formazione, di classifi cazione del personale, formazione, politiche attive del lavoro e welfare. politiche attive del lavoro e welfare.Sicurezza sul lavoro: nuovi rischi e possibili effetti penali
Con la ripresa delle attività produttive è diventato cruciale, per il datore di lavoro, adempiere agli obblighi di sicurezza e attuare tutte le misure di prevenzione del contagio. Mario Gebbia , socio fondatore di Gebbia Bortolotto Penalisti Associati, fa chiarezza sulle responsabilità e sull'importanza della consulenza penale. Quali sono i nuovi rischi in materia di sicurezza sul lavoro per i lavoratori e il datore di lavoro? Qualsiasi attività che richieda il contatto, più o meno lungo, con altre persone è un'attività che incrementa il rischio di contagio. Quindi l'attività lavorativa è un fattore di "aggravamento" del rischio di contagio. L'esposizione del datore di lavoro e delle altre fi gure aziendali titolari della posizione di garanzia al rischio di conseguenze giuridiche in sede penale esiste, ma può discendere soltanto dalla accertata violazione delle previsioni normative di settore (D.lgs. 81/08) e dei protocolli governativi per il contrasto alla diffusione del virus. Quali i risvolti penali che potrebbero derivare da un infortunio "da Covid"? L'infortunio all'interno dei luoghi di lavoro espone il datore di lavoro e le funzioni interne preposte alla sicurezza a contestazioni per i reati di lesioni colpose ed omicidio colposo, qualora venga accertato il nesso di causa tra contagio e mancato adempimento degli obblighi di legge ovvero l'omessa adozione delle misure di sicurezza volte al contrasto della diffusione del virus. Analogamente, la società potrebbe essere chiamata a rispondere dell'infortunio ai sensi del D.lgs. 231/2001, trattandosi di reati c.d. presupposto. La normativa a suo avviso tutela in misura adeguata i datori di lavoro? Nonostante un iniziale momento di confusione, giustifi cato dall'eccezionalità dell'emergenza sanitaria, è stato poi chiarito che la responsabilità dell'impresa e del datore di lavoro può sorgere soltanto laddove si accerti che l'evento lesivo si è verifi cato a causa della violazione delle regole di prevenzione. Sia ben chiaro: non è suffi ciente la violazione di una regola cautelare, occorre anche che sia provato il nesso di causa tra questa violazione ed il contagio. Come è possibile minimizzare i rischi e quale è il ruolo dell'avvocato penalista? Il datore di lavoro è chiamato al costante controllo di conformità ed all'adeguamento delle misure adottate rispetto alla normativa ed alle best practices di riferimento. Un avvocato specializzato nel diritto penale d'impresa può certamente costituire un valido supporto per il datore di lavoro e la società, anche in ambito stragiudiziale, fornendo assistenza e consulenza in sede di verifi ca della compliance tra le misure adottate e quelle previste dalla legge, nonché della governance.Appalti più "elastici" con il dl semplifi cazioni
Trascorso un anno e mezzo dal decreto "Sblocca Cantieri", per fronteggiare la crisi economica generata dalla pandemia, a luglio è stata approvata una nuova riforma del Codice degli Appalti: il Decreto Semplifi cazioni. Per fare il punto sulla materia Le Fonti Legal ha intervistato Rizzardo del Giudice , dello Studio Legale del Giudice & Lombardi. Qual è stato l'impatto dell'emergenza sanitaria sul settore appalti? L'emergenza sanitaria ha indubbiamente posto in evidenza le criticità del sistema organizzativo e normativo riconducibile al "Codice degli Appalti" di cui al D.Lgs n. 50/2016, per molteplici ragioni. Tra queste ultime la fondamentale può essere individuata in meccanismi di aggravio procedimentale incompatibili con le esigenze di celerità, speditezza ed immediatezza nella conclusione delle procedure di affi damento e nell'esigenza di coordinare gli imperativi di cui sopra con il rispetto dei principi posti a presidio della concorrenza nel mercato. Quali criticità legali sono emerse? I principali aspetti di criticità emersi, soprattutto nell'ambito degli appalti "sanitari", sono costituiti dalla necessità, per un verso, di risposte celeri ed immediate alle richieste riferite a forniture ed interventi strutturali e, dall'altro lato, dalla carenza di un sistema normativo "emergenziale" in grado di sopperire, con opportune deroghe, alla necessità di rispettare le "scansioni temporali" che caratterizzano il procedimento di scelta del concorrente e di perfezionamento del contratto d'appalto. Qual è il suo giudizio sul Decreto Semplifi cazioni per quanto riguarda le modifi che in materia di codice dei contratti pubblici? Il Decreto Semplifi cazioni interviene con una linea direttrice indubbiamente corretta e condivisibile. In particolare, già nel primo articolo del Testo normativo, si prevede una notevole semplifi cazione delle procedure di affi damento per i contratti cosiddetti "sotto soglia", seppure con validità limitata al 31 luglio 2021 e quindi con un intervento normativo di carattere temporaneo e non sistematico. Indubbiamente le previsioni del decreto semplifi cazioni n. 76 del 2020 introducono un nuovo sistema per così dire "elastico" nel quale i vincoli di carattere procedimentale (e, conseguentemente, i tempi per concludere la gara) vengono via via ridotti in funzione della minor consistenza ed importanza economica del contratto. La normativa a suo avviso raggiunge gli obiettivi che si prefi gge? La prova concreta ed effettiva circa l'effi cacia delle misure introdotte dal "Decreto Semplifi cazioni" è affi data ai Dirigenti incaricati di gestire le procedure di affi damento, i quali dovranno operare in costante collaborazione con gli operatori economici e le relative Associazioni imprenditoriali di categoria.

Foto: Francesco Amendolito


Foto: Mario Gebbia


Foto: Rizzardo del Giudice