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06/06/2019

D’Alberto: «Usr, non bastano 15 tecnici»

Il Centro

»ufficio ricostruzione il dopo sisma
Il sindaco di Teramo si dice soddisfatto per il disegno di legge regionale ma ribadisce che la pianta organica ne prevede 50
di Gennaro Della Monica TERAMO «E' una risposta da accogliere con favore, ma ne servono anche altre». Il sindaco Gianguido D'Alberto valuta così l'approvazione del progetto di legge regionale che aumenterà la dotazione di personale all'Ufficio speciale per la ricostruzione. La proposta varata dal consiglio riporta in capo alla Regione spese gestionali che finora sono state a carico dell'Usr. Quest'ultimo così potrà utilizzare le somme risparmiate per assumere 15 tecnici, da destinare allo smaltimento delle pratiche post sisma, più altri operatori che affiancheranno i dipendenti dei Comuni impegnati negli adempimenti relativi alla gestione dell'emergenza. «Si liberano risorse per rispondere a uno dei problemi che ha determinato il ritardo nella ricostruzione», afferma il primo cittadino, «e su questo il giudizio non può che essere positivo». Per D'Alberto, però, serve di più: «Bisogna ancora arrivare al numero massimo previsto nella pianta organica dell'ufficio speciale, secondo cui a pieno regime sono necessari cinquanta operatori». La situazione dell'Usr però e tale da indurre il sindaco a spingersi anche oltre con i numeri del personale da impegnare nell'esame dei progetti di ripristino degli edifici inagibili. «A questo punto», avverte, «serve un incremento rispetto alla dotazione di partenza per tentare di recuperare il ritardo, anche se questa è una problematica di livello nazionale più che regionale». In ogni caso, a parte l'aspetto quantitativo del personale, il miglioramento dell'efficienza dell'Usr a detta del sindaco passa attraverso altre carenze da colmare. «C'è anche un elemento qualitativo da considerare», osserva, «che riguarda la tipologia di operatori assunti». Non è un caso, rileva D'Alberto che l'ufficio abbia la connotazione "speciale": «Ha peculiarità di ruolo che richiedono personale qualificato e adeguato alle attività di propria competenza». Altro punto cardine è l'organizzazione del lavoro nell'Usr. «Va riconsiderata la distribuzione di pesi tra interventi privati e pubblici», sostiene il primo cittadino, «e l'interazione tra l'ufficio e le amministrazioni locali». Quest'ultimo aspetto è fondamentale anche in prospettiva del passaggio di competenze ai Comuni per la cosiddetta ricostruzione leggera relativa ad abitazioni inagibili ma con danni non gravi. I principali nodi da sciogliere, a detta del sindaco, restano quelli legislativi. Dall'avvio del dibattito in Senato sul decreto sblocca cantieri che contiene anche norme per il terremoto del Centro Italia non emergono presagi positivi. «Le difficoltà del governo sulle modifiche al codice degli appalti», spiega il sindaco, «stanno portando l'attenzione su aspetti diversi dal sisma». Il rischio è che nessuno dei già pochi emendamenti ammessi in commissione superi l'esame dell'aula. D'Alberto rilancia la mobilitazione dei sindaci: «Prima del 18 giugno, termine entro cui il decreto dovrà essere convertito dalla Camera, organizzeremo un incontro con tutti i parlamentari del cratere per il recupero degli emendamenti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Il sindaco Gianguido D'Alberto con il direttore dell'Usr Vincenzo Rivera


Foto: Una palazzina Ater chiusa dopo il terremoto