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01/05/2020

Dal tunnel al restyling di viale Italia cantieri congelati malgrado la ripresa

Il Mattino

I LAVORI PUBBLICI
Nuovi costi e tempi più lunghi per tutti i grandi cantieri cittadini. È l'ulteriore mazzata del Coronavirus, che impedirà alle eterne incompiute avellinesi di poter ripartire in scioltezza il prossimo 4 maggio.
La necessità di adeguare lavorazioni e metodi alle prescrizioni per la sicurezza richiederà nuovi preventivi sui costi, che in alcuni casi potranno essere ammortizzati nelle quote degli appalti legate agli imprevisti, ma che, per i lavori ancora da affidare, presupporranno un riconteggio delle spese. In entrambi i casi, i crono-programmi salteranno ancora, ovviamente allungandosi. La prima e più importante incognita riguarderà l'appalto dell'ultimo blocco di opere necessarie per chiudere l'Odissea del tunnel. Il virus ha impedito all'amministrazione di affidare l'intervento, da 550.000 euro circa, necessario per centrare le prescrizioni richieste ormai più di un anno fa al commissario Priolo dal Provveditorato regionale alle Opere pubbliche. Se, nei mesi scorsi, l'assessore al ramo, Antonio Genovese, aveva cincischiato, avvitandosi per recuperare gli importi, inizialmente ritenuti insufficienti, oggi, il rischio è che quelle somme siano certamente troppo esigue. Quantificati i nuovi costi, bisognerà trovare altri soldi. Solo a quel punto si potrà pensare di bandire l'appalto. Così, a maggio, la ripartenza del sottopasso potrà avvenire soltanto in relazione alla parte, ormai assolutamente marginale, in via di conclusione da parte dell'impresa «D'Agostino». Per tutto il resto ci vorranno mesi.
Scenario meno complicato per la prosecuzione dell'ormai celeberrima bretella di Piazza Castello. Qui, trattandosi di un cantiere già partito - sebbene la conclusione fosse stata stabilita dall'amministrazione in 180 giorni già la scorsa estate le nuove spese potranno essere rinvenute nelle pieghe dell'appalto, che vale 340.000 euro. Già realizzato il tracciato di congiungimento tra via Circumvallazione e Corso Umberto, il responsabile unico del procedimento e i funzionari comunali hanno già messo nero su bianco le integrazioni del caso. A partire dal 4 maggio, dunque, ci si potrà mettere al lavoro per posare la pavimentazione e realizzare gli interventi residui, in un arco temporale comunque non inferiore ai 3 mesi. Salvo altri intoppi, per esempio legati alle forniture. Soltanto a questo punto, l'amministrazione potrà riavvolgere, insieme all'impresa partenopea «Cogepa», il filo del discorso interrotto ormai 2 anni fa per il contenzioso sorto sulla riqualificazione generale dell'agorà dell'antico maniero. Sottoscritta a marzo la transazione che sotterra l'ascia di guerra, e pure il risarcimento multimilionario richiesto dall'impresa, bisognerà però riscrivere e riapprovare il progetto insieme alla Soprintendenza. Tradotto, se ne riparlerà non prima dell'autunno.
Non partiranno il 4 maggio nemmeno i lavori di riqualificazione di viale Italia, con la nuova rotatoria e la pista ciclabile. L'appalto, aggiudicato per 180.000 euro, non è mai partito. E ora, anche qui, bisogna rideterminare i costi e integrare i dispositivi di sicurezza. Stesso ragionamento per l'intervento, da 495.000 euro della strada «Archi-Fontanatetta» che serve per chiudere l'opera. Quanto all'ex «Mercatone», il pallino, trattandosi di un project financing da 9 milioni di euro, è completamente in mano all'impresa finanziatrice «Principe». Il soggetto attuatore, superati gli intoppi legati alle particelle catastali di proprietà dell'Enel, sarebbe intenzionato a continuare. Ma il nuovo centro «Vivendi», inizialmente atteso per l'anno prossimo, dovrà attendere ancora molto prima di vedere la luce. Approfittando della chiusura delle scuole, invece, l'amministrazione comunale potrà accelerare nelle realizzazione di un piano generale di interventi di riqualificazione impiantistica degli edifici scolastici. Per la Metro leggera, invece, i problemi restano quelli di sempre: cantiere pressoché finito, manca il gestore.
m. s.
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