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05/02/2020

Dal Riesame «no» a Di Bari e oggi c’è Mastro

La Gazzetta Del Mezzogiorno

MISURE CAUTELARI L'IMPRENDITORE E IL SINDACO ACCOMUNATI IN UNA DELLE PISTE DELL'INDAGINE
Prima decisione nell'inchiesta che ha coinvolto il Comune di Palazzo San Gervasio
l Appello respinto. Il Tribunale del Riesame non ha accolto l'istanza dell'im prenditore di Palazzo San Gervasio Riccardo Di Bari (assistito dall'avv. Gervasio Cicoria), sottoposto a divieto di dimora nell'ambito dell'inchiesta sul Comune di Palazzo San Gervasio. Quello di Di Bari era il primo dei casi dell'inchiesta che approdava al Riesame, mentre oggi toccherà al sindaco Michele Mastro (avv. Teodora Cancellara), posto agli arresti domiciliari. E, anche se le motivazioni della decisione ancora non sono note e ogni giudizio ha una vita autonoma, il fatto che il sindaco e l'im prenditore siano, nelle indagini, collegati da una contestazione non rappresenta certo un elemento di ottimismo per l'ap puntamento odierno dell'amministrato re. A Di Bari viene contestato di aver eseguito gratuitamente alcuni lavori nella casa in cui risiedeva il sindaco in concomitanza con l'interessamento dello stesso amministratore per l'assegnazione di un lavoro da parte del Comune alla sua azienda. Al centro delle attenzioni degli inquirenti è finito l'appalto da 40mila euro per la messa in sicurezza idrogeologica del «Pendio ponte San Nicola». Un lavoro di quelli «sotto soglia» che il Comune avrebbe aggiudicato a trattativa diretta. A Mastro viene anche contestato l'aver posto in essere pressioni sui gestori del Cpr, dove lavorava la compagna Loredana Chieppa (sottoposta a obbligo di dimora a Montemilone), per assecondare i desiderata della donna e, non avendo ottenuto ciò che voleva, di aver messo l'azienda in cattiva luce con la Prefettura.