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13/07/2021

«Dal Pnrr italiano una spinta decisa alla crescita e all’attrattività»

Il Sole 24 Ore - Celestina Dominelli Emilia Patta

Strategie a confronto
Per Letta e Salvini il Recovery «è occasione unica» da non sprecare Renzi: referendum contro il reddito di cittadinanza Export, spinta Sace-Simest
Una «straordinaria congiuntura astrale» fatta da più tasselli: la decisione politica europea di fare debito per superare la crisi pandemica - da cui discende il Netx Generation Eu -, l'arrivo di Mario Draghi alla guida del governo e, da ultimo, la presidenza del G20, che darà ulteriore benzina alla crescita del Paese e che si tradurrà in una maggiore capacità di attrazione dei capitali. Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione, parte da qui, intervenendo al 50mo Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria, per far capire come l'Italia stia tornando appetibile. «Credibilità, reputazione, rispetto degli accordi e dei tempi del Pnrr - spiega -, stanno producendo un'attrattività nei confronti dei capitali privati, sia interni che esteri, e penso che la quantità attratta possa essere un multiplo pari a 2-3 volte le risorse pubbliche».

Insomma, il Recovery Plan avrà un poderoso effetto leva per il Paese se saranno messi a terra tutti i progetti e le riforme dell'ambiziosa road map italiana.

Che dovrà passare anche attraverso una decisa spinta alla decarbonizzazione che il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, definisce «una trasformazione epocale». «La transizione ecologica - dice - non è una cena di gala, una cosa radical chic, spingiamo il pulsante e diventiamo verdi». Dobbiamo invece costruire, chiarisce il fisico genovese, «un percorso di sostenibilità che nei prossimi 30 anni consenta di mantenere la promessa della decarbonizzazione e allo stesso tempo non avere una decrescita felice o addirittura spegnere tutto».

Le ricette della politica per costruire questo cammino non sono però totalmente convergenti. Se il segretario del Pd Enrico Letta e il leader della Lega Matteo Salvini concordano sull'«occasione unica» del Pnrr da non sprecare, il primo mette però l'accento soprattutto sulla necessità di incidere a Bruxelles per rendere il Recovery plan permanente: «Riformare il patto di stabilità sarà molto importante, ma occorre anche far sì che il Next generation Eu non sia una tantum per la pandemia. Serve che anche voi, con gli imprenditori e i sindacati europei, riusciate a convincere le istituzioni a renderlo permanente». Salvini si concentra invece sul tema divisivo del codice degli appalti, voluto a suo tempo proprio dal Pd, per rilanciare sul "modello Genova" del commissariamento: «Ricordo che il ponte è stato costruito a tempi di record. Questo modello è assolutamente applicabile a tutti i progetti del Pnrr, mentre c'è qualcuno che è ostile alle opere e ai cantieri, alla Tav e alla Gronda, che è finanziata ma ferma per motivi inspiegabili».

E se Salvini rilancia anche sulla necessità su superare il reddito di cittadinanza caro al M5s, Matteo Renzi va oltre annunciando alla platea dei Giovani una raccolta di firme da avviare nel 2022 per il referendum abrigativo sul reddito: «È diseducativo», sentenzia. Presente a Genova con un intervento molto politico anche Giuseppe Conte (si veda pagina 9), che tuttavia ha voluto strizzare l'occhio alla platea rilanciando il tema a lui caro dello «statuto delle imprese»: «Gli imprenditori hanno diritto ad avere una loro carta di principi e di nome».Che il Pnrr potrà ridare slancio all'Italia, tornata a essere attrattiva, è comunque un fatto che mette d'accordo tutti. Lo dice con chiarezza Massimo Antonelli, ceo Italia di Ey, che parla di «un aumento del 5% dei progetti di investimento diretto estero nel 2020 e di un 48% di manager internazionali disposto a espandere le sue attività nel nostro Paese».

Certo, gli investitori stranieri chiedono più coraggio nelle riforme che il vicepresidente di Confindustria, Maurizio Marchesini, mette in fila riportando i contenuti di un colloquio con un ex ambasciatore Usa. «Mi ha detto che gli ostacoli delle aziende americane per investire in Italia sono la giustizia, la burocrazia, il livello di tassazione e la delinquenza». Insomma, serve un ulteriore scatto, ma il trend positivo è ormai evidente. E

lo è altresì nell'export, anche grazie agli strumenti messi in campo dal governo durante l'emergenza con Sace e Simest in prima linea. Con la prima che, ricorda l'ad Pierfrancesco Latini, «ha mobilitato 60 miliardi di risorse dall'inizio della pandemia» attraverso le diverse "gambe" della sua operatività. Mentre Simest si dice pronta, evidenzia il ceo Mauro Alfonso, «ad affiancare le imprese che vogliono espandere il business all'estero con partecipazioni di minoranza di lungo periodo».

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ANSA


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A Genova. --> Imprenditori, ministri e leader politici sono intervenuti al 50° Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria