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13/10/2021

Dal dottorato industriale e verde alle nuove residenze studentesche Le riforme dell’Università entro il 2021, anche se non richieste dalla Ue

ItaliaOggi - ANGELA IULIANO

Entrata in vigore delle riforme del sistema di istruzione terziaria per migliorare i risultati attraverso la riforma delle lauree abilitanti, quella delle classi di laurea e quella dei dottorati. Modifica delle norme vigenti sugli alloggi universitari con maggiore attenzione ai privati. Attuazione di un regolamento che consenta la definizione di specifici programmi di dottorato per la pubblica amministrazione e il patrimonio culturale, di nuovi titoli di studio per dottorati di ricerca industriali e dottorati verdi. Questi i 3 obiettivi e traguardi della Missione 4-Istruzione e Ricerca del Pnrr (il Recovery Plan) che l'Europa richiede all'Italia di raggiungere entro il 2021. Delle loro attuazioni si è parlato, giovedì scorso, nella prima riunione della Cabina di regia del Pnnr. I fondi europei, infatti, sono erogati in rate semestrali (dal secondo semestre 2021 al secondo del 2026) solo se vengono raggiunti ogni semestre gli obiettivi e i traguardi previsti. Per il secondo semestre del 2021 ne sono previsti 51. Di cui 3 riguardano, appunto, la Missione 4. Di fatto, si tratta però sono di obiettivi e traguardi che interessano il ministero dell'università e della ricerca, non il dicastero dell'istruzione, che dovrà attuare le proprie riforme nel 2022. Tuttavia, l'Orep (l'Osservatorio sul Recovery Plan promosso dal dipartimento di economia e finanza dell'università di Roma Tor Vergata e da Promo Pa Fondazione) sottolinea che attraverso la pubblicazione da parte del governo il 6 ottobre, il giorno prima della Cabina di regia, sul sito Italia Domani del quadro Pnrr aggiornato al 30 settembre «si è venuti a conoscenza dell'esistenza di obiettivi e traguardi a livello nazionale, utili a monitorare passo passo i movimenti del Piano, ma non considerati dall'Europa per la decisione di l'erogazione dei fondi». La Missione 4, così, raggiunge i 16 obiettivi e traguardi entro il 31 dicembre 2021. Di cui ben 12 riguardano il Mur. Tutte in via di approvazione le riforma in arrivo questo anno. La riforma dei dottorati punta a coinvolgere maggiormente le imprese e a stimolare al ricerca applicata. La riforma delle lauree abilitanti ha lo scopo di semplificare e agevolare l'accesso all'esercizio delle professioni e di soddisfare la richiesta di competenze tecniche sul mercato del lavoro rafforzando, attraverso la riforma degli Its (istituti tecnici superiori), legami e transizioni tra questi e le lauree professionalizzanti. Mentre la riforma delle classi di laurea introdurrà maggiore flessibilità per rispondere alle competenze del mercato del lavoro, definendo piani di studio più flessibili e permettendo l'introduzione di competenze nella transizione digitale e verde. La revisione dell'orientamento attivo, invece, favorirà la transizione scuola-università. In fase conclusiva anche la revisione della normativa sugli alloggi universitari per coinvolgere di più il settore privato nella realizzazione entro il 2026 di oltre 60.000 posti letto aggiuntivi, soprattutto nelle sedi con maggiore carenza di domanda. Entro fine anno, infatti, sarà pubblicato un bando da 300 milioni di euro per gli alloggi degli studenti, ma non prima di aver modificato l'attuale legge 338/2000, introducendo delle semplificazioni, un maggiore processo di digitalizzazione per la presentazione e selezione dei progetti e, quindi, per i tempi di realizzazione e derogando ai criteri normativi previsti per la percentuale di cofinanziamento concedibile. A questo seguirà una proposta di intervento normativo per un innovativo modello di housing universitario, con un ruolo maggiore da parte dei privati. Mentre a ottobre è previsto un bando per l'edilizia universitaria da 1,4 miliardi di euro a ottobre. Al decreto 646/2021 di agosto che ha ripartito 2,35 milioni id euro tra atenei e Afam, di cui 1,13 destinati all'edilizia universitaria coperti proprio dai fondi del Pnrr, si aggiungeranno il non utilizzato del fondo di investimento 202o-2034. Verrà quindi, messo a bando 1 miliardo e 412 milio id euro da assegnare dal 2021 al 2035. Intanto, giovedì, sono state pubblicate le linee guida ministeriali sugli investimenti in ricerca in filiera, che contengono le indicazioni chiave per accedere ai 5 miliardi di euro che saranno messi a bando entro la fine (dei complessivi 9 miliardi di euro destinati a rafforzare la ricerca, di cui 6 miliardi per la ricerca di filiera) per finanziare circa 60 progetti. I bandi riguardano 5 campioni nazionali di ricerca e sviluppo (1,6 miliardi di euro), 12 ecosistemi dell'innovazione (1,3 miliardi), le infrastrutture di ricerca e quelle di tecnologiche di innovazione (1,58 miliardi) e i partenariati estesi a università, centri di ricerca, aziende per finanziare almeno 10 progetti di ricerca di base (1,61 mld). La riforma delle lauree abilitanti ha lo scopo di agevolare l'accesso all'esercizio delle professioni e di soddisfare le richieste di competenze tecniche