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15/09/2018

Dal commissario alla zona franca a che punto è il piano ricostruzione

La Repubblica - annalisa cuzzocrea massimo minella

Domande e risposte I (pochi) punti fermi e i (molti) nodi
Due nomi alternativi a Toti per la regia dell'opera: la prefetta Spena o Postiglione della Protezione civile Scontro sul ruolo di Autostrade: la Lega vuole che partecipi ai lavori, ma resta il veto dei 5 Stelle L'incognita di quando potrà aprire il cantiere e dei tempi per completare tutto 1 Chi sarà il commissario alla ricostruzione del ponte e delle aree del disastro? Il decreto per Genova, contrariamente a quanto era stato annunciato dal governo, non indica il nome del commissario straordinario per la ricostruzione.
Il governatore della Liguria Giovanni Toti è dal giorno successivo al crollo il commissario per l'emergenza .
Pareva destinato anche al nuovo incarico, ma le sue pesanti critiche all'operato del governo hanno allontanato questa ipotesi.
Nei giorni scorsi si è parlato anche del sindaco Marco Bucci e del viceministro Edoardo Rixi, leghista e genovese. I vertici del Movimento 5Stelle assicurano che si tratterà di una persona terza e che non sarà un politico. La scelta dev'essere fatta in accordo con Regione e territori, dicono a Palazzo Chigi. Che in queste ore sta vagliando i nomi della prefetta Fiamma Spena e del capo Ufficio emergenze della Protezione Civile Titti Postiglione. 2 Chi ricostruirà il ponte? E con quale procedura sarà affidato l'appalto? La ricostruzione del Ponte Morandi dovrebbe essere affidata a una "Ati-associazione temporanea di imprese". Di certo ne farà parte Fincantieri, che fa capo a Cassa Depositi e Prestiti e potrebbe assumere l'incarico di general contractor lavorando con altre aziende pubbliche, come Italferr (Fs), e private, come la controllata di Fincantieri Cordioli, Cimolai e Fagioli. Resta da definire il ruolo di Autostrade. Il governo vorrebbe escluderla, revocandole anche la concessione, ma nel decreto approvato da Palazzo Chigi "salvo intese" non c'è ancora nulla al riguardo. Per la realizzazione di un'opera pubblica la legge prevede una gara europea. Il governo vuole invece assegnare i lavori per affidamento diretto, in deroga al Codice degli appalti, e vorrebbe farlo attraverso i poteri speciali che un decreto del presidente del Consiglio affiderà al commissario. 3 Chi pagherà la costruzione del nuovo ponte? Il costo del nuovo ponte, stimato fra i 150 e i 200 milioni, sarà interamente a carico di Autostrade.
Il gruppo che fa capo ai Benetton chiede però di non essere estromesso dalla ricostruzione e di non perdere la concessione. Se però si procedesse con la revoca, potrebbe tornare in discussione il finanziamento di Autostrade. Su questo punto il governo è diviso. La Lega vuole che la società non sia esclusa.
A più riprese, anche il sindaco Bucci e Toti, così come il viceministro Rixi, si sono espressi in questa direzione.
Il Movimento 5 Stelle è invece molto netto sulla scelta di revocare la concessione (almeno, come primo passo, del tratto A10) e di estromettere dai lavori Autostrade, che sarebbe tuttavia chiamata a pagare perché ritenuta responsabile del crollo.
4 Quando potranno cominciare i lavori? Quali sono i tempi stimati per l'opera? Fino a che non verranno dissequestrati i detriti che ostruiscono il greto del torrente sotto il ponte, non può partire la ricostruzione. Il 25 settembre si svolgerà l'incidente probatorio fissato dalla Procura. Soltanto dopo potranno iniziare le demolizioni dei due monconi del ponte. Aperte ancora le due ipotesi di demolizione, con esplosivi o con smontaggio graduale. La prima, più veloce, comporterebbe l'abbattimento delle case degli sfollati, la seconda potrebbe consentire di salvarne la maggior parte.
Secondo i tecnici, la demolizione può richiedere un mese di tempo.
Autostrade ha parlato di un anno per far partire il cantiere. Sulla stessa linea Fincantieri. I periti della procura stimano fino a due anni. Quanto ai tempi necessari per realizzare la nuova struttura, potrebbero volerci dai 10 mesi a un anno. 5 Quali misure a lungo termine sono previste? Quali incentivi per la città e il sistema dei trasporti? Tutti coloro che hanno subito danni dal crollo del ponte, sia privati cittadini che imprese, saranno indennizzati, anche se non sono ancora stati definiti gli importi. Il decreto-Genova e altri provvedimenti - per ora annunciati - punteranno comunque a sostenere l'industria e il porto introducendo agevolazioni fiscali. In particolare, per scongiurare la flessione dei traffici portuali e le attività imprenditoriali, verranno istituite la "zona franca urbana" e la "zona logistica semplificata" per il porto e il retroporto, coinvolgendo in particolare le aree retrostanti i porti di Genova e Savona, in Liguria e Basso Piemonte. Saranno finanziati anche interventi per la viabilità urbana in entrata e in uscita da Genova, messa in crisi dal crollo del ponte, potenziando il trasporto pubblico locale.

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