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16/06/2020

Dal 15 luglio liberi tutti Zaia: stop alle limitazioni

Il Gazzettino

Il governatore: «Con questi dati epidemiologici credo che in estate torneremo alla normalità»
LA RIPARTENZA
VENEZIA In discoteca a ballare solo all'aperto e a due metri di distanza gli uni dagli altri? Luca Zaia ammette: «Se queste linee guida dovessero durare all'infinito, le discoteche chiuderanno tutte. Come le altre attività. Ma io spero che si vada alla normalità nel giro di qualche settimana». E, incalzato, il presidente della Regione Veneto ha pure ipotizzato una data: il 15 luglio. «Non ho una data, ma se continua così e i dati epidemiologici saranno questi sono convinto che la normalità tornerà in estate. Se lo stesso governo fa un Dpcm e lo fa scadere il 15 luglio, vuol dire che a quella data vuol fare un tagliando. E molte attività sono già state liberate da incombenze. Diciamo che il 15 luglio è la deadline per far sbloccare tutto».
Da questa settimana, intanto, in Veneto riaprono tantissime attività che erano state escluse dai precedenti provvedimenti o che a livello nazionale avevano avuto date diverse. Da oggi, dunque, via libera a sale cinematografiche, teatri, circhi, teatri tenda, arene e spettacoli in genere, anche viaggianti, produzione lirica, sinfonica, orchestrale, teatrale, coreutica, spettacoli musicali. E senza più i limiti fissati da Roma (200 posti al chiuso, 1.000 all'aperto), perché la scelta della Regione è stata del posto vuoto tra due spettatori e cioè: una poltrona sì, una poltrona no. All'aperto o in caso di spalti o gradinati, andrà garantito il metro di distanza. Da venerdì 19 giugno, poi, potranno aprire discoteche, congressi, sale da gioco, sagre, fiere. Solo le attività sportive con contatto sono rinviate al 25 giugno.
SCUOLA
Per quanto riguarda il calendario scolastico, Zaia ha negato che ci sia stato un accordo delle Regioni per accogliere la proposta del ministero dell'Istruzione di far riprendere le lezioni lunedì 14 settembre. Votando il 20 settembre, significherebbe far restare quasi subito a casa i ragazzi per trasformare le aule in seggi elettorale. «Ma cerchiamo di vedere la bottiglia mezza piena - ha detto Zaia - Il 14 settembre per l'apertura delle scuole potrebbe essere una bella idea. Ma il governo allora si prenda l'impegno a fare le elezioni il 6 settembre. Se le elezioni si faranno invece dopo una settimana dall'apertura delle scuole, non sarebbe programmazione ma confusione». E se il Governo insistesse per le votazioni il 20 settembre cosa farebbe la Regione Veneto visto che la fissazione del calendario scolastico è una sua precisa competenza? Si potrebbe pensare a un ritorno a scuola ai primi di settembre? «Non è escluso - ha risposto Zaia -. Potremmo valutare se anticipare l'inizio dell'anno scolastico per recuperare una settimana, anche se questo creerebbe problemi sia sul fronte del turismo che sulla tradizionale pausa di Carnevale».
SANITÀ
Rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano cosa suggerire per la ripresa in occasione degli Stati generali, il presidente del Veneto ha detto che bisognerebbe «agevolare il più grande committente delle opere, che è il pubblico, accantonando il Codice degli appalti e adottando il modello Ponte Morandi. Avremmo un miliardo di opere pubbliche- ha detto Zaia - che darebbero da mangiare a un sacco di gente. Il nuovo Policlinico di Padova, un'opera da 600-650 milioni di euro, sarebbe pronto in quattro anni con la consegna dei cantieri entro il 2020». A distanza gli ha risposto il consigliere regionale Graziano Azzalin (Pd): «Sul Policlinico Zaia non ha detto nulla su come verrà finanziato, e pur parlando molto d'Europa non ha neanche citato il Mes che metterebbe invece a disposizione del Veneto 3 miliardi per la sanità. Queste sono le cose su cui dovrebbe far chiarezza: del perché il Veneto intenda rinunciare ai finanziamenti europei per la sanità».
E a proposito di sanità, dopo aver ringraziato i donatori di sangue che ieri celebravano la loro Giornata mondiale, Zaia ha detto che «se i vaccini verranno autorizzati dall'Aifa noi siamo pronti a ordinarli e a comprarli. La vaccinazione non è obbligatoria ed è fortemente raccomandata, ma noi dobbiamo mettere in condizione i veneti di vaccinarsi».
Alda Vanzan
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