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24/06/2019

Dai subappalti alle varianti, parola d’ordine flessibilità

ItaliaOggi Sette - ANDREA MASCOLINI

Le principali misure della legge n. 55/19 sui contratti pubblici pubblicata in Gazzetta
L'appaltatore non sarà più tenuto a comunicare al committente a chi affi derà in subappalto i lavori, nel caso il subappalto sia ammesso: stop, dunque, fi no a tutto il 2020, all'obbligo di indicare nell'offerta i nominativi dei tre subaffi datari. È una delle novità contenute nella legge n. 55/2019, che ha convertito il dl n. 32/19 cosiddetto «Sblocca cantieri», pubblicata in Gazzetta Uffi ciale n. 140 del 17 giugno scorso. La legge consente fi no a tutto il 2020, a titolo «sperimentale», di affi dare lavori di manutenzione senza progetto esecutivo; ammesso il subappalto di lavori a discrezione della stazione appaltante; sarà la stessa stazione appaltante a dare il via libera a varianti su progetti approvati dal Cipe ma entro un massimo del 50% dell'importo del progetto. Un primo punto rilevante per le imprese, che puntavano ad una riduzione del numero delle stazioni appaltanti per ridurre la disomogeneità degli atti di gara, è l'inversione di rotta sull'obbligo di ricorrere alle centrali di committenza per i comuni non capoluoghi di provincia. Il codice del 2016 puntava molto su un principio generale: la discrezionalità delle stazioni appaltanti che venivano fortemente responsabilizzate. A questo principio doveva fare fronte un importante bilanciamento costituito dall'obbligo di nominare commissari di gara esterni alla stazione appaltante, visto che l'utilizzo molto spinto del criterio dell'aggiudicazione con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa (Oepv) avrebbe potuto determinare una forte discrezionalità che doveva essere in qualche modo sottratta alla «gestione» diretta della stazione appaltante. Anche in questo caso si fa marcia indietro: l'articolo 77 sospende l'obbligo di nomina dei commissari scelti dall'elenco tenuto dall'Anac. Da verifi care sarà l'impatto della nuova norma che prevede la sospensione dell'obbligo di indicazione della terna dei subappaltatori, disposizione che il presidente Anac, Raffaele Cantone, ha ritenuto fortemente indiziata di riaprire le porte a fenomeni di opacità gestibili dalle organizzazioni criminali. Dovrebbe snellire la partenza delle gare la norma che consente fi no a fi ne 2020 di avviare le procedure di affi damento, anche se il fi nanziamento è limitato alla sola progettazione. Molto richiesta dal settore delle imprese la disposizione che consente di affi dare sulla base del progetto defi nitivo, potendo anche prescindere dalla redazione del progetto esecutivo, i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, ad esclusione degli interventi di manutenzione straordinaria che prevedono il rinnovo o la sostituzione di parti strutturali delle opere o di impianti. In questi casi il progetto defi nitivo deve essere costituito da «almeno da una relazione generale, dall'elenco dei prezzi unitari delle lavorazioni previste, dal computo metrico-estimativo, dal piano di sicurezza e di coordinamento con l'individuazione analitica dei costi della sicurezza da non assoggettare a ribasso». Sul fronte del subappalto fi no a tutto il 2020 saranno le stazioni appaltanti a indicare il tetto del subappalto di lavori negli atti di gara: non c'è un diritto dell'impresa a organizzarsi i fattori della produzione ricorrendo al subappalto ma se la stazione appaltante lo ammetterà potrà consentirlo fi no al limite del 40% del totale dell'importo dei lavori. Mancato l'obiettivo di consentire alle imprese di formulare riserve sui progetti validati ex articolo 26 del codice: il richiamo all'art. 25 riferisce la norma, anch'essa auspicata dalle imprese, alla verifi ca preventiva dell'interesse archeologico. Tutt'altra cosa. Fino a tutto il 2020, per le varianti da apportare al progetto defi nitivo approvato dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), sia in sede di redazione del progetto esecutivo sia in fase di realizzazione delle opere, si ammette che siano approvate esclusivamente da parte soggetto aggiudicatore qualora non superino del 50% il valore del progetto approvato. Si sperimenterà anche la norma che prevede che il Consiglio superiore dei lavori pubblici di renda il parere obbligatorio per progetti di lavori oltre i 75 (non più oltre i 50) milioni, esprimendo anche valutazioni di congruità economica. In questo modo si dovrebbe alleggerire l'iter approvativo dei progetti anche se si parla di poche decine di opere ogni anno. Per l'appalto integrato si stabilisce la sospensione fi no a tutto il 2020 della disposizione che fa divieto di ricorrere «all'affi damento congiunto della progettazione e dell'esecuzione di lavori ad esclusione dei casi di affi damento a contraente generale», nonché dei vari «Ppp». Si tratta dell'ultimo periodo del primo comma dell'art. 59 del codice appalti. La norma però lascia in piedi l'altra disposizione che impone di assegnare le gare su progetto esecutivo, fatto salvo il caso di opere ad alto tasso di tecnologia o di innovazione, oltre a quella che richiede la previa motivazione nel caso di ricorso all'appalto integrato. Da qui l'effetto depotenziato dell'intervento sull'appalto integrato.

Norme sospese e principali novità «a tempo»

Ritorno al regolamento attuativo del codice al posto delle linee guida Anac • che però fi no al varo del regolamento rimarranno in vigore Sospensione fi no a tutto il 2020 delle seguenti norme: • - obbligo di ricorrere alle centrali di committenza per i comuni non capoluoghi di provincia - ricorso ai commissari di gara esterni ex art. 77 del codice - indicazione della terna dei subappaltatori - divieto di appalto integrato ad eccezione di contraente generale, PPP e altri contratti Ammesso fi no a tutto il 2020: • - affi dare lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria (tranne se relativi a strutture e impianti) con progetto defi nitivo e senza redigere l'esecutivo - parere del Cons. sup. ll.pp. da 75 milioni (prima 50) - riserve possibili su aspetti progettuali oggetto della verifi ca preventiva dell'interesse archeologica - subappalto ammesso (se previsto nel bando) fi no al 40% - eliminato obbligo di indicazione della terna dei subappaltatori - no approvazione Cipe per progetti defi nitivi variati se entro limite 50% del costo iniziale.