scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
20/04/2021

Dagli ostelli ai laboratori di tatuaggi 7 milioni di ristori per realtà in crisi

Il Piccolo di Trieste - Diego D'Amelio

Pronto il bando per la quarta tranche di aiuti erogati dalla Regione. Previsti contributi fino a 3 mila
Diego D'Amelio / triesteUn sostegno da 500 a 3 mila euro per le attività nate nel 2020, per nuove categorie di imprese e per liberi professionisti. Tanto vale la quarta tranche di ristori, che la giunta Fedriga ha approvato ieri con un impegno di 7 milioni, reperiti tra i fondi non richiesti della terza tornata e ora destinati anche a categorie finora rimaste escluse dagli aiuti della Regione. Al centro della misura ci sono le nuove imprese, le partite iva e nuovi codici Ateco, cui la giunta estende i ristori. Il quarto bando è stato varato ieri in via preliminare su proposta dell'assessore alle Attività produttive Sergio Bini. «Anche per questo quarto bando - spiega Bini - abbiamo ragionato sulle filiere del precedente riparto che hanno avuto maggiori perdite, includendo le attività nate recentemente e i liberi professionisti. Abbiamo inoltre aggiunto dei codici Ateco che erano finora rimasti esclusi. Portiamo così a 70 milioni i fondi regionali complessivi, che in meno di un anno abbiamo immesso a sostegno del nostro tessuto produttivo». Le risorse a disposizione cubano 7 milioni di euro: il residuo dei 21 stanziati sul terzo bando, che ha garantito risorse regionali a 8.386 richiedenti. Per accedere ai nuovi ristori bisognerà dimostrare una perdita di fatturato di almeno il 30% dal marzo 2020 al febbraio 2021 in confronto alla media mensile del fatturato prodotto fra marzo 2019 e febbraio 2020. Il bando apre l'accesso anche alle attività nate dal gennaio 2020: in questo caso per ottenere i contributi non sarà necessario certificare la perdita del fatturato. Viene meno l'ostacolo che aveva impedito finora l'accesso all'indennizzo, riconosciuto finora solo sulla base di quanto incassato nel 2019. Il provvedimento di Bini inserisce nuovi codici Ateco all'interno di filiere già oggetto di precedenti ristori. Spazio a una lunga serie di attività del commercio al dettaglio, all'ingrosso e ambulante, che potranno richiedere da 500 a mille euro, così come gli agenti e rappresentanti di commercio. Vale 700 euro l'aiuto per chi opera nel campo dei lavori di costruzione e in quello della pubblicità, mentre si andrà da 1.200 a 3 mila nell'ambito degli eventi, degli spettacoli e dell'editoria. E ancora, mille euro per le società di trasporto persone e 1.200 euro per le imprese dello sport e dei servizi alla persona.Per tutti i codici Ateco vecchi e nuovi, il canale contributivo viene aperto anche ai lavoratori autonomi (indipendentemente dalla data di avvio dell'attività), titolari di partita Iva con domicilio fiscale in Friuli Venezia Giulia. A loro è riconosciuto un ristoro unico pari a 700 euro. I nuovi ammessi sono numerosi: dal commercio all'ingrosso di libri o giocattoli agli ambulanti, passando per cartolerie, edicole, ferramenta, negozi di strumenti musicale, attività di fabbricazione di oggetti in ceramica e bigiotteria, attività editoriali e produzione cinematografica, software house, attività creative e nel campo della recitazione e dell'intrattenimento, campeggi, ostelli, lavanderie industriali, grafici, corsi di danza, discoteche, autoscuole, barbieri, parrucchieri, centri di bellezza, studi di tatuaggio e piercing, autolavaggi, spedizionieri, servizi di noleggio per l'allestimento di eventi e palchi. Le domande potranno essere presentate a partire dalle 9 di giovedì 29 aprile fino alle 18 di lunedì 10 maggio. La delibera approvata ieri in via preliminare, passerà nel frattempo il vaglio della Commissione consiliare competente, prevista per il 20 aprile, per poi essere approvata definitivamente nella seduta di giunta del 23 aprile. --© RIPRODUZIONE RISERVATA