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30/06/2019

Da una valle all’altra e non solo Ci fosse un’opera filata liscia

Corriere della Sera

Il commento
Brutta cosa il qualunquismo. È che a volte viene spontaneo, guardando come procede l'arricchimento (si fa per dire) infrastrutturale di un territorio, in questo caso della Bergamasca. La variante di Zogno, messa in cantiere dalla prima (e unica) amministrazione provinciale guidata dal centrodestra unito, Forza Italia più Lega, poteva apparire come l'infrastruttura del riscatto dopo le storie poco gloriose dell'Asse interurbano e della Superstrada della Val Seriana. Si è trasformata invece nel colpo di coda della tragicomicità, con annunci di futuribili inaugurazioni fino a pochi mesi prima di svelare la realtà: soldi che non bastano, troppe varianti in corso d'opera, cantieri fermi, progetti e appalti addirittura da rifare. Roba che, pur non coltivando il qualunquismo peggiore, fa venire il dubbio che tutto fosse già prevedibile, oppure (scelgano loro) che i progetti e le previsioni di ogni intervento fossero state fatte con i piedi, più che con la testa. Pochi chilometri più giù, con la Variante di Zogno ferma fino a data da destinarsi, per la mobilità da e per la Val Brembana si è comunque rimesso in moto qualcosa dopo anni d'attesa, con la riqualificazione del tratto Treviolo-Paladina della Dalmine-Villa d'Almè, pezzo di strada fondamentale per chi, per esempio, esce a Dalmine dall'A4 e vuole raggiungere i luoghi turistici principali della Valle, oppure per chi vive tra i pendii e deve scendere nell'hinterland per lavoro. Finalmente il cantiere, dopo il fallimento dell'azienda appaltatrice e la riassegnazione alla Vitali spa di Cisano bergamasco. Si parte, all'alba del febbraio del 2018, con l'idea di allargare a due corsie grazie a una variante in corso d'opera, anche quel tratto tra Treviolo e lo svincolo per la Briantea sottostante a Ponte San Pietro. Si parte e ci si ferma in men che non si dica, perché ci sono sottoservizi non previsti da spostare e sistemare, per poter procedere con i lavori. Dopo pochi mesi l'impresa presenta riserve per venti milioni, su un appalto che superava di poco la stessa cifra. E da aprile di quest'anno non c'è più una ruspa al lavoro. L'opera doveva essere consegnata in due anni, a partire da febbraio 2018: si andrà almeno a fine 2020, con una buona dose di ottimismo. Questo lo scenario, anzi gli scenari, su un territorio che aveva già aspettato dal 1991 al 2007 per veder completata da Anas la Superstrada della Val Seriana, che ha atteso anni per il ponte sul Brembo dell'Asse interurbano, che vive ancora come un miraggio la variante di Cisano e i collegamenti con il Lecchese. Qualunque opera, almeno una, fili liscia, perché così qualunquisti (e arrabbiati) si diventa.
(a.d.l.)
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto:

Cantiere fermo e riasfaltatura provvisoria sulla Villa d'Almè-Dalmine,
nel tratto tra Treviolo
e Paladina.
La riqualifica-zione di questo tratto di strada è attesa da tempo e dovrebbe favorire la circolazione da e per la Val Brembana, collegandosi anche al tratto a due corsie da Treviolo
a Dalmine-Stezzano