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02/05/2020

Da lunedì riapre il cantiere del cavalcavia Togliatti

La Provincia Pavese - Oliviero Dellerba

Chiusa la perizia sul rafforzamento di alcune travi, si proseguirà fino a settembre Quasi finita la rotatoria di corso Aldo Moro, ma resta ancora il rebus fognatura I lavori pubblici
VIGEVANOCon la ripartenza dei lavori sul cavalcavia Togliatti, i lavori pubblici in città stanno progressivamente ritornando alla normalità. Con luci e ombre. Mancherebbe, infatti, poco alla conclusione della rotatoria su corso Aldo Moro: l'opera rientra tra le compensazioni richieste al gruppo Tigros per aprire il proprio punto vendita e servirà come sbocco di via Acqui sulla circonvallazione, creando così un'alternativa al tratto esterno di corso Novara per il traffico. Se però il cantiere stradale della Vicos sta per concludersi, non sarà altrettanto ravvicinata la riapertura della strada: devono infatti iniziare i lavori per la fognatura che coinvolgeranno l'area della rotatoria per spingersi sino a via Alessandria. In questo caso occorreranno circa otto mesi per il completamento dei lavori. Ovviamente, la parte di scavo vicino alla circonvallazione sarà affrontata subito per permettere di riaprire la strada al più presto. Gli altri frontIDa lunedì tornerà operativo anche il cantiere del cavalcavia Togliatti che è stato fermo anche per l'approvazione della perizia su una variante dell'opera. Metter mano ad alcune travi costerà 800 mila euro di troppo e l'attuale previsione di conclusione dei lavori è per il prossimo 30 settembre, a oltre un anno dall'avvio del cantiere. Pochi giorni dopo, in pieno ottobre, potrà invece ripartire il rifacimento della copertura del Naviglio Sforzesco. Questo lavoro pubblico era stato abbandonato a inizio emergenza e ora non può essere ripreso perché è stata rimessa l'acqua nel cavo artificiale. Far ripartire i lavori pubblici e in generale l'edilizia dovrebbe permettere un ritorno alla normalità più veloce di tutta l'economia della nazione. «Chiediamo un tavolo di confronto all'amministrazione comunale - dice ll presidente di Ance Pavia Alberto Righini - perché ci sono alcuni aspetti in cui è possibile aiutare in modo concreto il nostro settore. Innanzitutto devono essere saldate le opere già concluse o contabilizzabili. I soldi ci sono perché le opere sono state avviate con finanziamento pieno. Anche in futuro chiediamo che i pagamenti debbano avvenire con una maggiore frequenza, sempre nel rispetto delle norme. Chiediamo poi che vengano affrontati i maggiori costi che dovremo sopportare per la sicurezza».Gli oneri nuoviL'obbligatorietà dei dispositivi di protezione individuale e di altri accorgimenti contribuiscono, infatti, a incidere su una voce che all'interno di una gara d'appalto è quasi sacra. Ma il poco margine per le aziende finisce con essere eroso da queste maggiori spese, che ovviamente non è possibile in alcun modo pensare di non effettuare. C'è poi un altro modo con cui l'edilizia può essere aiutata: aumentando il ricorso al subappalto. «In questo modo - conclude Righini - lavorerebbero le ditte del territorio, senza bisogno di spostare materiali e lavoratori, che sono impossibilità ad alloggiare presso alberghi. È una possibilità, in caso di emergenza, già prevista all'interno del codice degli appalti». --Oliviero Dellerba