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11/10/2018

Da Eni ad Ansaldo, l’esecutivo chiede aiuto alle partecipate

Eco di Bergamo

«Più investimenti e assunzioni»
Più investimenti e più assunzioni per non disattendere le prospettive di crescita contenute nel Def. Il governo chiede «aiuto» alle partecipate e, per oltre due ore, riunisce nella sala Verde di Palazzo Chigi tutte le più grandi aziende dello Stato, da Eni a Enel, da Saipem a Fincantieri fino ad Ansaldo e Open Fiber. È il segno che, nelle ore cruciali della manovra, i gialloverdi si giocano uno degli ultimi jolly per giustificare le spese in deficit e puntano tutto, o quasi, sul ruolo di Cassa Depositi e Prestiti. È Cdp, infatti, che come una sorta di «nuova Iri» nella strategia del governo, e in particolare in quella M5S, potrebbe fare da volano agli investimenti delle partecipate. All'ad Fabrizio Palermo, di fatto, viene fatta firmare una cambiale in bianco che prevede un impegno, cospicuo, della società controllata per oltre l'80% dal Tesoro. A tutte le partecipate il governo assicura in cambio un ambizioso piano di riforme: da quella del codice degli appalti al riassetto del fisco, dalla riforma del codice civile a un massiccio piano di semplificazione burocratica.

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