scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
22/06/2021

Da Dorgali al ministero l’esperta di appalti digitali

La Nuova Sardegna - di Nino Muggianu

La docente universitaria Fancello nell'agenzia che si occupa di bandi innovativi «In Italia ci sono tante amministrazioni virtuose che li utilizzano da tempo»
di Nino MuggianuwDORGALIAntonella Fancello arriva all'Agenzia per l'Italia Digitale. Dorgalese d'origine, già docente universitaria a Sassari alla sua seconda cattedra, dove insegna per gli studenti della Magistrale di Scienze politiche e giuridiche il codice dell'amministrazione digitale, da sempre impegnata nella diffusione di cultura e competenze digitali in pubbliche amministrazioni, imprese, scuole e università, è stata selezionata dal Dipartimento per la Funzione Pubblica per entrare a far parte in Agid, l'agenzia per l'Italia digitale, organo tecnico della presidenza del Consiglio dei Ministri, del team di specialisti senior che si occuperà di "appalti innovativi, nell'era del Pnrr e di Vittorio Colao, ministro per la Transizione Digitale. Per almeno due anni la sua sede di lavoro sarà anche Roma e non solo l'Università di Sassari.Esperta di open data e processi partecipativi elettronici, ha alle spalle 25 anni di studi, ricerca ed esperienza nate da una passione per internet, tecnologie, diritto e cittadinanza digitale, trasmessa fin dai sui studi universitari dal docente universitario Giovanni Duni (fu lui in persona a nominarla Dottore in Scienze Politiche a Cagliari), il primo teorizzatore italiano del "file elettronico" avente valenza giuridica in un procedimento amministrativo, colui che oggi, ci dice Antonella, ultra ottantenne elabora ancora nell'enciclopedia giuridica della Treccani, la preziosissima voce "e-government", amministrazione digitale, materia che lei insegna orgogliosamente all'universitá di Sassari e collaborando con altri atenei e che probabilmente si arricchirà di nuovi ambiti di ricerca per gli studenti grazie alla nuova esperienza in Agid. Antonella Fancello spiega cosa significhi occuparsi di appalti innovativi. «A dispetto della definizione, non si tratta di un nuovo modo di partecipare o istruire le gare d'appalto - spiega - ma di un cambio di paradigma nel concepire l'approvvigionamento di beni e servizi da parte delle PA che si rivolgeranno per soddisfare il fabbisogno di innovazione al mondo delle startup e della ricerca perché venga prototipato esattamente ciò di cui si ha bisogno di non ancora presente sul mercato. Gli "appalti innovativi" esistono da quasi un decennio (la modalità più nota sono i PCP, gli accordi pre-commerciali) e la Commissione Europea (noi come Paese li abbiamo inseriti come obiettivo dell'Agenda Digitale nel piano triennale per l'informatica nella pubblica amministrazione, spinge perché abbiano un maggiore impatto nell'efficaci; in Italia sono numerosi gli esempi di amministrazioni virtuose (tra cui strutture sanitarie) come in Lombardia, Lazio, Campania».©RIPRODUZIONE RISERVATA