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30/08/2018

Curriculum dinamico, il Tar dà torto al professore

Il Gazzettino

IL CONCORSO
PADOVA Quello che non poteva fare e che in fin dei conti gli è costato il posto appena vinto di professore di Prima fascia al Dipartimento di Matematica all'Università di Padova, era rendere dinamico il proprio curriculum attraverso dei link che rimandavano ad un profilo professionale in continua evoluzione.
Ed è per questo che il Tar ha deciso di accogliere il ricorso di chi aveva perso quel posto e annullare l'assegnazione della cattedra di Analisi Numerica. Senza però dare al Bo una linea guida su come rimettere a bando quel posto, dato che i titoli del professore vincitore, e poi sospeso, erano all'altezza del profilo richiesto. L'unica pecca? Aver indicato alla Commissione i link alla sua pagina internet.
Una situazione che ha causato, scrivono i giudici amministrativi, un'evidente disparità di trattamento rispetto ai candidati che si sono conformati al bando e quindi vedendo poi leso il principio di par condicio competitorum, ovvero quel partire alla pari che deve essere alla base di ogni concorso pubblico. Per il Tar invece l'aver allegato alla domanda di partecipazione dei link che rinviavano a pagine web presenti nell'area personale del candidato nel server del Dipartimento di Matematica, che la Commissione era caldamente invitata a osservare, gli avrebbe consentito di beneficiare dell'aggiornamento continuo proprio di tali pagine web, anche successivo alla scadenza del termine previsto dal bando per la presentazione della domanda e dei documenti, così da aggirare detto termine.
Non solo perché il professore vincitore del concorso sempre con lo stesso meccanismo scrive il Tar il controinteressato avrebbe potuto allegare in via telematica alla domanda un numero di pubblicazioni maggiore di quello ammesso dal bando.
Tutti comportamenti che già di per sé sarebbero sanzionate dallo stesso bando con l'esclusione dalla procedura e, tuttavia, la Commissione non solo non avrebbe preso in considerazione l'irregolarità della domanda del candidato, ma avrebbe addirittura tenuto conto, per la valutazione del medesimo, delle informazioni ottenute attraverso i suddetti link, contenute in pagine esterne alla piattaforma informatica del concorso.
Messo alle strette e nel tentativo di difendersi, il professore ha spiegato che quei link altro non erano se non la trasposizione moderna di quanto qualsiasi componente della commissione avrebbe potuto fare andando a consultare una biblioteca dove trovare l' opera omnia del candidato. Scusa che però non ha convinto i giudici secondo cui la presenza, nel documento informatico di collegamenti ipertestuali a pagine esterne alla piattaforma informatica concorsuale ha comportato la violazione della regola dell'immodificabilità della domanda oltre la scadenza fissata. A pesare sulla decisione anche la frettolosità e la superficialità della valutazione da parte della Commissione nello studiare i curricula dei candidati.
Nicola Munaro

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