scarica l'app
MENU
Chiudi
16/05/2020

Curia, il Papa concentra la finanza nell’Apsa

Il Sole 24 Ore - (Ca.Mar.)

PARTERRE
Il Covid-19 mette sotto stress i conti pubblici del Vaticano, ma non c'è un "rischio default". Serve una rigorosa manovra sul bilancio, in deficit stimato nel 2020 per 53 milioni - ma negli anni scorsi è stato anche più alto, fino a 70 - e che ora soffre soprattutto per i mancati introiti dei Musei Vaticani. Il prefetto della Segreteria per l'Economia, il gesuita spagnolo Juan Antonio Guerrera Alves, nominato dal Papa lo scorso gennaio, per la prima volta esce allo scoperto e in un'intervista al sito ufficiale Vatican News ammette: con la pandemia il calo delle entrate - che per anni si sono aggirate attorno ai 270 milioni, e uscite per 320 - sarà tra il 25 e il 45%, a fronte di tasse pagate all'Italia per 17 milioni. Una serie di misure sono in via di perfezionamento, annunciate in un vertice del Papa con i capi dicastero: il nuovo codice degli appalti e la concentrazione di tutta la liquidità della Curia presso l'Apsa, ente che controlla il patrimonio immobiliare e ha un portafogoglio proprio di 1,5 miliardi. «Non siamo un'impresa - ha detto Guerrera - ogni Dicastero compie un servizio. E ogni servizio ha dei costi. Il nostro impegno deve essere quello della massima sobrietà. Quello vaticano deve essere un bilancio di missione, sembra una premessa ma è la sostanza ».