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16/01/2021

Ctp, confermate 4 condanne nella sentenza d’appello

La Gazzetta Del Mezzogiorno

IL PROCESSO APPALTI MILIONARI SOSPETTI NEL MIRINO DEGLI INQUIRENTI, ASSOLTO SOLO UN DIRIGENTE
VITTORIO RICAPITO l La Corte d'appello, presidente Antonio Del Coco, ha confermato quattro delle cinque condanne al processo di secondo grado per i presunti affidamenti illeciti del Ctp spa, il consorzio dei trasporti pubblici di Taranto, finito sotto la lente della guardia di finanza per alcune forniture tra il 2013 e il 2014. Confermate le condanne per i vertici del consorzio accusati di abuso d'ufficio: un anno di reclusione, con pena sospesa, per l'ex amministratore unico Giovanni D'Auria, l'ex direttore generale Mimmo Rochira e il responsabile ufficio approvvigionamento Mario De Felice. Dieci mesi di reclusione, con pena sospesa, invece, per l'ex direttore Michele Ciccimarra. Assolto da ogni accusa, per non aver commesso il fatto, Luigi Pacucci, all'epoca dei fatti dirigente responsabile del servizio pagamenti. Al processo di secondo grado, i suoi difensori, avvocati Stefania De Vincentis e Vincenzo Vozza, hanno dimostrato che il dirigente era del tutto estraneo all'iter burocratico per l'affida mento di incarchi. La Corte d'appello ha ribaltato l'esito del processo di primo grado, Pacucci era stato condannato a dieci mesi. Tre gli episodi finiti al centro dell'inchiesta, coordinata all'epoca dal procuratore Maurizio Carbone. Per il primo, D'auria, Rochira e De Felice, nonostante fosse stata già effettuata ed aggiudicata la gara per la fornitura di carburanti ai bus, erano accusati di aver deliberato in favore di un altro contratto da 1,1 milioni di euro, chiuso senza procedura e bando. Secondo la sentenza di primo grado, Ctp spese più del dovuto: il fornitore applicò tariffe sui carburanti addirittura superiori a quelle praticate al pubblico. Nel secondo caso i quattro imputati erano accusati di aver affidato la fornitura dei pezzi di ricambio alla ditta «Tts srl» sempre senza procedura di gara e senza acquisire il documento di regolarità contributiva richiesto dalle norme per i contratti con le pubbliche amministrazioni, favorendo così un affidamento diretto da circa un milione di euro. Per il terzo caso, infine, finì sotto la lente degli investigatori l'affidamento, sempre senza gara, delle lavorazioni meccaniche e elettroniche dei mezzi all'azienda dell'imprendi tore Cosimo Pastore, per 3,8 milioni di euro. Quella vicenda ha avuto un ulteriore strascico giudiziario. Pastore è finito a processo per truffa aggravata e frode nelle pubbliche forniture, accusato di aver fornito ricambi di concorrenza per i bus del consorzio facendoli pagare quanto i più costosi ricambi originali di marca. Dopo la sentenza d'appello per il caso "forniture", il collegio di difesa (avvocati Eligio Curci, Massimo Moretti, Antonio Raffo, Franz Pesare, Michele Rossetti e Luca Perrone) attende le motivazioni per valutare ricorso in cassazione. Secondo la tesi difensiva, non ci fu violazione del codice degli appalti perché il Ctp non è un ente pubblico ma una società che risponde a normativa di settori speciali. Il Ctp, costituito parte civile con l'av vocato Caterina Campanelli, dovrà essere risarcito al termine di una causa civile.

Foto: IL VERDETTO La Corte d'appello (presidente Del Coco), ha confermato quattro delle cinque condanne al processo di secondo grado per i presunti affidamenti illeciti del Ctp spa, il consorzio dei trasporti pubblici di Taranto