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12/05/2021

Crollo degli appalti pubblici nell’isola: -80%

La Nuova Sardegna

Il report della Cna sul primo trimestre. La deputata Mura: «Ora la Regione spenda e lo faccia bene»
SASSARIIl Covid ha provocato il crollo dell'80% della spesa pubblica per gli appalti in Sardegna, che si ritrova ultima tra le regioni italiane per valori economici percentuali messi in gara nel primo trimestre 2021 rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno. A dirlo il report della Cna, secondo cui i grandi assenti sono i maxi appalti: solo un bando supera i 5 milioni (nel 2020 erano state 6 di cui tre superavano i 50 milioni). Bandite 195 gare per un valore di 87 milioni contro i 417 dell'anno precedente: va un po' meglio per i bandi di gara di importo inferiore a un milione sono 161 (+12%) e la relativa cifra d'affari è pari a 42 milioni (+30%). I micro-appalti sotto i 150 mila euro scendono invece da 71 a 59 (invariato il valore: 5 milioni di euro). Meno bandi anche sopra la soglia di un milione: numero dimezzato (da 32 a 16) e importo complessivo a base di gara che passa da 384 a 45 milioni. Sul fronte degli enti territoriali, il numero delle gare si riduce del 15%, ma è soprattutto la spesa a registrare un fortissimo ridimensionamento, passando da 375 a 74 milioni di euro. In particolare l'attività dei municipi si riduce del 27% nel numero, regge la spesa (+4%), sono le aziende speciali a registrare il crollo della spesa passando da 311 milioni a meno di 2. Trimestre positivo, invece, per le province che hanno bandito 19 gare per un importo a base di gara pari a 8 milioni.Francesco Porcu e Antonello Mascia, segretario della Cna Sardegna e presidente di Cna Costruzioni, affermano che «il mercato è in pausa di riflessione e nei prossimi mesi dovrebbe trovare nuova linfa alimentata dai programmi di rilancio delle opere infrastrutturali, di riqualificazione e rigenerazione urbana, se sostenuti dai processi di semplificazione normativa promessi dal legislatore».Per la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura «il record negativo della Sardegna deve essere preso sul serio, pone gravi interrogativi e deve darci una scossa a preparare la ripresa. Il primo soggetto che deve assumersi responsabilità è quello che ha maggiore capacità di spesa, programmazione e coordinamento, cioè la Regione autonoma: si prepari a spendere e a spendere bene. Dopo l'emergenza sanitaria gli appalti pubblici saranno essenziali per la ripresa della vita economica e sociale del Paese. Dal Governo sono giunte conferme sul coinvolgimento della Sardegna nel Recovery plan e già adesso sono stati assegnati quasi 287 milioni assegnati nel riparto del Fondo Sviluppo e Coesione. Sarebbe utile sapere i progetti su cui si investiranno questi fondi».