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19/11/2019

Crocetta a processo per corruzione «Morace lo pagò in cambio di favori»

La Sicilia

InSicilia
là I pm: 10mila euro dall ' armatore all ' ex governatore per dare più corse a Ustica Lines. Per gli altri (fra cui Vicari e Caronia) giudizio a Trapani
LARA SIRIGNANO PALERMO. Due bonifici. In tutto 10mila euro che dovevano andare al suo movimento: quel " Riparte Sicilia " nato per le regionali del 2017 e mai diventato una realtà politica. Rosario Crocetta, ex governatore siciliano, dovrà spiegare ai giudici perché ebbe quella somma. Dovrà difendersi in tribunale dall ' accusa di corruzione insieme al suo ex segretario, Massimo Finocchiaro, e a Ettore Morace, armatore napoletano che in Sicilia ha fatto la sua fortuna. I soldi, secondo gli inquirenti, sarebbero stati il prezzo del favore che Crocetta avrebbe reso alla sua compagnia marittima, la Ustica Lines, incrementando le corse per le isole minori. Il processo all ' ex presidente della Regione si aprirà a febbraio a Palermo. Il resto dell ' inchiesta, che scoperchiò un giro di mazzette e favori con al centro i Morace, passa all ' autorità giudiziaria di Trapani. Per il gup del capoluogo siciliano, che avrebbe dovuto decidere il rinvio a giudizio degli altri indagati, infatti, è Trapani la sede competente. L ' inchiesta è di due anni fa, quando la Procura di Palermo ottenne gli arresti dell ' armatore Ettore Morace, dell ' allora candidato a sindaco di Trapani Girolamo Fazio e del consulente della Regione Giuseppe Montalto. Sotto indagine finirono anche Vittorio Morace, padre di Ettore (la sua posizione è stata stralciata per motivi di salute), la deputata dell ' Ars Marianna Caronia, la dirigente regionale Salvatrice Severino, l'ex sottosegretario alle Infrastrutture Simona Vicari, Sergio Bagarella, Lucio Cipolla, Elisabetta Miceli e Giacomo Monteleone. Per i magistrati, i Morace avevano creato un vero e proprio sistema corruttivo potendo contare sulla complicità della Severino, allora dirigente dell ' Assessorato regionale ai Trasporti. Era lei a fare i bandi per i collegamenti con le isole minori. Bandi che avrebbero favorito gli interessi della compagnia di navigazione degli armatori napoletani. Dall ' inchiesta emerse che grazie all ' aiuto della dirigente, i Morace, attraverso le cosiddette compensazioni finanziarie, avrebbero guadagnato in 6 anni 10 milioni in più di quanto legittimamente gli sarebbe spettato. La Severino sarebbe stata ripagata con regali, viaggi e l ' assunzione della figlia. Uno scambio venuto meno quando al suo posto arrivò Dorotea Piazza, la nuova funzionaria, insospettita dai testi dei bandi, si rivolse agli inquirenti. I Morace avrebbero potuto contare anche su un ' altra serie di funzionari che, in cambio di viaggi gratis sugli aliscafi della compagnia, avrebbero contribuito a predisporre bandi di favore. Giuseppe Montalto, invece, si sarebbe speso per far lievitare la liquidazione che Morace avrebbe dovuto dare alla Caronia, ex deputata regionale ed ex dipendente della " Siremar " , società acquistata dagli imprenditori. Vicari: l ' ex parlamentare e sottosegretario di Ncd avrebbe caldeggiato un emendamento alla Legge di Stabilità che, incidendo sull'Iva nei servizi di trasporto marittimo, avrebbe fatto risparmiare all ' armatore un milione e mezzo, causando, però, un ammanco di 7 milioni nelle casse dello Stato. Per ringraziarla, Morace le avrebbe comprato un Rolex da 5.800 euro. E l ' acquisto dell ' orologio, commissionato alla segretaria dell ' armatore proprietario della Liberty Lines, tra le maggiori compagnie europee di aliscafi, fu captato nelle intercettazioni dai carabinieri. Come pure i ringraziamenti di Vicari. Girolamo Fazio, infine, all ' epoca candidato sindaco a Trapani, si sarebbe attivato, in cambio di regali, favori e sostegno finanziario alla campagna elettorale, nel bloccare consulenti regionali sgraditi a Morace, nel perorare un suo ricorso al Consiglio di giustizia amministrativa su una gara annullata dalla Regione e favorire nelle scelte politiche e amministrative l ' armatore. l