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12/06/2021

Cricca della logistica, 4 anni a Zampieri

Il Mattino di Padova - Elena Livieri

Si chiude dopo 11 anni la vicenda giudiziaria iniziata in Veneto e poi finita a Forlì: sotto accusa il sistema degli appalti
Si chiude dopo undici anni la vicenda giudiziaria della "cricca della logistica": archiviate gran parte delle accuse cadute in prescrizione, ne sono rimaste sul piatto tre di bancarotta. Il processo, che era iniziato a Padova con 16 imputati, è stato poi trasferito a Forlì per competenza territoriale, e lì si è concluso nei giorni scorsi con le condanne dei tre imputati principali. Willi Zampieri, di Saonara, considerato il capo dell'organizzazione, è stato condannato con rito abbreviato a 4 anni, il consulente fiscale Paolo Sinagra e la consulente del lavoro Patrizia Trivellato hanno patteggiato entrambi una pena di un anno e 7 mesi. Le società per cui è stata riconosciuta la bancarotta sono la Eurojob Logistica, la Jwo New Global e la Dragon Fly (per quest'ultima gli imputati sono stati assolti).Il processo era iniziato a Padova nel 2012, due anni dopo la raffica di arresti scaturiti dall'indagine che aveva scoperchiato le trame di quella che fu definita "cricca della logistica". Dopo quasi due anni e mezzo di udienze, il Tribunale di Padova aveva accolto l'eccezione delle difese sull'incompetenza territoriale dei giudici padovani, trasferendo gli atti del processo alla Procura di Forlì - dove era fissata la sede legale delle società coinvolte - dove il procedimento è ripartito da zero, con nuova chiusura indagini, udienza preliminare e rinvio a giudizio. L'accusa per i tre imputati principali era quella di aver messo in piedi un sistema per affidare gli appalti nel settore della logistica - vinti tramite un consorzio da Zampieri - a decine di cooperative con sede in corso Stati Uniti a Padova e con lavoratori pagati poco e in nero, mentre i documenti contabili sarebbero stati falsificati e i guadagni riciclati in immobili e altre attività economiche. Così negli anni una cooperativa riusciva a evadere contributi previdenziali e imposte. Chiusa quella breve stagione, la stessa coop era svuotata, i beni passavano a una nuova coop che riassumeva i medesimi lavoratori, mentre le vecchie scritte contabili venivano distrutte. Le accuse iniziali, che coinvolgevano sedici imputati, andavano dall'associazione a delinquere finalizzata alla falsità materiale, l'omesso versamento di ritenute previdenziali e l'evasione fiscale. Dopo undici anni, sul piatto, in virtù della prescrizione, sono rimaste solo tre casi di bancarotta per cui sono intervenute le condanne. Inizialmente nel processo padovano si erano costituiti parte civile il Ministero dell'Economia e l'Agenzia delle Entrate con la Cgil che avevano reclamato il sequestro conservativo dei beni della "cricca" per venti milioni di euro.Fra le parti civili anche l'Inps, l'unica rimasta fino al termine del processo a Forlì: nessun risarcimento, tuttavia, è stato riconosciuto all'ente previdenziale, che si è visto corrispondere soltanto le spese legali. --Elena Livieri